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Scritta da: Nello Maruca

CLIII

Parrà strana di certo nostra presenzia
Altero preserva, però, significato
e ond'intuirne appieno lo stato * *motivo
Necessita ritornar pregressa scienzia

Bisogna far ritroso a tua puerizia
Rispecchiarsi entro tuo verde stato* giovane età
Quando bel fiore eri appena sbocciato
e quando bolliva* in te prim'amicizia. * nasceva

Bel fiore troneggiava nel nostr'orto
Alla ricerca del tuo grand'effluvio
Finché la sorte lo porta alla morte.

Allora il mondo ci pare contorto
e da quel dì piangiamo amara sorte
Che non è giorno che non è diluvio.
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    Scritta da: Nello Maruca

    CLII

    In corso di tua prolungat'assenza
    in visita fu il vicino Bonconto
    assieme a donna Maria del Ronto
    a palesar motivo di loro presenza.

    Scusaci, Tina, per la nostr'invadenza,
    così a dir comincia lo grande Bonconto,
    fissare dovevamo appuntamento
    ma siamo certi della tua clemenza.

    Sempre ben venuti in questa casa
    Che di tutte persone del villaggio
    Siete più meritevoli e più degni

    Dico tanto per meritato omaggio
    Che da che m'aggiro in questa casa
    Vostre buon'azioni sono di segni. * * insegnamento.
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      Scritta da: Nello Maruca

      CLI

      Quando ai piè dell'assolato fabbricato,
      sorpreso nel trovare donne e bambini,
      al centro mamma a carezzare piccini
      col viso sorridente e radiato.

      Che d'importante, mamma, è capitato?
      Perché tanta gente, tanti bei piccini
      Tante grida festose, tanti cherubini?
      Tripudio chetato parmi qui tramutato.

      In poco ti racconto ciò ch'è stato
      Quanto fulmineo tutto è cambiato
      e io nemmanco poco ho assimilato.

      I titolari del grande Caseificio
      Al lavoro hanno dato commiato
      Stanchi proseguir lor sacrificio.
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        Scritta da: Nello Maruca

        CLVIII

        In un minuto padre e madre spare,
        quattro fratelli e bionda sorella
        ricca d'ingenuità e splendore di stella
        e non teme in bellezza lun'eguagliare.

        E'un Angelo su me ch'è a vegliare
        e tutto m'avvolge della sua mantella
        che rigetta ogni micidiale palla
        e in altro loco la porta a posare.

        Anchilosato, disteso accanto
        a grande palma resto tempo quanto
        non so né mai potrò, certo, sapere

        ché la coscienza da me s'è dipartita
        e steso qual morto e non più in vita:
        poggio la testa su mamma, cadavere.
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          Scritta da: Nello Maruca

          La preghiera dell'orfanella

          Quando ch'ancora il latte mi donava
          persi l'aggrappo a lauta mammella
          di quella nobile figura dolce e bella
          che sopra al core suo mi dondolava.
          Un dì per smisurata malasorte
          in fretta si partì per luminosa
          via lasciandomi di nettare desiosa
          alfin di Dio venire a maestose Porte.

          Inver con me voleva ella restare
          ma divin Forza al ciel la fa carpire
          e a nulla valser lo suo reagire
          né le suppliche mie per fer voltare.
          Troppo piccina per attaccarmi a Te,
          Madre Divina, che se possanza avessi
          avuto per'amore Tuo, e gl'eccessi
          pianti, per caritade, mi sarei gaudente.

          Qual uccelletto io ancora implume
          restar volevo nel mio caldo nido
          ma lo destino tristo quant'infido
          non volle lì mettessi le mie piume.
          Pregarti, allora, Madonna, non potevo
          ché ancor lo cervel mio non connetteva
          né la mia lingua verbo ancor diceva
          né di mie gambe passo alcun movevo.

          Ma ora che lo cervello s'è ingrandito
          e lo cuor mio per malor si è spanso
          e molto a ragionar riesco e penso
          a questa preghiera l'ascolto Tuo invito:
          Se darmi non vuoi ancor l'amata mamma
          perché poss'io toccarla e abbracciarla,
          se in Cielo vuoi Tu ancora trattenerla
          privandomi ognora della mia fiamma

          fa ch'io giunga almeno ai Tuoi piè santi,
          fa che alla scala dell'empireo approdi,
          lascia almeno lì che la mia mamma godi
          e di sospiri la copri e di miei pianti.
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