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L'amore che ci accade

Perché i tuoi occhi,
quando si soffermano nei miei...
Era solo un attimo distratto...
Sono cascate di cielo piene di stelle d'agosto?
E si infrangono,
e si distendono,
sulle linee del mio volto
che contemplano e ammirano
il fuoco che con amore pervade.
Perché nascondi le parole
con pugni stretti nelle tasche?
Sui tuoi passi erano i fiori
che spargevo per fare sublime il tuo rispondere.
Tra le tue e le mie mani si prevede
il tempo del nostro amore.
Parlami del tuo giorno migliore
mi farò immagine della tua felicità.
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    Ermetica notte

    I mondi che attraversano,
    E i corpi che fuori restano.
    Tra le dita l'alba spiavo,
    Lacrime veloci assaggiavo.
    Era nuda come un tempo estraneo,
    Un fervido dolore così momentaneo.
    Che di ascoltare il rumore che mi porti,
    Che di calpestare i frutti morti,
    Io non mi stanco.
    Poggia il sentimento come un vaso su un tavolo bianco.
    I piedi fatti di capelli e sabbia,
    La faccia che ha preso pugni è di rabbia.
    Il cigolio di una porta che balla nel vento,
    Il suo volto pieno di spavento.
    Piange la luna con i suoi crateri,
    Sepolti e profondi sono i suoi misteri,
    Nel respiro della notte resta il segreto,
    Sussurra parole di un antico alfabeto.
    Cupo splendore
    Pungente e buono il suo odore.
    Mi porti il fuoco
    Mi porti una strada che si apre dal vuoto.
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      Coma

      Non ride il mio dolore,
      Non rinnega il mio amore.
      Perché la barca dolce naviga in un lago di pensieri.
      Come alghe fluttuanti negli abissi tetri
      poi riemergi e luce densa veste il tuo corpo.
      Il cappello che ripara dall'inverno.
      Ho pensato e ho mangiato lentamente, un ora
      nottambula e depressa.
      Vorrei, come un fiore,
      Che lentamente s'apre e nuda e tremante
      Si fa ammirare.
      Io ti attendo
      le tue dita,
      Che pettinano le lacrime disordinate del giorno.
      Era inchiostro sparso
      sul pavimento,
      Il tappeto
      che accompagnava i tuoi passi.
      Lanciami nell'aria
      Fammi esplodere dentro una bomba.
      Ho strappato via immagini
      Per lasciare liberi i polsi.
      Non vedo più le vene.
      La saliva che profuma
      il tuo risveglio.
      Pozione idilliaca del nostro amore.
      Si sciolgono le vesti
      Narici nuove a primavera.
      La tua schiena è il mio tetto.
      La dimora di un nuovo dolore dal profumo pungente e
      metallico è il mistero.
      Un mantello ci proteggeva dalla tempesta dei tuoi forse.
      Mi parlavi di promesse in autunno,
      mi dicevi che è viola tinto il tuo risveglio.
      Ora come un saggio parla,
      Il vecchio cuore che coi pugni ha strappato
      ancora alla morte il suo destino.
      Nessun rumore.
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        Come te io per te l'amore

        Le labbra tue e le labbra mie
        condividono petali di edera che ci unisce.
        Ho trovato i tuoi occhi scuri sui pensieri chiari che si coloravano di te.
        Le mie mani e le tue, come radici dello stesso albero
        si incrociano e scavano per la terra fresca,
        si dissetano di pura acqua.
        È triste se non sento umidi passi arrivare al mio udito
        e diventare melodia sofferente cantilena.
        Sei come un cielo quando scorgo dalla finestra che è mattino
        e mi accorgo di essere velo che ti cela
        come sole dietro la collina.
        Un cuore che si appassiona non si accore di sanguinare amore,
        ed io come cascata esplodo sulla roccia del tuo essere confondendomi
        di spuma morbida e tonfi.
        Quando il vento ha iniziato a muoversi tu eri lontano e sulla sua groppa ti sono venuta a cercare.
        Cintura stretta sulle tue gambe che come rami sorreggono
        i frutti del mio sogno.
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          Effluvio nero

          Ruzzolano gli occhi in figure cieche
          Ho lasciato che il buio che avvolgesse la luce.
          È vulnerabile il tramonto
          infetta di nero inchiostro le idee
          solitarie come corvi che sorvolano
          uno scheletro di anni.
          Effluvio nero,
          Pallide mani,
          Il sale indugiato sulle labbra del tempo.
          Brucia e sanguina lento,
          Gocce e ticchettio del tempo
          cadenzano spasimo sconnesso.
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