Poesie di Rosario Chippari
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Musa notturna (attesa dell'amore)
Vieni, o Musa... ispira il mio riposo
notturno e randagio.
Era solo un'ora
eppur sembrava intera giornata...
Detesto gli ostili di carattere
ma per tuo amore
proclamo il loro bene.
Le mie ossa sono calde
in una notte piovosa.
oh, assorbono il pensiero
di uno spirito sognatore
e adulatore armigero...
Vieni adesso, ispira le membra
o Musa, gagliarde e ribollenti
del gendarme indocile
che augura la buonanotte
ai cuor sospiranti il fato...
Malinconia
Eccomi o sera,
del mio fato il capitolo.
Saluto e inchino
agli amici d'avventura.
S'apre una via
nelle stanze del cuore,
per chiudere una porta
nei corridoi dell'oscuro.
Viene la notte ora
con le sue stelle,
e la luna non ridente
abbraccia il mio sogno.
Cavalieri erranti della rete,
e voi dame di corte,
rivolgo il mio ossequio...
e lascio il cuore alla sorte.
Dell'arte pura
Dell'arte pura
di certo non esiste un principio,
ma il soffio del vento di terra
ha scolpito uno stile nei tuoi arti.
E le tue membra,
lacerate dai tempi
che non hanno compreso la tua storia,
hanno definito come un suono una linea.
Così, mentre ti vedevo danzare
sopra le nuvole d'oltre confine,
il tuo profilo come saetta trionfava
sui secondi tra la gente.
Mai più un'arte simile, armoniosa,
sarà nelle scuole più ardite
dell'occidente, seppur la tua madreterra
ti rimpiange sin dall'oriente.
Resta il mito, nelle menti
di chi ha sognato con i tuoi brani
e danzato coi tuoi movimenti:
dell'arte pura di certo non esiste il principio.
Ma Dio sa bene a chi dare e chi scegliere
per le sue vocazioni.
E ora riposi, mentre ancor oggi
sulla tua stele le genti in visita
odono ancora il vibrìo della tua arte.
A Palmi
Come sangue che scivola
nelle vene infiammate di passione,
così il mio respiro era travolto
dalla luce e dal sapore di quell'aria.
Sovrana, una strada per quelle vie
prorompeva le mie idee,
mentre solingo m'inoltravo
in un vento d'oriente
che carezzava le teste dei pescatori.
Oh, mare che sai di me
e dei miei più nobili sospiri,
tu, Pietrenere che sali per sempre
nelle vene di un uomo cresciuto
tra le grida della Costa Viola.
Come il sangue scorre
e non ha pietà del tempo, così
adesso il mio respiro non prova
pietà né rancore pei ricordi d'oltremare.
E vive la luce effusa di vicoli, o Leonida,
del tuo centro ormai storia
anche per la mia pelle.
Radici del cuore
Se hai passato, puoi parlare al presente.
Solo chi ha attraversato la strettoia potrà riconoscere cos'è un largo.
Resterai ad aspettarmi anche quando fuori piove?
Un velo non può essere più sottile del tuo sguardo,
quando la luce lo attraversa.
Se hai amato, non potrai raccogliere che amore.
Ma io, resterò ad attenderti sino all'alba?
Lascia che entri ora il mio pensiero in te,
e formati, abbracciami l'anima.
Travolgi tutto l'essere, corpo e anima, possenza e radici del cuore.
Rendici una sola verità.
L'unico largo. Al presente. Per sempre...