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Scritta da: Andrea De Candia
Chi
viene dalla terra
a toccare la luna
o altro minerale celeste
che fiorisce-
colpito
dal ricordo
salterà in aria
per esplosiva nostalgia
ché
dalla smaltata notte della terra
sono volate via le sue preghiere
cercando nei quotidiani annientamenti
le vie interiori dello sguardo.

Mari e crateri
colmi di pianto
in viaggio per stazioni stellari
oltre la polvere.

La terra si fabbrica dovunque
colonie di rimpianto.
Non per calarsi
su ammorbati oceani di sangue
ma solo per cullarsi
nella musica del flusso e del riflusso
solo per cullarsi
al ritmo dell'invulnerato
segno d'eternità:
vita - morte-.
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    Scritta da: Andrea De Candia
    Sapete di me
    voi morti?
    Sapete le voci
    come domestici satelliti astrali
    con arte avvolgono
    il sonno intorno alle loro spade notturne
    portano alla luce luoghi di sepoltura -

    sapete voi amati
    che mi braccano sempre più da vicino
    nella vostra assenza dalla voce di mare -
    conchiglia espulsa
    in cerca della lingua nativa
    all'inizio delle parole -.
    Composta domenica 13 marzo 2016
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