Poesie di Salvatore Riggio

Studente, nato mercoledì 1 febbraio 1989 a Grevenbroich (Germania)
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Scritta da: Salvatore Riggio

Lo stelo e il suo fiore

Come lo stelo e il suo fiore,
l'uomo della propria donna ha bisogno,
per sentirsi completo e aver un senso.
Cosi come lo stelo la sorregge e le da sostegno,
e l'amor come il loro sole,
l'acqua come la loro passione,
la terra come il padre e la sua benedizione
e il cielo che li avvolge, diviene la realtà che era un sogno.
Cosi il fiore profuma e inebria l'aria della sua essenza,
dalle sue radici trova la forza e mai potrebbe vivere senza,
come lo stelo non arricchisce il prato senza il suo fiore.

A che servirebbero separati se non esistere gli uni per le altre?
Salvatore Riggio
Composta giovedì 5 luglio 2012
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    Scritta da: Salvatore Riggio

    La malinconia

    Col dolce origliare della schiuma sulla riva,
    le ginocchia al petto e conserte le braccia,
    un onda mi travolse fatta di sola malinconia
    che io non potei schivare, forse neanche l'avrei evitata.
    Sia dannata la mia anima, maledetta te che l'hai tradita!
    Di nuovo sola rimane, come del resto lo è sempre stata.
    Unicamente le lacrime sembran riuscir a tenerla compagnia
    mentre l'odio s'insinuava sempre più nel profondo del mio io,
    finché la rabbia furiosamente di tutto noi s'impadroniva.

    Al cospetto di questo cielo dipinto di mille sfumature rosa,
    l'onda finalmente ritrovò le vie per la sua casa,
    E così, come era venuta, se n'era andata.
    Quando posai il mio sguardo al cielo ormai dipinto di morte,
    mi accorsi che trascinò con sé sia il tuo ricordo, che questo fiore...
    Germogliatosi chissà quanto tempo fa nella mia essenza,
    ma ahimè! Anche una parte di me si disperse assieme ad essa.
    Salvatore Riggio
    Composta venerdì 2 luglio 2010
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      Scritta da: Salvatore Riggio

      Il mio ricordo di te

      Come limone
      sul marmo è la tua
      mano sul petto.

      Come il sale
      sulla ferita è la
      tua carezza.

      Tu come vento
      tra fiamme in un bosco
      a ciel sereno.

      Tu come ghiaccio
      esposta alla luce
      crepuscolare.

      Sei l'orizzonte
      d'un arido deserto
      con alcun fine.

      Io? Disperso!
      Con l'acqua che scarseggia,
      sogno la morte...
      Salvatore Riggio
      Composta sabato 3 aprile 2010
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        Scritta da: Salvatore Riggio

        Mia Principessa, mia regina

        Oh principessa del mio cuore di diamante!
        Lei è la prima che dolcemente sia riuscita a scalfirlo,
        l'unica per la quale vi è permesso entrare.
        Non so come, non so quando ma pian piano è riuscita ad aprirlo
        nonostante vi si presentasse dinanzi un recinto di spine ripugnante.
        Non si è mai lamentata del male che vi procurarono,
        un male che giuro non vi avrei mai voluto arrecare.
        Ora lei sta li, al centro esatto di questo mio cristallo
        ad osservar le mille crepature che dinanzi a lei si presentarono,
        a tale triste panorama lacrime sincere, sentite, caste caddero al suolo
        e il lor tonfo riecheggiò nel mio diamante diventato ormai suo castello,
        il quale ha scelto e proclamato lei come la sua regina,
        oh mia altezza che con attenzione, affetto, dolcezza e col suo amore!
        Ha riempito ogni singola crepatura salvandolo dalla sua rovina.
        Ora brilla, brilla più che mai abbia mai fatto d'una luce accecante,
        luce che non avrebbe potuto esserci senza le sue cure premurose.
        Ora è forte abbastanza da depositar via il recinto di spine ripugnante,
        il quale non ha più ragione di esistere grazie a lei, mia adorata regina!
        D'ora in poi sarò il suo scudo, la sua spada. La terrò sempre per mano
        e ogni suo sacrificio per me le prometto che non sarà stato invano.
        Mia principessa, mia regina, le chiedo perdono... la mia vista
        fu offuscata dalle mie stesse ferite che la sua non potei notare,
        ha visto in me il rifugio per la sua anima straziata, un'anima tradita.
        Son il punto di riferimento che per tanto tempo non è riuscita a trovare,
        ora la prego lasci che sia io a prendermi cura della sua ferita.
        Salvatore Riggio
        Composta martedì 2 marzo 2010
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