Scritta da: Nello Maruca

LXXI

In sì cotanto corto tempo, diverse
Le vicende calate in nostre menti;
da trist'eventi a lieti avvenimenti,
l'une dall'altre, molto, molto inverse.

Da gioia la vita passa a strette morse
e quanti in terra sono grandi talenti
Nessuno può capire tal cambiamenti;
da dritte le cose tosto son converse.

Domani è primo giorno di frequenza
e sono pronto e quasi sono sereno,
mi turba un poco mamma in sofferenza.

L'ansia l'ha colta nel petto sensibile
e le lacrime calanti, senza freno,
creano nell'alma cruccio irremovibile.
Nello Maruca
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    Scritta da: Nello Maruca

    Il dono della vita

    Da quando Iddio tutto creò d'un fiato
    È risaputo che la vita umana
    Per dono l'ha donata Madre Natura
    E concepita l'avrebbe sì perfettamente
    Che di difetto dovrebbe essere assente.
    Constato, invece, ahimè, amareggiato
    Che il dono è dono sì ma osteggiato
    E che non è in toto, indi, compiuto
    Ch'appare albero spoglio e mal pasciuto.
    Qual dono essere può la vita umana
    Se nasce gente storpia e senza mani?
    Se gente muore di stenti e carestia,
    in guerre, pestilenze e malattie?
    Se tanto definirsi è esser dono
    Mi si risponda: cosa c'è di buono?

    Forse di buono è che all'altro Mondo
    delle privazioni si arriva mondo
    e si è elevati a dignità di Santo
    per non avere in terra avuto vanto.
    Nello Maruca
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