Poesie di Nicolas Guillén
Sono.
Sono qui.
Respiro.
La realtà m'inventa
di lei leggenda.
Salve!
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Governatore
Quando avrai insegnato al tuo cane
ad avventarsi su di un negro
e a strappargli il fegato con un morso,
quando saprai anche
per lo meno latrare e agitare la coda,
rallegrati: ora puoi
bianco!
Diventare governatore del tuo stato.
Sudore e Frusta
Frusta,
sudore e frusta.
Il sole apparve presto,
e incontrò il negro scalzo.
Nudo il corpo piagato,
sopra il campo.
Frusta,
sudore e frusta.
Il vento passò gridando:
- Che nero fiore nelle mani!
Il sangue gli disse: andiamo!
E lui disse al sangue: andiamo!
Partì scalzo nel suo sangue.
Il canneto, tremante,
gli aprì il passo.
Poi, il cielo silenzioso,
e sotto il cielo, lo schiavo
tinto nel sangue del padrone.
Frusta,
sudore e frusta,
tinto nel sangue del padrone;
frusta,
sudore e frusta,
tinto nel sangue del padrone,
tinto nel sangue del padrone.
Soldato...
Soldato, non so perchè tu,
credi che ti odio io,
se siamo la stessa cosa,
io
te.
Sei povero, lo sono anch'io...
Palma sola
La palma sta nel patio,
è nata sola;
è cresciuta senza che la vedessi,
è cresciuta sola;
sotto la luna e il sole,
vive sola.
Con il suo lungo corpo saldo,
palma sola,
sola nel patio recinto,
sempre sola,
guardiana del tramonto,
sogna sola.
La palma sola che sogna,
palma sola,
che va libera al vento,
libera e sola,
sciolta da radici e terra,
sciolta e sola,
cacciatrice delle nubi,
palma sola,
palma sola,
sola.
Il nero mare
La notte livida sogna
sopra il mare;
la voce dei pescatori
bagnata nel mare;
esce la luna grondante
dal mare.
Il nero mare.
In mezzo alla notte un son,
sta arrivando nel golfo;
in mezzo alla notte un son.
Le barche lo vedono passare,
in mezzo alla notte un son,
incendiando l'acqua fredda.
In mezzo alla notte un son,
in mezzo alla notte un San,
in mezzo alla notte un.