Questo sito contribuisce alla audience di

Poesie di Paul Verlaine

Poeta, nato sabato 30 marzo 1844 a Metz (Francia), morto mercoledì 8 gennaio 1896 a Parigi (Francia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi e in Frasi per ogni occasione.

Scritta da: Silvana Stremiz

Il clown

Saltimbanco, addio! Buona sera, Pagliaccio! Indietro, Babbeo:
Fate posto, buffoni antiquati, dalla burla impeccabile,
Fate largo! Solenne, altero e discreto,
ecco venire il migliore di tutti, l'agile clown.

Più snello d'Arlecchino e più impavido di Achille
è lui di certo, nella sua bianca armatura di raso:
etereo e chiaro come uno specchio senza argento.
I suoi occhi non vivono nella sua maschera d'argilla.

Brillano azzurri fra il belletto e gli unguenti
mentre, eleganti il busto e il capo si bilanciano
sull'arco paradossale delle gambe.

Poi sorride. Intorno il volgo stupido e sporco
la canaglia puzzolente e santa dei Giambi
applaude al sinistro istrione che l'odia.
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: Silvana Stremiz

    Il mio sogno familiare

    Spesso mi viene in sogno bizzarra e penetrante
    Una donna mai vista, che amo e che mi ama,
    Che con lo stesso nome si chiama e non si chiama
    Diversa e uguale m'ama e sempre è confortante

    È per me confortante, e il mio cuore parlante
    Per lei soltanto, ahimé! Non è più cosa grama
    Per lei soltanto, in fronte del sudore la trama
    Lei soltanto rinfresca, con le lacrime piante.
    È' bruna, bionda o rossa? Non mi è dato sapere.
    Il suo nome? Ricordo che è dolce e dà piacere.
    Come nomi diletti che la vita ha esiliato.

    All'occhio delle statue è simile il suo sguardo,
    Ed ha la voce calma, lontana, grave, il fiato
    Delle voci più care spente senza riguardo.
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: Silvana Stremiz

      Lussurie

      Carne, o solo frutto addentato dei giardini di quaggiù
      frutto dolceamaro che impasta i denti di chi è solo
      degli affamati di solo amore, bocche o gole,
      e buon dessert dei forti, loro allegro desinare.

      Amore! Sola emozione di coloro cui l'orrore
      di vivere non commuove, Amore, che stritoli
      sotto le tue mole gli indugi di libertini e ritrose
      per il cibo dei dannati che scelgono i sabba,

      Amore, tu m'apparisti a volte come un buon pastore
      di cui sogna la filatrice seduta presso il focolare
      le sere d'inverno, al calore di un chiaro sarmento,

      ed è la Carne quella filatrice, e l'ora è giunta
      che il sogno avvolgerà la sognatrice – ora santa
      o no! che importa al vostro delirio, Amore e Carne?
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: Silvana Stremiz

        Noi saremo

        Noi saremo, a dispetto di stolti e di cattivi
        che certo guarderanno male la nostra gioia,

        talvolta, fieri e sempre indulgenti, è vero?
        Andremo allegri e lenti sulla strada modesta

        che la speranza addita, senza badare affatto
        che qualcuno ci ignori o ci veda, è vero?

        Nell'amore isolati come in un bosco nero,
        i nostri cuori insieme, con quieta tenerezza,

        saranno due usignoli che cantan nella sera.
        Quanto al mondo, che sia con noi dolce o irascibile,

        non ha molta importanza. Se vuole, esso può bene
        accarezzarci o prenderci di mira a suo bersaglio.

        Uniti dal più forte, dal più caro legame,
        e inoltre ricoperti di una dura corazza,
        sorrideremo a tutti senza paura alcuna.

        Noi ci preoccuperemo di quello che il destino
        per noi ha stabilito, cammineremo insieme
        la mano nella mano, con l'anima infantile
        di quelli che si amano in modo puro, vero?
        Vota la poesia: Commenta
          Scritta da: Silvana Stremiz

          Le conchiglie

          Ogni incrostata conchiglia che sta
          In quella grotta in cui ci siamo amati
          Ha la sua propria particolarità.

          Una dell'anima nostra ha la porpora
          Che ha succhiato nel sangue ai nostri cuori
          Quando io brucio e tu a quel fuoco ardi;

          Un'altra imita te nei tuoi languori
          E nei pallori tuoi di quando, stanca,
          Ce l'hai con me perché ho gli occhi beffardi.

          Questa fa specchio a come in te s'avvolge
          La grazia del tuo orecchio, un'altra invece
          Alla tenera e corta nuca rosa;

          Ma una sola, fra tutte, mi sconvolge.
          Vota la poesia: Commenta