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Poesie di Rita Stanzione

Nato (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi e in Racconti.

Scritta da: Rita S.

Accanto al fuoco

Mi carezzi il viso
mi inondi il petto
fuoco amico
impetuoso conforto
di serate opache.
Quasi ti venero
mi piego a goderti
e dimentico...
Calda la coltre
delle tue fiamme
lingue vive e suadenti
che cercano il volo
catturate nell'aria.
Sinuose, le osservo
in morbida ascesa
unirsi in abbracci
poi sciogliersi libere
e danzare vezzose
come sirene.
Chiudo gli occhi
e non penso...
mi scrollo di dosso
come polvere fine
ore sbiadite
e corse insensate.
Spengo ogni barlume
di tedio e patemi
vischiosa scia
di pensieri informi...
Lascio oltre la soglia
gli oscuri perché
e le risposte
ferme a mezz'aria.
Mi riempio
del tuo molle tremore
languido amante serale
che al buio lambisci
e bruci ancora...
Composta giovedì 28 gennaio 2010
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    Scritta da: Rita S.

    Vento

    Ti amo, vento, che soffi stanotte
    e come foglia, spietato, mi scuoti,
    la mia chioma scompigli,
    e mi bruci negli occhi,
    mi incuti paura e sgomento,
    eppure io ti amo.
    Tormenti il povero salice
    sommesso e indifeso,
    lì nel giardino percosso
    frusciano e fischiano anche gli arbusti
    e qui, proprio accanto,
    tintinnano i vetri, vibranti.
    Affannato, il mio cane ti teme:
    guaisce di te, per scacciarti o subirti,
    fugge, cerca rifugio ai miei piedi
    e infine, arrendevole, tace...
    Ti vedo sull'onda increspata
    che s'alza infuriata e si frange su rocce,
    su nuvole in corsa sfrenata,
    su campi maturi di spighe dorate,
    t'insinui, sottile e tagliente,
    con somma maestria
    in oscuri anfratti e tra umane miserie.
    Fascino spettrale, spirito in rivolta,
    la forza tu sei, e forza mi dai,
    lambisci la pelle che trema,
    ricopri i banali rumori
    e stordisci il mio orecchio di te,
    sonora armonia dell'immenso...
    Carezzi al passaggio con furia o dolcezza
    i pensieri e le idee che fioriscono in me,
    mi porti le voci lontane da qui
    quegli echi che ascolto, che sento realtà.
    Alzati, vento, vai ancora più su,
    rapiscimi in volo, non indugiare...
    portami ora a errare con te
    su questo lembo di complicità,
    che hai teso per me, per me solo...
    fammi lanciare lo sguardo
    sulle distese infinite, le terre ed i mari,
    e sugli orizzonti sempre più vasti,
    così libertà io respiro, e mi vivo...
    mi vivo in profondo, ci sono, mi sento.
    Puro e solingo, intrigante compagno,
    ti amo, vento che soffi stanotte...
    Composta lunedì 28 dicembre 2009
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      Scritta da: Rita S.

      Benvenuto 2010

      Avere un anno migliore...
      come tanti desideriamo...
      basterebbe agire col cuore
      e fare di noi quel che siamo,
      senza coprirci di inutili inganni...
      e poi respingiamo i soprusi
      lottiamo contro i tiranni
      spingiamo via tutti gli abusi,
      guardiamo a chi ha meno di noi
      e facciamo qualcosa per loro,
      scordiamoci chi prima o poi,
      pensando sempre a sé solo,
      soffrire ci fa, e con anima fiera
      e nuove, belle intenzioni reali
      andiam verso la primavera
      coi sogni vestiti di splendide ali.
      Composta venerdì 1 gennaio 2010
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        Scritta da: Rita S.

        Lasciami entrare

        Lasciami entrare
        in quel mondo, il tuo mondo
        desolato e ammantato,
        eppur vivo,
        intriso di gesti incompresi,
        di urla frenate
        e di frasi spezzate.
        Ti guardo da rupe scoscesa:
        immagini amate e sofferte
        le danze rituali,
        le corse ribelli e affannate,
        il ritmo e le mani, le tue,
        a tracciare grovigli e disegni
        accennati e poi impressi nell'aria,
        simili a oscuri ricami,
        come inespressi richiami.
        E gli occhi sfuggenti,
        perduti, profondi,
        che gridano al mondo
        paure e misteri insoluti.
        I grigi fantasmi e fantasmi di luce accecante,
        le ombre incalzanti nel buio che cala
        accompagnano te, accompagnano me...
        è il tuo essere puro,
        con tenacia racchiuso
        in duro e spesso cristallo
        sì duro a scalfire,
        che liberare vorrei.
        È il tuo essere tanto ostinato,
        così vulnerabile
        a forze cangianti ed ostili
        del vivere avverso,
        che tanto addolcire vorrei.
        Sull'isola delle tue pene,
        luogo dei tanti pensieri,
        spingerei le mie vele
        con vento a favore o contrario,
        in bonaccia o tempesta,
        lì approderei
        armata d'amore e di rabbia,
        ed è lì che io porterei
        tutte le fragili mie verità.
        Composta giovedì 17 dicembre 2009
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          Scritta da: Rita S.

          Prigione

          Se potessi da queste grate
          lanciare fuochi d'artificio
          colorerei il cielo per te.

          Se con la mia forza arrivassi
          ad allargare queste maglie
          ti donerei prelibati frutti
          da gustare e gustare...
          ti porgerei le mie mani
          e inventerei per te
          gesti meravigliosi.

          Se tra l'una e l'altra sbarra
          passasse il respiro
          sussurrerei tanti pensieri
          al tuo complice orecchio.

          Se avessi la chiave
          potrei passare e rapirti
          ogni volta
          e lasciarti libero
          ogni volta
          di tornare là dietro.

          E se questa prigione fosse
          solo una bella invenzione
          per far nascere sogni
          e inventare evasioni
          l'annullerei con un soffio
          o batterei le ciglia
          per riaprire gli occhi
          e non più trovarla...
          Composta domenica 6 dicembre 2009
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