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Idiozia

Nella mediocrità che mi propino
ruzzolano lacrime rosse come il vino
Dicono che non sono nata per accontentarmi
Che quando sbaglio devo fermarmi
Ma in questa insensata quotidianità
Ho poco chiaro il giorno con la notte, le ore con l'età.
Si fa sera e mi spoglio
sistemando in viso un sorriso che non voglio
Oggi è un giorno immutabile a ieri...
dove sono finiti i miei sorrisi sinceri?
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    Peonia

    Porti con te,
    La naturale eleganza di una rosa,
    lo sguardo di tutti in te si posa.
    Ragazza bella affascinante
    Occhi, scintille di diamante.
    L'eleganza esaltata da ogni dettaglio
    Accecante come un abbaglio.
    Come profumo di peonia è la tua essenza
    Di quercia la tua intelligenza.
    Il corpo tuo effimero e buono
    Si muove danzante spargendo suono.
    Illumini il mio viso con i tuoi sorrisi
    Di riflessi languidi e decisi.
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      La stagione nel sole

      Voglio guardare la stagione nel sole
      Le nuvole sostare dallo spettacolare cielo.
      Voglio fermarmi a pescare raggi del sole,
      lanciarli come missili nella buia città.
      Voglio mangiare con te le nuvole
      Distesi a guardare il sole se ti va.
      Il pomeriggio sta finendo,
      l'arancione infesterà.
      Solitudine tu scendi
      Con l'ombra dell'infelicità.
      Ho giocato tutto il tempo della stagione
      Di cadere non mi va.
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        Non volevo morire

        Alienato
        è il dolore che cerco di spiegare,
        Picchiato
        come un sasso
        e da quel calcio si è allontanato
        Per arrivare
        nello sciame dei passanti della domenica mattina.
        Erano i miei aspetti
        di una vita che non ti aspetti, aspettava troppo
        e non aspettava lei.
        Attendeva col corpo steso sulla terra fertile
        coperta dalla pietà di un ramo di budlera.
        Era nel giardino delle cazzate
        quelle che me le sono inventate
        per non morire.
        Non volevo morire!
        Con le mani che soffocavano un pensiero
        cullato dal petto e messo a dormire.
        Ho disegnato un intrattenente lungo giorno.
        Verde e disgustoso
        il sangue del futuro
        è la mia prospettiva,
        gocciola il vino dalla bocca del serpente.
        La bellezza del sorriso triste e sordo
        è il mio bastone.
        Si drizza la schiena e si colora la fronte.

        Sto piegando la schiena
        Per toccare l'occhio del destino.
        Ho parlato al sordo di uno schiaffo che non so perdonare,
        la signora indifferenza
        mi passò d'avanti ridendomi in faccia.
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