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La voce a te dovuta

Il modo tuo d'amare è lasciare che io ti ami.
Il sì con cui ti abbandoni è il silenzio.
I tuoi baci sono offrirmi le labbra perché io le baci.
Mai parole o abbracci mi diranno che esistevi e mi hai amato: mai.
Me lo dicono fogli bianchi, mappe, telefoni, presagi; tu, no.
E sto abbracciato a te senza chiederti nulla,
per timore che non sia vero che tu vivi e mi ami.
E sto abbracciato a te senza guardare e senza toccarti.
Non debba mai scoprire con domande, con carezze,
quella solitudine immensa d'amarti solo io.
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    Scritta da: Valeria S

    Sì, al di là della gente

    Sì, al di là della gente
    ti cerco.
    Non nel tuo nome, se lo dicono,
    non nella tua immagine, se la dipingono.
    Al di là, più in là, più oltre.

    Al di là di te ti cerco
    Non nel tuo specchio e nella tua scrittura,
    nella tua anima nemmeno.
    Di là, più oltre.

    Al di là, ancora, più oltre
    di me ti cerco. Non sei
    ciò che io sento di te.
    Non sei
    ciò che mi sta palpitando
    con sangue mio nelle vene,
    e non è me.
    Al di là, più oltre ti cerco.

    E per trovarti, cessare
    di vivere in te, e in me,
    e negli altri.
    Vivere ormai di là da tutto,
    sull'altra sponda di tutto
    - per trovarti -
    come fosse morire.
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      Scritta da: Marianna Mansueto
      Tu vivi sempre nei tuoi atti.
      Con la punta delle dita
      sfiori il mondo, gli strappi
      aurore, trionfi, colori,
      allegrie: è la tua musica.
      La vita è ciò che tu suoni.

      Dai tuoi occhi solamente
      emana la luce che guida
      i tuoi passi. Cammini
      fra ciò che vedi. Soltanto.

      E se un dubbio ti fa cenno
      a diecimila chilometri,
      abbandoni tutto, ti lanci
      su prore, su ali,
      sei subito lì; con i baci,
      coi denti lo laceri:
      non è più dubbio.
      Tu mai puoi dubitare.

      Perché tu hai capovolto
      i misteri. E i tuoi enigmi,
      ciò che mai potrai capire,
      sono le cose più chiare:
      la sabbia dove ti stendi,
      il battito del tuo orologio
      e il tenero corpo rosato
      che nel tuo specchio ritrovi
      ogni giorno al risveglio,
      ed è il tuo. I prodigi
      che sono già decifrati.

      E mai ti sei sbagliata,
      solo una volta, una notte
      che t'invaghisti di un'ombra
      -l'unica che ti è piaciuta-
      un'ombra pareva.
      E volesti abbracciarla.
      Ed ero io.
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        Scritta da: Eclissi

        Un'anima tu avevi

        Un'anima tu avevi
        cosi chiara ed aperta
        ch'io non potetti mai
        nella tua anima entrare.

        Andavo in cerca di aditi angusti,
        d'alti e difficili passaggi...
        Si andava alla tua anima
        per aperti cammini.

        Preparai un'alta scala
        - sognavo di alte mura
        che le fossero a guardia -,
        però l'anima tua
        era senza riparo
        di muri e di recinti.

        E ricercai la stretta porta
        della tua anima,
        ma non aveva accessi,
        così franca com'era,
        la tua anima.

        Dov'è che cominciava?
        Dov'è che aveva termine?
        E rimasi per sempre seduto
        sulle vaghe frontiere della tua anima.
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          A te si arriva

          A te si arriva solo attraverso te.
          Ti aspetto.
          Io sì che so dove mi trovo,
          la mia città, la via, il nome
          con cui tutto mi chiamano.
          Però non so dove sono stato con te.
          Là mi hai portato tu.
          Come avrei imparato la strada
          se non guardavo nient'altro che te,
          se la strada era dove tu andavi,
          e la fine fu quando ti sei fermata?
          Che altro poteva esserci
          più di te che ti offrivi, guardandomi?
          Però adesso che esilio,
          che mancanza,
          e lo stare dove si sta.
          Aspetto, passano i treni,
          i destini, gli sguardi.
          Mi porterebbero dove non sono stato mai.
          Ma io non cerco nuovi cieli.
          Io voglio stare dove sono stato.
          Con te, ritornarci.
          Che intensa novità,
          ritornare un'altra volta,
          ripetere mai uguale
          quello stupore infinito.
          E fino a quando non verrai tu
          io resterò sulla sponda
          dei voli, dei sogni,
          delle stelle, immobile.
          Perché so che dove sono stato
          non portano né ali, né ruote, né vele.
          Esse vagano smarrite.
          Perché so che dove sono stato con te
          si va solo con te, attraverso te.
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