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Poesie di Rudyard Kipling

Scrittore e poeta, nato sabato 30 dicembre 1865 a Mumbai (India), morto sabato 18 gennaio 1936 a Middlesex Hospital, Londra (Regno Unito)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi e in Racconti.

Scritta da: Silvana Stremiz

I favolisti

Quando si vuole che resti alcunché celato,
poiché la verità' è di rado amica delle folle,
gli uomini scrivono favole, come il vecchio Esopo,
scherzando su ciò che nessuno oserebbe nominare.
E ciò fanno per necessità o accadrebbe, altrimenti,
che, non piacendo, non sarebbero affatto ascoltati.

Quando la furiosa Follia s'affanna ogni giorno
a metter confusione in tutto quel che abbiamo,
quando l'Ignavia zelante chiede che la Libertà sia morta
e la Paura, con lei, sovrasta la tomba dell'Onore -
anche nell'ora certa prima della caduta,
se non si è piacenti, non si è affatto ascoltati.

Tutti debbono piacere, benché alcuni non per bisogno,
tutti debbono penare, benché alcuni non per guadagno,
ma perché quelli che prendono piacere si preoccupino
che la pena presente li sottragga al dolore futuro.
Così alcuni hanno penato, ma fu scarsa la ricompensa,
poiché, pur piacendo, non furono affatto ascoltati.

Questo fu il sigillo che serrò le nostre labbra,
questo il giogo cui siamo sottoposti,
negando a noi stessi ogni piacevole compagnia
confacente al tempo e alla nostra generazione.
I piaceri non perseguiti diventano rimpianti,
e quanto ai dolori - non si è affatto ascoltati.

Quale uomo ode altro che il brontolio dei cannoni?
Quale uomo si cura d'altro che di quel che porta l'attimo?
Quando la vita di un uomo supera ogni vita immaginata,
chi mai troverà piacere nell'immaginare?
Così è accaduto come proprio doveva accadere,
e noi non siamo, né fummo, affatto ascoltati.
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    Scritta da: Silvana Stremiz

    Due mesi Settembre

    All'alba un mormorio corse tra gli alberi,
    una lieve increspatura nella cisterna, e nell'aria
    un presagio di prossima frescura - ovunque
    una voce profetica nella brezza.
    Balzò il sole e indorò tutta quella polvere,
    e lottò per disseccare ancor più l'oziosa terra,
    impotente come un re invecchiato che guerreggia
    per un impero che gli si sgretola in mano.
    L'un dopo l'altro caddero i petali del loto,
    sotto l'assalto dell'anno ribelle,
    ammutinato contro un cielo iracondo;
    e, lontano, bisbigliò l'inverno; "È bene
    che muia la rovente estate. L'ausilio è vicino,
    giacché quando l'umano bisogno più stringe, io arrivo. "
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      Scritta da: Silvana Stremiz

      La strada nel bosco

      Chiusero la strada lì nel bosco
      già una settantina d'anni fa,
      maltempo e piogge l'hanno cassata,
      ed ora non potresti mai dire
      che c'era un tempo una strada lì nel bosco
      prima ancora che piantassero gli alberi.
      Starà sotto la macchia e sotto l'erica,
      o sotto gli esili anemoni.
      Solo il custode riesce a vedere
      che dove cova la palombella
      e i tassi ruzzolano a loro agio
      c'era un tempo una strada lì nel bosco.

      Pure, se nel bosco ti inoltri
      in una tarda sera d'estate, quando fa
      la brezza freschi i laghetti guizzanti di trote,
      dove la lontra fischia al compagno
      (non temono gli uomini nel bosco
      poiché ne vedono ben pochi),
      udrai lo scalpitio di un cavallo
      e il frusciar di una gonna sulla rugiada,
      un galoppo fermo e persistente
      attraverso quelle nebbiose solitudini:
      quasi che perfettamente conoscessero
      l'antica perduta strada lì nel bosco...
      Ma non c'è nessuna strada lì nel bosco!
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        Scritta da: Elisa Iacobellis

        Se...

        Se riuscirai a non perdere la testa quando tutti
        la perdono intorno a te, dandone a te la colpa;
        se riuscirai ad aver fede in te quando tutti dubitano,
        e mettendo in conto anche il loro dubitare;
        se riuscirai ad attendere senza stancarti nell'attesa,
        se, calunniato, non perderai tempo con le calunnie,
        o se, odiato, non ti farai prendere dall'odio,
        senza apparir però troppo buono o troppo saggio;

        se riuscirai a sognare senza che il sogno sia il padrone;
        se riuscirai a pensare senza che pensare sia il tuo scopo,
        se riuscirai ad affrontare il successo e l'insuccesso
        trattando quei due impostori allo stesso modo
        se riuscirai ad ascoltare la verità da espressa
        distorta da furfanti per intrappolarvi gli ingenui,
        o a veder crollare le cose per cui dai la tua vita
        e a chinarti per rimetterle insieme con mezzi di ripiego;

        se riuscirai ad ammucchiare tutte le tue vincite
        e a giocartele in un sol colpo a testa-e-croce,
        a perdere e a ricominciar tutto daccapo,
        senza mai fiatare e dir nulla delle perdite;
        se riuscirai a costringere cuore, nervi e muscoli,
        benché sfiniti da un pezzo, a servire ai tuoi scopi,
        e a tener duro quando niente più resta in te
        tranne la volontà che ingiunge: "tieni duro! ";

        se riuscirai a parlare alle folle serbando le tue virtù,
        o a passeggiar coi Re e non perdere il tuo fare ordinario;
        se né i nemici o i cari amici riusciranno a colpirti,
        se tutti contano per te, ma nessuno mai troppo;
        se riuscirai a riempire l'attimo inesorabile
        e a dar valore ad ognuno dei suoi sessanta secondi,
        il mondo sarà tuo allora, con quanto contiene,
        e - quel che è più, tu sarai un Uomo, ragazzo mio!
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