Poesie di Salvatore Riggio

Studente, nato mercoledì 1 febbraio 1989 a Grevenbroich (Germania)
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Scritta da: Salvatore Riggio

Il sogno

Oh Soave Creatura! Se solo fossi mia
in viaggio con me ti porterei,
senza la necessità di doverci spostare.
Intanto mi basta che ti guardi
e ad occhi aperti già da solo inizio a sognare.

In quel sogno io e te
andammo oltre la luna e il cielo stellato,
con un penombra fievole
che delineò il tuo viso.
Dimostrandomi che io nessuno
a parte te abbia mai tanto amato,
e nel riflesso dei tuoi occhi intravidi un sorriso.

Volammo liberi da una galassia all'altra,
con te tra le mie braccia e stringendoti la mano
ti avvicinasti a me ad un centimetro di distanza.
Solo allora noi due riuscimmo
a superare i confini della nostra immaginazione,
dove nessun uomo è mai arrivato
ma ci tenta infinite volte e in continuazione.

Quando le nostre labbra si sfiorarono,
scoppiò quel bacio e nel mio petto
tu riuscisti a sentir battere il mio cuore,
che insieme al tuo creò una dolce sinfonia,
che distrusse il silenzio del nulla che ci circondò.
È li che mi sveglio accorgendomi che è solo un sogno
e che tale dovrà restare.
Oh Soave Creatura! Se solo fossi mia,
basterebbe che i nostri sguardi si incrociassero
per far si che insieme potremmo sognare.
Salvatore Riggio
Composta lunedì 12 ottobre 2009
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    Scritta da: Salvatore Riggio

    La Nebbia

    Come potrò farmi riamare,
    nonostante quello che ho fatto di male?
    Come potrò dire a lei che sono cambiato
    se non mi vuole nemmeno ascoltare?
    Non mi spiego come mai io abbia
    questi pensieri nella mia testa
    e perché non se ne vogliono andare.

    Penso che questi dilemmi
    con una risposta
    li potrei risolvere!
    Ma il vero problema
    è che la risposta me la devo trovare
    ma come...?

    Credo di aver capito,
    forse nel mio cuore dovrei cercare!
    Ma se nella via del cuore
    ce tanta nebbia,
    più avanti non potrei andare.
    Allora non mi resta altro che prosequire
    la via della disperazione
    e infelice restare.
    Salvatore Riggio
    Composta sabato 11 gennaio 2003
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      Scritta da: Salvatore Riggio

      L'eterna attesa

      Per quanto tempo ancora ti dovrei aspettare,
      non sai che soffro e che sto male?
      Per quanto tempo ancora ti dovrei aspettare,
      forse pensi che ti abbia dimenticato? Ma no, non è tale!
      Per quanto tempo ancora ti dovrei aspettare,
      Non sai che mi sento smarrito
      come se fossi in mezzo al mare?

      Non è che sei tu ad avermi dimenticato,
      e che sto aspettando invano e malato?
      Sappi che ormai le mie speranze
      vanno a diminuire,
      ma non smetterò mai di aspettarti
      anche se un giorno anch'io dovrò
      morire.
      Salvatore Riggio
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