Questo sito contribuisce alla audience di

Scritta da: Marta Emme

Così profondamente

Quando il destino
vuole farti beffa,
mostrerai che pure mesta
si può tenere testa
a quel che è ostile
e allor ti pesta.
La risposta è nel candore
che nel cosmo fa furore,
giacché la vita che contiene
è pur lo scopo che sostiene
l'armonioso muover insieme
che agli astri attiene.
Così non è un particolare
se più in alto
andrai a guardare,
anima stellare,
nell'intento di realizzare
tutto il bene che puoi dare.
Composta venerdì 27 giugno 2014
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: Marta Emme

    Disincanto

    Dunque era vero l'inganno.
    Per questo sapevo
    che amarti più non potevo:
    in un attimo mi ricredevo...
    e crudo un dolore
    dritto colpiva nel cuore.
    Pur avvilita, pur piegata
    in un profondo torpore,
    non avrei portato rancore
    che bello splendevi nel Sole,
    irreale emblema d'amore.
    A te conduceva il motore, ° (cuore)
    così ardente
    che a tutte le cose infondeva calore.
    Ma ora si dissolve la nebbia
    e chiara diventa la direzione
    da impartire al timone
    della mia imbarcazione,
    nel cammino* (esistenza)
    di ricerca ed esplorazione
    che muta col tempo
    e con la stagione.
    E non conosce
    villana prigione,
    perché è tal la visione
    quando si ama
    con cuor di leone.
    Composta sabato 21 giugno 2014
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: Marta Emme

      Siam polvere di stelle

      Fin da piccolino iniziava il cammino:
      ogni sasso, ogni buca
      che incontravi sul selciato
      a dura prova metteva il tuo operato.
      Tutto era parte di un costrutto
      di cui coglievi sempre il frutto,
      ora bello ora brutto,
      ma se avanti potevi andare
      è perché nuovi orizzonti
      ponevi al tuo operare
      e non ti fermava dover far calibratura
      che in linea sempre stavi alla natura.
      Così eri forte senza discussione
      e centravi ogni previsione.
      Ma non si può prevedere
      ogni cosa che può accadere,
      così giunse un giorno cupo
      quando il male ti addentò
      con le fauci di un lupo,
      perché pietà non aveva
      e esser più tenace non poteva.
      Di fronte a quella fiera
      nessun effetto sortiva una preghiera.
      La forza morale solo ti poteva aiutare
      insieme a chi ti era solidale.
      Di ciò coglievi i frutti
      che lenivan quei momenti così brutti.
      La prova era assai dura,
      ma se il peso di tal disavventura
      piegava la tua figura
      la sfida accoglievi senza mostrar paura.
      Coraggio davi a chi ti era vicino
      perché fiducia ponevi nel destino,
      seppur sapevi birichino.
      Così ogni cura facevi
      per sanar le ferite che avevi,
      e più ti convincevi che vivere o morire
      era questione da definire,
      ma non ne avevi perciò a soffrire
      in un tempo in cui guardare avanti
      era un imperativo per tutti quanti.
      E se infine soccombevi alla creatura,
      ebbene, in linea sempre stavi alla natura
      perché era lei, ancora, a dettar la partitura,
      come per le stelle nel cielo,
      come per l'ostinata pianta del melo,
      così per te, confortato da un credo;
      giacché una legge dell'universo
      è racchiusa in questo verso,
      come dir che niente viene perso.
      Composta sabato 14 giugno 2014
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: Marta Emme

        A scrutar intenta

        Giochi nell'aria
        giochi di voli,
        un vai e vieni
        di gioiose creature
        tra rami
        di alberi maestosi
        o smilzi o nodosi,
        una danza che sui cornicioni
        si acquieta,
        per poi ripartire.
        Così una rincorsa,
        un'intesa, oppure contesa,
        una discesa... si avvicendano.
        Fantastici disegni nell'etere
        alla prova metton
        gli equilibri raggiunti
        nel volo, ma che sempre
        alla terra fan mirare.
        Incantan pur
        l'implume
        che, dal nido,
        guarda vigile
        quella maestria
        nell'impennare
        o virare e sfrecciare
        o planare. Voli
        che son moti arditi
        e sicuri e armoniosi
        in uno spazio aperto.
        Pur io, che guardo
        dal lucernario, ne ravviso
        la leggerezza
        e mi sento
        unita a loro, oggi,
        che ti ho lasciato.
        E pace mi sorprende.
        Composta martedì 11 marzo 2014
        Vota la poesia: Commenta
          Scritta da: Marta Emme

          Prendimi

          Se io potessi entrare
          in un chicco di grano
          ed essere alimento,
          non sarebbe strano,
          voler essere ovunque.
          Se io potessi sperare
          solo di attraversare
          il silenzio del cuore,
          nel deserto che porta il dolore,
          toglierei fiato al vento, ° (dell'ingiustizia)
          che soffia con tanto vigore
          sulle miserie°del nostro tempo (povertà, disperazione...)
          Se io potessi valicare le montagne
          e navigare per mari,
          con un gesto sconfiggerei
          i mutismi e i fantasmi velenosi° (la storia ritorna)
          che seminano disordine
          e spaventi tremendi,
          come se addomesticare
          fosse possibile l'essenza del vivere.
          Ma eccomi qua
          intenta a manifestar
          scomode realtà;
          eccomi, son qua,
          negli spazi dell'etere a svolazzar° (sono nominata sovente)
          e per prendermi ti devi
          molto impegnar, anche lottar.
          Io sto qua, mi fan compagnia
          equità e fraternità,
          io son la libertà
          e or la mia voce
          è per chi non ne ha.
          Composta martedì 31 dicembre 2013
          Vota la poesia: Commenta