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Scritta da: Marta Emme

Che tempi!

Da un'altra dimensione* (2016)
vedo quali orrori ha accompagnato
la cattolica religione, e come la Chiesa
nella storia, di essa, abbia fatto
distorsione. Come non parlare
delle guerre e della Santa Inquisizione!
Questa può "motivare" l'attuale
sua persecuzione nelle regioni
ove ha portato aiuto ed
evangelizzazione in nome del Signore;
ma ne aveva legittimazione?
Più del sostegno ha contato,
c'è da creder, affermare il potere
della propria fede indisturbato,
in un paese dimenticato; pur
nell'umiltà che al massimo grado
ha dimostrato... mentre nelle nazioni
progredite il credo è scemato e
non ha saputo essere veicolato.
Con la tonaca addosso e senza
averne alcun rimorso è stato pur
artefice di quel paradosso che
con la pedofilia il mondo ha scosso,
ma non la Chiesa che il reo non ha
rimosso, ma tollerato, così che
un abominio di volta in volta
ha perpetrato. Ancora poi,
c'è chi* (nelle aggregazioni),
professandosi fedele,
il vangelo non ha seguito
e il malaffare ha spesso costituito.
Così il messaggio cristiano
ha fallito in Occidente, per via di
un uomo che è diventato inconsistente,
perché edonista e pensa
a sé solamente. Ha scambiato il male
per il bene, è evidente. I problemi
sono grandi, ma equità e giustizia
ci devon esser per tutti quanti, con
la natura da trattar in guanti bianchi.
Ora, Wojtyla ce l'ha messa tutta
e poi Francesco per raddrizzare
la via dove è andata smarrita.
Sopravanza l'Islamismo
che con il fanatismo
vuole questo tempo soggiogare,
tempo che la fame potrà
ben rappresentare. E col dominio
sulle genti ne anestetizza pur le menti.
È un tuffo nel passato questo
disco consumato.
Composta domenica 22 maggio 2016
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    Scritta da: Marta Emme

    La mente fallace

    C'è da dire che
    il mondo è profondamente bello,
    fin nel più minuscolo granello
    e se dispiace morire
    è anche perché per sempre
    non se ne può gioire; ma
    su questo l'uomo è
    un essere ancora da capire.
    Di certo non è d'animo gentile,
    tanto che a pensarci c'è proprio
    da impazzire; come non è
    da creder che la sua
    evoluzione come specie,
    potesse dare tanta delusione
    a chi s'ispira a qualunque
    religione o ha laica visione
    o alla naturale selezione,
    giacché lui segue così bene
    la logica pura dell'autodistruzione.
    Ha smarrito lo spirito
    di conservazione e non vede
    che questa è davvero una priorità,
    non un'opzione.
    Composta domenica 8 maggio 2016
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      Scritta da: Marta Emme

      Di luce artefice

      Impareggiabile astro del cielo
      ti raffigura,
      questo sole prodigioso;
      di fulgida luce artefice.
      Ovunque si posan
      i suoi dorati raggi
      si risveglian acerbe promesse,
      destinate a morir
      nel breve lasso
      o a sbocciar in fiori
      di beltà e bontà infinite.
      E come il fiore dà il frutto atteso
      anche l'esser tuo concreto,
      in quel tempo fosco,
      maturar faceva
      le mie speranze,
      di gioventù sapide.
      Nel cuore, da quanto,
      esse rimbalzavano
      senza che esprimersi potessero!
      Speranze destate
      nella convinzione certa
      che volar fosse possibile
      e innalzarsi fino alle stelle
      più lontane fosse credibile,
      a catturar i desideri,
      a cercar fantastici sortilegi
      da lenir l'anima smarrita.
      Fino a liberar briciole
      di genialità e follia
      che unici e magici
      rendono i propositi
      e autentica la via.
      Eri tu, come il sole,
      di luce artefice.
      Composta martedì 26 aprile 2016
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        Scritta da: Marta Emme

        Precaria condizione

        Una gallina
        del gallo proprio
        non aveva stima,
        tanto era coglione
        da non prestarle
        la minima attenzione.
        Questa raspava nel pollaio,
        ma non amava
        la sottomissione
        e non cambiava opinione,
        anche se l'unico suo bene
        era beccare un fortuito verme
        scovato nel terreno,
        ove si muoveva inerme,
        o qualche chicco di mais
        sottratto alle compagne
        così agguerrite da spennarla,
        per tanto ardire inorridite.
        E pure la massaia
        la menava, con qualche
        calcio nel didietro, giacché
        a far uova e cova
        sempre restava indietro.
        Ma se non mangiava
        né s'accoppiava
        come poteva accontentare
        la massaia?
        Un cervello da gallina
        non aveva comprensione,
        così fece proprio lei
        la rivoluzione
        e con incredibile maestria
        esplose la sua rabbia
        chiudendo tutti in gabbia;
        la libertà togliendo
        a quei poteri forti
        che ai deboli riservano
        solo miserabili sorti.
        Un esame di coscienza
        in esser, infine, si ponesse
        affinché il bene anche
        della povera gallina
        si facesse!
        E questo vuol essere
        un pensiero
        affinché diventi
        pur il nostro agire
        profondamente serio.
        Composta sabato 26 marzo 2016
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