Scritta da: Nello Maruca

LXXXIII

Si dona, allora, quasi tutto a scuola,
pone massim'impegno all'istruzione
e, in breve, di tutto, fa ripetizione:
materie rivede, setaccia e scola *

l'intelligenza sveglia, in alto vola,
indi, rinsalda l'insita passione
e ancor maggior'impegno in essa pone
che gaudio dona ed animo consola.

Preordinato a stretta spremitura
non meno spasmodicamente attende
disciogliere aggroviglio all'orditura.

Il cuore in petto lesto balza al suono
del nome quando, da cattedra scende
docente brioso, dall'aspetto buono.
Nello Maruca
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    Scritta da: Nello Maruca

    LXXXII

    Il benessere raggiunto manco l'ha tocco
    E nemmanco la nutrice reso altera,
    umili sono rimasti in loro sfera
    palesando dotto cervello, non allocco.

    Le faccende campestri non dan sbocco
    Che persona appassiona e rende fiera
    Pur se l'impegna da mattina a sera
    E l'animo addolcisce e rende becco (1)

    Quando, però, impegno arduo sospinge
    Necessita all'occhio che altrove volge
    E l'energia da quella parte pinge.

    Indi l'ometto ch'è due fuochi in mezzo
    verso lo più imponente indulge (2)
    Tralasciando, alquanto, quello rozzo.
    Nello Maruca
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      Scritta da: Nello Maruca

      LXXXI

      Intanto Votto dona di se il meglio,
      costantemente, in aula, attento resta,
      un sol pensiero nuota nella testa:
      Di mamma e del casato esser l'orgoglio.

      Nei fatti di campagna resta sveglio
      e nel lavoro ch'allesta mai fa sosta
      e a ogni necessità, tosto, s'appresta.
      In diligenza non paventa uguaglio.

      L'abile coltivatore poco invidia,
      conosce strame per formare letame
      e di coltura ogni cosa studia.

      Pur se piacevolmente d'esso tien fame
      Il ritmo al lavoro deve scemare
      che la coscienza esige altro dettame.
      Nello Maruca
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        Scritta da: Nello Maruca

        LXXX

        Or son due mesi già d'intenso studio,
        è certo che a breve sarà verifica
        Di quanto i docenti han dato con fatica,
        Il risultato indicherà, poi, il preludio.

        D'insegnamento non si da compendio
        Che qual chirurgo bisturi in piaga pratica
        e ferma decision il male districa
        Così di materia non si vuol dispendio.

        L'impegno nell'ascolto è assoluto;
        non un trambusto, non un sol bisbiglio.
        Tutto è fermo, tutto resta muto.

        Il silenzio è rotto solamente
        Da quella voce che con grand'orgoglio
        Sa d'essere ascoltata attentamente.
        Nello Maruca
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          Scritta da: Nello Maruca

          Carabiniere

          Ah! Se potessi essere non io
          e al par di Dante mi facesse Iddio
          dell'Esercito branca tant'onesta
          con diligenza canterei le gesta.
          Con mano lesta stilerei lo scritto
          e, di Te, Grande, narrerei l'editto.

          Se, poi, di Giotto avessi mente esperta
          Tua storia pingerei con mano certa;
          l'illustrerei su tela ricamata
          come nessuna mai fu disegnata.
          A Dio che innalza e abbassa pregherei
          Onde uguagliare altra mai potrei.

          Se del musico Verdi avessi l'estro
          le lodi canterei da gran maestro:
          Le canterei al suon di cornamusa
          e in ciel l'innalzerei, storia diffusa.
          Dolce all'orecchio il suono giungerebbe
          Tal che manco melodia d'Angeli terrebbe.

          Povero sono, però, in mente e arte
          perciò ogni velleità metto da parte;
          il sangue forte pulsa nelle vene
          sferzando nel cervello forti pene.
          In minuetto mi muovo in queste righe
          come formica nel trascinar le spighe.
          M'accosto, con timore, tremolante
          a narrare di Te, Uomo importante.

          Degno di fede e di vetusto onore
          il bene altrui alberghi dentro al cuore,
          da sempre per l'altrui la vita doni:
          Fedele più dei cani ai lor padroni.
          Quella divisa nera a strisce rosse
          vanta conquiste di molte riscosse:
          La porti con l'orgoglio del gran Fante
          d'importante battaglia reduce zelante...

          Ti volle Emanuele Primo di Sardegna
          quale tutore d'ordine e di legge;
          presente sempre dove il male affligge
          resti al tuo posto fino alla consegna:
          Rivedo la battaglia di Pastrengo,
          della Sforzesca e quella di Novara,
          per questo dentro al cuore mio Ti tengo
          e la Figura Tua m'è dolce e cara.

          In Aspromonte e sul silano monte
          hai combattuto lotte da valente,
          avverso i disonesti, per l'ostaggio,
          reprimesti nel silenzio il brigantaggio.
          In Libia fosti a conquistar medaglie
          lasciandoti alle spalle molte Spoglie,
          nella campagna fosti a Senafè
          e combattesti in quel di Macallè.

          Del sangue Tuo inondasti Podgora
          e quel Tuo sacrificio vale ancora,
          mostrandoti al dovere servo ligio
          rendesti alla Nazione gran servigio.
          Nei secoli fedele: Qesto il Tuo Motto
          fedele resti in tal mondo corrotto,
          lo fai per dedizione al Tuo dovere,
          degno sei d'ogni stima, carabiniere.
          Nello Maruca
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