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Scritta da: Roberto Di Nardo

Per Sempre

Io non ti resisterei.
Lo sai, e lo hai sempre saputo, nessuno può farmi male, tranne te.

Tu puoi prendere il mio sangue, e renderlo infetto, farlo scorrere nelle mie vene fino ad imputridirmi, per poi danzare sulle mie ossa marce.
Puoi tagliarmi la carne, pezzo dopo pezzo, e ricostruirmi come desideri, anche senza senso, anche senza forma.

Puoi chiudere il mio cuore nel tuo petto, e farlo battere al tuo tempo, o farlo smettere,
per sempre.

Sono stato il mio più grande avversario, l'unico capace di sconfiggermi, di darmi la morte, per le cose, e per i sensi.
Era la mia più grande forza.

Non c'è più, da quando ho paura di poterti perdere,
Adesso che ho te, vivere non è mai abbastanza tempo per restarti accanto.

E starne senza non sarebbe possibile.

Per questo potrai farmi tutto, l'amore più intenso e profondo e il male più estremo e perverso.

Potresti anche abbandonarmi, e farmi dissolvere nel bianco, dove resterei con tutta la mia oscurità, senza più esistere.

Griderei tutto l'odio che ho dentro, fino a spegnere ogni sogno, e poi scomparirei.

Perché ti amo,
per sempre.
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    Scritta da: Roberto Di Nardo

    Amica

    Amica del cuore, dimmi dove sei adesso, non ti vedo più perché,
    ho chiuso dentro me di nuovo il mondo rifiutato, mondo che ho dimenticato,
    perché vivere, non è cosa che mi riesce facile,
    con tutti i miei discorsi sulla verità,
    con il dubbio eterno sulla libertà,
    con il mio conoscere di me, del mio martirio dentro.

    Amica del cuore, dimmi, ce l'hai fatta almeno tu,
    della tua libertà, di vivere secondo quel che sei, compresi vizi e dubbi,
    e sentimenti e sogni ed i pensieri tuoi, senza restare ad ascoltare chi non vuoi,
    perché il mondo è di chi il mondo prende, di chi vive quel che vede in se,
    ma se vedi dentro me, forse capiresti che,
    c'è chi ha voluto perdere, perché ce l'ha scritto dentro.

    Amica del cuore, io vorrei vederti ancora qui,
    punto fermo che non cambierei, ma se vado in fondo, morirei,
    non vorrei scoprirti dentro i sogni miei,
    li tradirei, li venderei, li ucciderei,
    rinnegherei ogni mia speranza, resterebbe solo la realtà,
    che per me non ha pietà, che per me non ha.

    Amica del cuore, dimmi quello che vuoi, io ti ascolterò.
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      Scritta da: Roberto Di Nardo

      Follia

      Follia.
      Pura follia,
      restarsene a guardare i tetti a cadere negli spazi,
      vuoti,
      e tutt'intorno a urlare per discutere ogni cosa a senso unico,
      diretto solo per parlare,
      che di risposte non prevedi di ascoltare,
      ne pretendi di sapere.
      Stupida follia premeditata,
      incombe dentro,
      e ha già nutrito,
      fuori si consuma solo quel che al tempo resta appiccicato,
      e sfuma nei ricordi,
      facce esilaranti a maschera d'ottoni riflettenti,
      li riconosci dai deliri di te stesso,
      e il segno si è lasciato,
      scritto in ombra bianca,
      dimenticato.
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        Scritta da: Roberto Di Nardo

        Padre

        Senza pietà, dal momento del pianto della nascita,
        illusioni confuse tra sogni e realtà,
        sorridenti maestri di normalità,
        deludenti certezze accompagnano età.

        Non si ferma, cade a terra, si trasformano stelle.

        Cerco angeli dentro lividi, rubo sogni ai sogni e sogno di perdute libertà,
        chiedo favole, contro lacrime, vedo limiti oltre illimitate santità,
        piango uomini, prego uomini, vendo chiacchiere e parole di presunta verità,
        credo a modo mio, non esiste Dio,
        vive solo perché a vivere all'inferno siamo noi.

        Ricostruirò tutto quello che il gravido mondo, di suono, ha perduto.
        Sentenzierò attraverso i miei atti d'insana devianza, la fine.
        Brucerò l'anima al fuoco vivente, che accoglie i lamenti del cielo.
        Navigherò verso mari d'ignote ragioni di me.

        Questa vita, ruba al misero e misericordia non ha,
        cresce al sole ma alimenta l'oscurità.

        Cambia pelle, morde fango, si traveste ribelle.

        Cerco angeli, trovo demoni, sogno di rubare l'anima a dei dell'eternità,
        verso lacrime verso fantasie, lego le mie ali al cuore e volo via,
        odio uomini, perdo umanità, contro regole oppongo la mia sola falsità,
        credo a modo mio, non esiste Dio, vive in terra e in ogni luogo,
        ma a cercarlo siamo noi.

        Nome di Dio, nomino anch'io,
        bestemmierò nel silenzio che assale e corrompe i pensieri dell'insanità.
        Padre mio, sangue verso, ringrazierò.
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          Scritta da: Roberto Di Nardo

          Spara

          Integrità, moralità, vitalità, fuori dai coglioni,
          virilità, diversità, mediocrità, basse prestazioni,

          io son nato dentro una prigione intorno
          e non ho voglia di lottare contro il mondo,
          io son nato stanco di passare il tempo
          e non ho voglia di cambiare per il mondo.

          Corri laggiù, risali su, e fallo anche tu,
          defenestrazioni,
          con la magia, con l'energia, la fantasia,
          putride illusioni,
          non ha più alcun senso stare ad ascoltare
          chi non se la sente, chi non ha mai niente

          da considerare, meglio non parlare ma dimenticare
          chi non può capire
          che son nato dentro gabbia d'oro e fango
          e non ho tempo per sparare a tutto il mondo,
          per sentito dire, ma vai a cagare
          non è più il momento di piangersi addosso,
          non può avere senso rivoluzionare
          l'esistenza stessa di chi sta a guardare

          spara, spara, spara, spara, spara, spara, spara, spara,

          uccidi distruggi uccidi distruggi
          uccidi distruggi uccidi distruggi

          uguaglianza, fratellanza, vecchie tradizioni
          per la libertà, martirizzazioni.
          Acqua di sorgente, ne berrò alla fonte,
          pane mendicato non verrà mangiato.

          Mura di sangue di bestie accoppate accoppiate
          scappate dal progresso umano che non ha confini
          che segnano il limite della civiltà
          senza freni morali, mortali,
          come un bambino che schiaccia formiche
          come un pastore che beve il vino di pecora.
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