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Scritta da: Armando

Casella di posta elettronica

E triste oggi questa casella silenziosa,
i miei messaggi giacciono dormienti
in questa triste mia giornata oziosa
mi opprimono i tanti addobbamenti.

Come un rosario la mater dolorosa
osserva mesta questi turbamenti
e m'addormenta la mia vita ansiosa
ed i suoi giorni che passano impotenti.

E corteggio la morte, la blandisco,
i miei errori sembrano sfrangiare
rotolando in giù come pietrisco

che a valle stanco vuole riposare;
e mentre in questo tedio inaridisco
a chi non ama più resto a pensare.
Composta domenica 26 dicembre 2010
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    Scritta da: Armando
    Pace vo' ricercando e non si trova
    è strano l'uomo, sempre chiude gli occhi
    spesso guerra ci da e l'odio cova
    pensa alle cose frivole, ai balocchi.
     
    Nella miseria lascia tutto il mondo
    spreca risorse non vede mai il vicino
    s'arrotola nell'edonismo immondo
    l'umanità sotterra da assassino.
     
    Eppure basterebbe solo un gesto
    aprire il cuor sulle miserie umane
    capir chi soffre; basterebbe questo
    per salvarci da una fine immane.
    Composta giovedì 23 dicembre 2010
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      Scritta da: Armando

      Ermeticamente

      Senza volerlo mi spingi tra le braccia
      d'un amore che non provo e non m'attira
      quando l'affetto a nuove spiagge vira
      di te lo sai non resterà più traccia.

      La donna prima ti cerca poi ti scaccia,
      mai si capisce a fondo a cosa mira
      l'affetto muta e come il vento spira,
      di foga s'empie e per amor la spaccia.

      Come un gatto s'arrotola, circuisce
      medita, indugia a tutti fa le fusa,
      poi senza un buon motivo ti ferisce.

      A volte simula d'essere confusa
      ma poi senza ragione ti punisce
      in modo oscuro e mai ti chiede scusa.
      Composta domenica 19 dicembre 2010
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        Scritta da: Armando

        Raccoglitrici di Olive

        Sotto gli ulivi ultime reti tese
        olive già mature nella cesta
        sorride un sole debole e la brina
        carezza gli ultimi radi cespi d'erba
        sparsi ai bordi dell'aia liscia e spianata
        che i rami ombreggiano incostanti.

        Un libro su una cesta capovolta,
        le scale tra i rami strette ed avvinghiate
        l'equilibrio che manca e che barcolla
        un sorriso che da lontano tende
        ad una prostrazione dissipata
        ad un affetto che ormai tutto s'è spento.

        E nel frantoio cigola la cinghia,
        semi oleosi la macina frantuma
        cola il verde liquor, unge la brocca,
        la boccia cambia colore, rinverdisce.

        E lei sorride ancora debolmente,
        un sorriso che sa d'ira e d'intesa
        mentre la cesta afferra e la sospinge
        sul motocarro che romba e che barbuglia,
        tracce profonde nella terra arrossa.

        Trilla tra i rami dei mandorli nostrani
        un suono stanco di campana a sera
        lei ancor sorride e già tende le mani
        lieve si segna e sale una preghiera.
        E la regala a me che ormai dispero
        in quest'angolo perso di maremma,
        pensa di cancellar quel segno nero
        e quel rosso che la palude ingemma.
        Composta lunedì 20 dicembre 2010
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