Scritta da: Matteo Salomone

Paralisi

Vivo
in uno sguardo nervoso
di fuoco.
Sotto la pelle
sento
battiti di sangue
come ali di farfalla
veloci
in un grigio senza fame.
Muscoli gridano
nello strazio
di una voce senza suono
è l'apparente
impercettibile
movimento dell'anima.
La carne sanguina
oltre il metallo
la pesante armatura
del non sentire.
Lacrime gonfiano
occhi muti
e soffocano
nell'acqua nera del dolore.
Poi un'ombra familiare
è la salvezza.
Una dolce scossa
Il risveglio dei sensi.
La fine.
Matteo Salomone
Composta mercoledì 13 gennaio 2010
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    Scritta da: Matteo Salomone

    Splendido tormento

    Una coperta sulla sabbia rossa
    La pace del tempo
    vive nel fuoco del cielo
    e tu
    Invisibile tormento
    Segui un anima
    in punta di piedi
    sul filo dell'orizzonte
    Sei ombra in uno sguardo
    che sputa sangue e vita
    Sola
    Sei neve in questo deserto
    Cenere che respira sulla pelle
    Silenzio in un rumore soffocante
    e il deserto è il tuo mare
    e il tuo respiro
    scivola rapido sull'acqua
    Dove la pioggia
    confonde le tue tracce
    Ti ho persa
    Corri ancora splendida illusione.
    Matteo Salomone
    Composta mercoledì 6 gennaio 2010
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      Scritta da: Matteo Salomone

      Poesia e Paura

      Lei è donna
      Lei è muta
      Ha donato le parole
      a chi sa raccontare
      la bellezza della vita
      i suoi occhi
      sono le sue labbra
      e le sue labbra
      morbido silenzio
      Lei è Poesia
      Lui è un fuggitivo
      Lui scappa
      Si nasconde nel futuro
      per non tremare
      nel presente
      Lui esiste
      in un passo lento e storto
      su di una strada solitaria
      Dove la nebbia
      divora la sua pelle consumata
      Lui è Paura
      Lui non conosce la vita
      Ma lei la sa raccontare
      senza parole
      Lui è un sognatore
      Lei sa bere dalla luna
      Si incontrarono
      in una vecchia stazione
      Ogni treno in partenza
      era carne della sua anima
      Ogni rumore
      calpestava la supplica
      nel suo silenzio
      Lei era
      meravigliosa astrazione
      Lui orrida concretezza
      Era un amore impossibile
      Ma la notte
      ancora lui trema
      nel suo cammino
      e la Luna
      scivola dietro
      al suo romantico viaggiatore.
      Matteo Salomone
      Composta sabato 2 gennaio 2010
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        Scritta da: Matteo Salomone

        L'inferno e il mio paradiso

        Qui è
        sabbia e terra e sterpi
        l'ocra rincorre il rosso
        e un verde consumato
        taglia rocce vuote
        spezza il terreno arido
        e vive
        l'orizzonte profuma di confine
        Oltre è il vuoto
        Un passo ancora
        e l'infinito ti è fatale
        Un largo fiume grigio
        scivola nel mio paradiso
        Vecchie linee bianche
        ne seguono il corso
        Ed una centrale ribelle
        si spezza ed affoga
        ma sempre riprende il suo viaggio
        Il vento è l'unica vita
        che sento sulla pelle
        Danza con la sabbia
        la spinge con forza
        la rincorre e la respira
        sempre con forza
        Non c'è spazio per dolcezze qui
        Qui è l'inferno e il mio paradiso
        Mi abbandono al lento fiume
        e il mio sguardo scavalca l'infinito
        Grosse terre bianche
        alla deriva
        nel mare di un altro mondo
        è un navigare selvaggio
        Inquieto e furibondo
        Le terre si spezzano
        e pesanti cadono dal cielo
        Qui nel mio paradiso
        e si dissolvono
        in una polvere che profuma di vento
        e ancora lui danza
        e ancora l'ocra divora il rosso.
        Matteo Salomone
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          Scritta da: Matteo Salomone

          Museo Icaro Applauso

          Statue dipinte di cenere umana
          Inutili meravigliose ali di cera
          Occhi di pietra
          fissano il tempo congelato
          e un cuore di ghiaccio
          batte la roccia in silenzio
          Fiotti di lava
          scavano braccia e gambe
          e un grido sordo
          rompe labbra senza fiato
          Dove una ferita esangue
          Ride il rumoroso rispetto

          prego lor signori di andare avanti.
          Matteo Salomone
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