Questo sito contribuisce alla audience di

Scritta da: blackpat

Dammi un tramonto

Dammi un tramonto sul mare e gabbiani che planano stridendo e tubando,
dammi la sabbia umida sotto i piedi e un venticello leggero e ristoratore
dammi la spensieratezza di un fanciullo, una canzone tranquilla che mi arriva
da lontano.
Dammi uno sguardo socchiuso che accarezza una vela, l'argento del mare baciato
dal sole e una luna sorniona che, velata, lentamente s'affaccia...
dammi la tua mano forte e sicura che prende la mia e ciò basterà per rendermi
pre sempre felice...
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: blackpat

    Pianto di una rosa

    Guarda un po'... cosa hai fatto...
    Mi hai guardata, e il tuo sguardo
    Ha ammaliato la mia corolla...
    La tua mano delicata mi ha sfiorato
    E dolcemente hai carpito il mio profumo.

    Un istante e mi hai presa
    Hai reciso il mio gambo
    Mi hai tenuta stretta
    Nella tua mano
    E poi, come fossi un giocattolo
    Per i tuoi capricci
    Hai strappato i miei petali,
    ad uno ad uno...
    incurante della mia fine
    li hai sparsi a terra
    innanzi a te,
    per calpestarli, e poi sei andato via
    così
    senza voltarti...
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: blackpat
      Amo il mare e le sue onde che si sovrastano, poi si dividono, poi tornano e si rinfrangono,
      spargendo il profumo del sale, misto al calore del sole; come un ballo lento e ritmato, il sole
      che con i suoi raggi sbatte sull'acqua e riflette specchi dorati che abbagliano gli occhi e te
      li fanno socchiudere.
      Amo il mare con i suoi orizzonti perché lasciano in te la sensazione dell'infinito, là dove
      si congiunge con il cielo, quando qui sulla terra tutto è così piccolo e tutto ha sempre una fine.
      Lo amo quando è notte, quando la luna lo attira verso sé come un'amante vogliosa,
      e la marea cresce nera e tenebrosa, s'inarca verso di essa fino a quando al mattino
      tornerà da quell'incanto, con le sue acque tanquille e rilassate,
      cantando un lieve mormorio di stanchezza e soddisfazione, quasi fosse
      il culmine di un amplesso.
      Amo il suo colore, che non è verde non è celeste, ma un indefinito miscuglio
      di chiazze che inneggiano alla natura, dove il firmamento specchia le sue meravigliose
      trasformazioni. Amo le sensazioni che richiama in me, quando a piedi nudi passeggio sulle sue
      rive e le mie gambe stanche vengono lambite, come avvolte da una morsa piacevole e
      rilassante, quasi fosse la carezza del mio uomo e lo amo perché tutta me stessa si sente
      in sintonia con esso; nella sua calma, nelle sue bufere, nei suoi capricci... nel suo andare
      e tornare sempre, nella sua immensa confusione...
      Vota la poesia: Commenta