Scritta da: Rosita Matera

Il gabbiano

Ho visto un gabbiano
sfiorare il mare,
il mare più intenso,
il mare di dentro.

Ho udito il suo canto
sulla spiaggia infinita
dipinta sul rigo
da cui cade una lacrima,
la consola un incerto sorriso
che oggi non può e non vuole sbocciare
perché ha le ali e deve volare
con il gabbiano
che ha cantato la Vita
di uno, di tanti,
frammenti di ognuno
da portare in tasca,
per poter ricordare.

Sul muro hanno scritto
che è stato un menestrello,
un poeta in cerca di un ritornello
un eterno guaglione
che ha reso il mondo un po' più bello,

un allegro soffio di coriandoli
sui marciapiedi stretti e rotti dei vicoli,

ma a me piace pensare
che è un gabbiano che non muore
perché per ali ha musica e parole.
Rosita Matera
Composta mercoledì 7 gennaio 2015
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    Scritta da: Rosita Matera

    Goccia d'Autunno

    Vidi nel breve respiro del fiore
    il suo affanno silente sciogliersi in pioggia,
    e nella foglia bruna si frantuma la voce

    ... cade nella terra brulla
    che racchiude nel ventre suo
    il tumultuoso gorgoglio della vita

    scorre rompendo gli argini al tempo,
    affonda l'impronta nell'uggia del vento

    un ciuffo d'erba prepotente s'avvinghia
    alla zolla di terra, madre affranta e infinita.

    Negli occhi grevi del cielo, le foglie
    disegnano scie, di corallo, scomposte
    e il volto del giorno si va stemperando
    nella pozza che dorme sulla strada di casa.

    Odore acre, di legna arsa e increspata
    si fonda col cielo in una goccia di autunno.
    Rosita Matera
    Composta venerdì 7 novembre 2014
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      Scritta da: Rosita Matera

      Storia di una foglia

      Groviglio di terra che ha preso fuoco,
      la foglia sull'albero prepotente rosseggia.

      Pagina accartocciata
      su cui si legge ancora
      un brivido caldo rubato all'estate.

      "È vecchia la foglia" mormora il cielo,
      ma ha ancora tanta vita da raccontare alla terra
      che si nutre delle sue storie
      ed ascoltandole
      si fonde in un abbraccio e se ne innamora all'istante
      fino a generare
      un seme da germogliare.
      Rosita Matera
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        Scritta da: Rosita Matera

        Con gli occhi di un cane

        Al bordo di una strada sono venuto al mondo,
        come un bel fiore che sboccia fresco all'improvviso,
        mentre i passanti guardavano la scena
        masticando la rabbia che mi offrono ogni giorno.
        Sono stato baciato solo da un raggio di sole,
        mentre cercavo poche briciole d'amore...
        i calci che ho preso me li ricordo tutti
        ma li sciolgo nell'acqua della compassione.
        Compassione per l'uomo, crudele con se stesso
        perché non sa guardare oltre le apparenze.
        Se sapesse farlo,
        leggerebbe il mio cuore come un libro colorato,
        soffermandosi sul foglio dell'amico abbandonato
        che implora solo un po' di pace e di calore
        dopo giorni di cammino
        e di pioggia assai pungente
        sulla schiena cigolante
        che sta in piedi solo a stento.
        Se potessi, almeno un giorno,
        mostrarvi il mondo coi miei occhi
        capireste che la vita è un miracolo grande
        fatto di piccoli e semplici gesti
        ma che hanno il potere
        di cambiare l'esistenza:
        di una carezza in un giorno andato storto,
        di un sorriso che sa dare un fuoco di speranza,
        di rispetto per ogni vita che respira sotto il cielo.
        Se l'uomo
        sapesse avere maggior rispetto
        soprattutto per se stesso
        ribalterebbe la vita intera
        con la coscienza che grida ancora,
        e finalmente vedrebbe il mondo
        con gli occhi miei, quelli di un cane,
        che pur nascendo sul marciapiedi vive soltanto per amare.
        Rosita Matera
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