Non ho bisogno di tempo
per sapere chi sei:
conoscersi è luce improvvisa.
Chi ti potrà conoscere
là dove taci, o nelle
parole con cui tu taci?
Chi ti cerchi nella vita
che stai vivendo, non sa
di te che allusioni,
pretesti in cui ti nascondi.
E seguirti all'indietro
in ciò che hai fatto, prima,
sommare azioni a sorriso,
anni a nomi, sarà
come perderti. Io no.
Ti ho conosciuto nella tempesta.
Ti ho conosciuto, improvvisa,
in quello squarcio brutale
di tenebra e luce,
dove si rivela il fondo
che sfugge al giorno e alla notte.
Ti ho visto, mi hai visto, ed ora,
nuda ormai dell'equivoco,
della storia, del passato,
tu, amazzone sulla folgore,
palpitante di recente
ed inatteso arrivo,
sei così anticamente mia,
da tanto tempo ti conosco,
che nel tuo amore chiudo gli occhi,
e procedo senza errare,
alla cieca, senza chiedere nulla
a quella luce lenta e sicura
con cui si riconoscono lettere
e forme e si fanno conti
e si crede di vedere
chi tu sia, o mia invisibile.
Pedro Salinas
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: Marianna Mansueto
    Tu vivi sempre nei tuoi atti.
    Con la punta delle dita
    sfiori il mondo, gli strappi
    aurore, trionfi, colori,
    allegrie: è la tua musica.
    La vita è ciò che tu suoni.

    Dai tuoi occhi solamente
    emana la luce che guida
    i tuoi passi. Cammini
    fra ciò che vedi. Soltanto.

    E se un dubbio ti fa cenno
    a diecimila chilometri,
    abbandoni tutto, ti lanci
    su prore, su ali,
    sei subito lì; con i baci,
    coi denti lo laceri:
    non è più dubbio.
    Tu mai puoi dubitare.

    Perché tu hai capovolto
    i misteri. E i tuoi enigmi,
    ciò che mai potrai capire,
    sono le cose più chiare:
    la sabbia dove ti stendi,
    il battito del tuo orologio
    e il tenero corpo rosato
    che nel tuo specchio ritrovi
    ogni giorno al risveglio,
    ed è il tuo. I prodigi
    che sono già decifrati.

    E mai ti sei sbagliata,
    solo una volta, una notte
    che t'invaghisti di un'ombra
    -l'unica che ti è piaciuta-
    un'ombra pareva.
    E volesti abbracciarla.
    Ed ero io.
    Pedro Salinas
    Vota la poesia: Commenta
      Io non posso
      Io non posso darti di più
      Non sono più di quello che sono.
      Ah come vorrei essere
      sabbia, sole in estate!
      Che ti sdraiassi
      rilassata a rilassarti.
      Che mi lasciassi
      il tuo corpo quando te ne vai, orma,
      tenera, tiepida, indimenticabile.
      E che con te se ne andasse
      su di te, il mio bacio lento:
      colore,
      dalla testa ai piedi
      bruno.
      Ah come vorrei essere
      vetro, o stoffa o legno
      che conserva il suo colore
      qui, il suo profumo qui,
      e nacque a tremila chilometri!
      Essere
      la materia che ti piace,
      che tocchi tutti i giorni
      e che vedi già senza guardare
      vicino a te, le cose
      collana, boccetta, seta antica
      di cui, quando senti la mancanza
      chiedi: "Ah! Dov'è?"
      A come vorrei essere
      un'allegria fra tutte,
      una sola, l'allegria
      di cui ti rallegri tu!
      Un amore, un amore solo:
      l'amore di cui tu ti innamoreresti.

      Però non sono più di quello che sono.
      Pedro Salinas
      Vota la poesia: Commenta

        A te si arriva

        A te si arriva solo attraverso te.
        Ti aspetto.
        Io sì che so dove mi trovo,
        la mia città, la via, il nome
        con cui tutto mi chiamano.
        Però non so dove sono stato con te.
        Là mi hai portato tu.
        Come avrei imparato la strada
        se non guardavo nient'altro che te,
        se la strada era dove tu andavi,
        e la fine fu quando ti sei fermata?
        Che altro poteva esserci
        più di te che ti offrivi, guardandomi?
        Però adesso che esilio,
        che mancanza,
        e lo stare dove si sta.
        Aspetto, passano i treni,
        i destini, gli sguardi.
        Mi porterebbero dove non sono stato mai.
        Ma io non cerco nuovi cieli.
        Io voglio stare dove sono stato.
        Con te, ritornarci.
        Che intensa novità,
        ritornare un'altra volta,
        ripetere mai uguale
        quello stupore infinito.
        E fino a quando non verrai tu
        io resterò sulla sponda
        dei voli, dei sogni,
        delle stelle, immobile.
        Perché so che dove sono stato
        non portano né ali, né ruote, né vele.
        Esse vagano smarrite.
        Perché so che dove sono stato con te
        si va solo con te, attraverso te.
        Pedro Salinas
        Vota la poesia: Commenta
          Scritta da: Marianna Mansueto
          Ti si sta vedendo l'altra.
          Somiglia a te:
          i passi, la stessa fronte aggrondata,
          gli stessi tacchi alti
          tutti macchiati di stelle.
          Quando andrete per strada
          insieme, tutte e due,
          che difficile sapere
          chi sei, chi non sei tu!
          Così uguali ormai, che sarà
          impossibile continuare a vivere
          così, essendo tanto uguali.
          E siccome tu sei la fragile,
          quella che appena esiste, tenerissima,
          sei tu a dover morire.
          Tu lascerai che ti uccida,
          che continui a vivere lei,
          la falsa tu, menzognera,
          ma a te così somigliante
          che nessuno ricorderà
          tranne me, ciò che eri.
          E verrè un giorno
          -perché verrà, sì, verrà-
          in cui guardandomi negli occhi
          tu vedrai
          che penso a lei e che la amo
          e vedrai che non sei tu.
          Pedro Salinas
          Vota la poesia: Commenta
            Questo sito contribuisce alla audience di