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Scritta da: Mariella Mulas

Colori di un bacio

T'amo
di quell'amore malinconico
che struggente
s'attarda nel cuore
a rinverdire
romantici passi lievi.
Vedi ancora quelle orme
lungo il sentiero
tra oleandri
spossati di sole
ma che di fiori
vestono sempre braccia
per allettare ali
a corteggiare colori.
Sono io che alito
il desiderio...
t'amo
nelle fredde sere tediate
di precoce penombra
che contornano
sfolgorii di sguardi
scivolanti di carezze stanche
e nutre solo ricordi.
Dimmi odi anche tu
ancora vie risuonanti
sentore di risa,
quei tempi di labbra
che di passione, al tramonto,
non sbiadivano
colori di un bacio
dato in riva al mare.
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    Scritta da: Mariella Mulas

    Serenate

    Serenate
    canto alla mia
    irrequieta
    voglia di cieli
    di libertà.
    Serenate d'auspicio
    a risuonare
    nelle menti chiuse,
    in ogni contrada di coscienze
    che patiscono
    penombre di sommesso silenzio.
    Serenate allegre,
    echi
    di respiri in montagna,
    a squarciagola intonate
    da parole accostate
    a voli d'aquile,
    pronte a inseguir
    una preda solo foriera di lamenti.
    Armoniose serenate al ritmo di risacca,
    granelli di sabbia di speranza
    sul cuore del mare,
    onde spumeggianti di sorrisi su scogli
    dove inusuali ma tenaci fiori,
    sbocciati al sole dell'impossibile,
    annunciano che, radiosa,
    può rinascere la primavera
    nell'anima.
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      Scritta da: Mariella Mulas

      Odo un canto...

      Odo un canto...
      e un inquieto suono accanto,
      forse note di violino
      che sommesse poi si liberano
      frizzando di brividi lo spazio...
      Scorrono poi nuovamente lievi
      quasi a voler riconoscere morbidezze
      trovando, all'opposto, inattesi spigoli di toni stridenti.

      E, invece, l'immagine di un archetto tra agili dita
      a carezzare corde
      invoglia solo un tempo sospirato da armonie
      e rassettato da senso di leggerezza
      in cuori ingenui che danzano...
      danzano battiti, nati a sedurre pensieri di felicità
      poi inesorabilmente più frenetici
      in giri di vorticoso destino.

      Questo destino,
      come lupo che lancia ululi alla luna
      di condanna predatrice,
      annusa orme d'innumerevoli sogni lieti
      lungo il percorso di ogni singolo sentiero,
      e, subito dopo, con balzo fulmineo,
      scova divorando quelle arie deboli di attese
      costringendo suoni in vibrati lamenti,
      cupi, ridondanti di sragionata dolenza,
      così che, quelle visioni agognate di paradisi,
      sono esclusivi inferni d'irreale,

      dove venti alteri spogliano rami in primavera,
      dove gocce, credute ristoratrici
      si cristallizzano di sabbia
      su zolle sospiranti già d'arsura,
      fino ad annullare speranze di sguardi all'orizzonte
      in apparenze di sorrisi
      nella vita soggiogata, all'improvviso,
      da sole letture trascritte in spartiti di lacrime.

      Odo un canto, e ancora più forte e infinito
      un inquieto suono accanto... come di cigno morente.

      Mi fascio di penombra di tramonto in questo difficile esistere accompagnandomi, ormai certa,
      a note finali di un violino impazzito.
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        Scritta da: Mariella Mulas

        Inventarsi l'anima felice

        Dolce oblio
        dell'esistenza stanca
        è inventarsi
        l'anima felice...
        e non scandagliare segreti
        nei ripostigli della memoria...
        Trovare solo ingenuità
        di parole,
        brevi parole,
        balbettate di sorrisi
        in prime pronunce d'amore...
        Dolce quindi alienare passioni
        e accomodare
        unicamente istanti
        dove baci
        sono immagini rosa
        fra labbra,
        e non brividi...
        Circuisco pensieri solitari
        fra antiche pagine
        di romanzi
        per essere apparente,
        senza realtà,
        solo romantica di emozioni,
        granelli di sogni
        che non indagano mai
        nel profondo dell'infelicità.
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