Scritta da: Widmer Valbonesi

Foresta di smeraldi

Nel buio della stanza
vedo i tuoi occhi caldi
come braci in un camino.
Mi trasportano in un sogno
travolgente di piacere.
Guizzi di luce che trafiggono
il buio fitto, profondo e nero
rubini intensi che sfiorano la pelle
con calma la mente mi accarezzano
penetrano nel cuore dolcemente.
Nella penombra della stanza
i miei occhi azzurri come
lame trafiggono i tuoi sensi
accarezzano la pelle di sussurri
diventano verdi... nel piacere.
Alici che guizzano nel mare
zaffiri color del cielo scuro, come
pennelli dipingono il tuo corpo
si fondono coi tuoi occhi caldi
diventano foreste... di smeraldi.
Oliviero Widmer Valbonesi
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    Scritta da: Widmer Valbonesi

    La poiana

    La puoi vedere ogni mattina
    appollaiata sopra un palo
    della recinzione che costeggia
    l'autostrada. È una poiana
    bella, fiera ed immobile osserva
    lo scorrere del traffico e si gusta
    il riverbero e il calore del sole.
    Poi si alza, allarga le sue ali
    vola in alto sulla campagna
    a perlustrare, e poi, silenziosa
    piomba sulle prede da mangiare.
    Anch'io ho una poiana dentro
    al cuore, è ferma lì ad osservare
    il traffico dei miei sentimenti.
    Ogni tanto si trasforma, diventa gatta,
    fa le fusa e si lascia accarezzare ma
    se poi tenti di ritornare a vivere
    con lei non solo qualche istante
    si alza, vola via e minacciosa
    ti dice "voglio poter fare quello
    che voglio, volare qua e là libera
    ti devi accontentare di quegli
    attimi che mi sentirò di darti".
    E allora torna a presidiare
    il tuo cuore triste e se passa
    un'allodola e hai voglia di volare,
    lei arriva subito e la ghermisce
    rifà la gatta e poi sparisce.
    Sono quattro giorni che non la sento.
    Lei non chiama ed io nemmeno.
    Quattro giorni che non la vedo.
    Forse come allodola ha inseguito
    il luccichio di uno specchietto
    forse brillava ai suoi occhi
    e adesso, ad un'ala è ferita.
    Forse più semplicemente la fiera poiana
    si è goduta quattro giorni di quiete e sole
    ritemprata e ferma non si fa sentire, chissà
    se pensa come me: perché non mi chiama?
    Oliviero Widmer Valbonesi
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      Scritta da: Widmer Valbonesi

      Stella

      Stella che hai brillato
      nel firmamento del mio cuore.
      Stella che hai estratto
      dalla mia mente dolci parole
      che ti parlavano d'amore.
      Stella che ad un tratto ti sei
      divisa in due. Una parte di te
      che inseguiva le mie carezze
      sul volto e sui capelli, ansiosa
      come una tela bianca aspetta
      il pennello di un pittore bramosa
      di diventare un'opera d'arte.
      E l'altra parte di te, invece, si
      interrogava se quella eri proprio tu,
      non si riconosceva più, arrivava a
      chiedersi se quella già vissuta
      era stata vera vita.
      Però questa emozione mai provata
      Lo stomaco bloccava e alfine ti ha
      spaventata. In quel "io vorrei non
      vorrei", eterno dilemma, si sceglie
      sempre la tranquillità
      mai di vivere la vita.
      Stella che ancora accendi il mio cuore.
      Stella che alimenti dolci emozioni.
      Ritorna a brillare nel mio firmamento
      solleticherò la tua mente
      con un arpeggio melodioso di parole,
      affrescherò di carezze tutto il tuo corpo,
      e insieme... cercheremo l'eternità.
      Oliviero Widmer Valbonesi
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        Scritta da: Widmer Valbonesi

        Labbra di corallo

        Le stelle si addormentano
        avvolte nel chiaro della luna
        quando io chiudo gli occhi e
        tu mi appari, dolce visione
        che poi scompare.
        Le mie mani si allungano e
        come vento accarezzano
        i tuoi capelli, la mia bocca
        sfiora le tue labbra di corallo
        e un tenero bacio ne ricava.
        La fantasia abile regista dei
        miei sogni, spalanca porte
        chiuse, cori di violini suonano
        melodie sconosciute, il gorgo
        dell'immenso si riduce a poco,
        tutto si concentra in quel calore.
        Ciak. Il film è finito, apro gli occhi
        nel silenzio tutto è buio. Vedo
        la mia stella, l'attrice protagonista
        Dei miei sogni che mi sorride,
        l'appuntamento è solo rimandato
        non svanito.
        Oliviero Widmer Valbonesi
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          Scritta da: Widmer Valbonesi

          Mare dell'apparenza

          Uno sbuffo gelido di tramontana
          soffia veloce rintocca la campana.
          Antichi suoni da tempo smarriti
          svegliano fiacchi uccelli notturni
          addormentati. Borbottano così
          mezzo appisolati e raccontano
          di amori nati e mai sopiti.
          Eclissi d'amore dentro ai cuori
          Lontano echeggia un'acuta sirena
          la nave vaga in cerca dell'essenza
          fende la nebbia la luce del faro
          indica la rotta vera da seguire
          ai naviganti del mare dell'apparenza.
          Oliviero Widmer Valbonesi
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