Scritta da: Nello Maruca

Il Ciliegio di Buddha

Sin dagli albori del mio cambiamento
quasi volendo suggellar l'evento
in terra ricca a dimorar ti posi
ed altezzoso là cresci e riposi.

Scelsi quel posto donde il mar t'è a fronte
che levante mirar puoi e pur ponente
e dove in mare il ciel si perde tondo
quasi a volere ch'abbracciassi il mondo.

Non hai di che lagnarti per la casa
ché te lo sol di mane a sera veglia
poi, di notte, pur se di nubi ascosa
qualche suo raggio luna a te convoglia.

Seme innestato t'ho del Risvegliato *
e dei canestri tutto t'ho imbrigliato
ché di esso sono l'illuminato re
e, puranco, in esso ho rispecchiato te.

Nol sai che il gruppo s'è cresciuto alquanto
che ne contiamo più, ormai, di cento?
Siam tutti rigogliosi e ben pasciuti
ché di sapere Buddha ci ha imbevuti.

Sol di una cosa siam desiderosi:
gustare appieno i frutti tuoi succosi,
non essere di essi ancora geloso,
donali solo a me che son goloso.

*Buddha.
Nello Maruca
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    Scritta da: Nello Maruca

    VI

    Corre lo buon Giuseppe da Pilato
    ad implorare la divina Spoglia
    che inumarla in sicuro loco ha voglia
    e astergere di addenso Sangue beato.

    In tel di candido lino pregiato,
    poi che da peso croce Corpo spoglia
    l'avvolge, e con pie donne insiem lo veglia
    finché in tomba vien con pietà traslato.

    Il dì di poi del sabato, all'albore,
    all'avello Maria trovasi presso
    ma la pietra, però, manca all'accesso,

    quindi, con l'altre assiem varca l'ingresso
    tremolante di paura e a capo basso
    ma, non ha traccia del Divin Signore.
    Nello Maruca
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      Scritta da: Nello Maruca

      III

      E Betlemme è tutta quanta in lutto
      ché i pargoletti tutti, crudelmente,
      sono soppressi per insana mente
      in ciò che sadico cuor non tien costrutto.

      Quando l'Onnipotente il marcio frutto
      da triste terra estirpa, finalmente,
      e lo relega dove niuno è niente
      a rintracciar nido d'altri distrutto

      a Nazaret di Galilea è la Famiglia
      donde al Giordano, Gesù, candido Figlio,
      da Giovanni è in acqua, cristianizzato.

      S'apre lo Cielo e dal candor di giglio
      colomba Spirito Dio armonizzato,
      grido s'ode: Questo è mio diletto Figlio

      dal quale assai mi sono rallegrato.
      Nello Maruca
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        Scritta da: Nello Maruca

        II

        Della Giudea Erode è imperante
        e molti hanno subito intemperanza
        Nessuno presso lui tiene speranza
        che per alcunché mai fu impenitente.

        Al Re dei re non prostra reverente
        sconoscendo, cosi, somma potenza
        decreta, anzi, a nome di tracotanza
        stroncar la vita del Santo lattante.

        Per un divino avviso in sogno avuto
        s'incammina Giuseppe in ver l'Egitto
        con alma in pena e lo core trafitto

        per di Nutrice patire e Figlioletto
        sognando Palestina e caldo letto
        lungi da imposto quanto vil tributo.

        Per impervio sentiero sconosciuto
        avanza a lume di parlare muto
        seguito dalla docile asinella
        con Dio e Santa Regina sulla sella.
        Nello Maruca
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          Scritta da: Nello Maruca

          I

          Tutto di bianco intorno è ricoperto
          e ancor la neve cala volteggiando
          mentre leggero, il vento sibilando
          vola la neve nell'andare incerto.

          Con l'ansia in petto, a passo svelto e certo,
          di porta in porta Giuseppe va bussando
          ed un lettuccio per Maria invocando,
          in loco pur modesto ma coverto.

          Ma non è locandiere a dare ascolto
          ch'ogni cantuccio dell'albergo è pieno;
          indi, posto può tener su paglia e fieno.

          Colui che delle stelle è ancora più alto
          nasce nel letto di una mangiatoia
          ma per Giuseppe e per Maria è piena gioia.

          Al caldo del respiro, nella stalla,
          docile bue l'accoglie e l'asinella
          che di Natività sono gaudenti
          non quali quadrupedi incoscienti

          ma animali bipedi intelligenti,
          che forzan loro mantici ansimanti.
          Onde donare tepore agli astanti.
          Nello Maruca
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