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Scritta da: Manuele Urru

Canto d'inverno

Al solco di un uscio deserto
ride un vecchio a una sedia vuota
dove putrida la polvere dimora
tempo passato per passare,
non vi è musica, solo lamento.

Poi canta,
e ride ancora.

Stride il vento alla serrata finestra
Che timida filtra la luce dello strazio sorto,
infame rivelatore delle lacere membra
appassite come un fiore ormai morto,
un nuovo inverno vi cadrà addosso
come un gelido sasso.
Al cupo bisbiglio del corvo spennato
singhiozza restio il canto,
del tenero ricordo d'amore svanito.
Composta mercoledì 27 maggio 2015
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    Scritta da: Manuele Urru

    Foglie

    Tutte uguali
    e tutte diverse,
    ogni foglia è unica,
    ogni foglia è libera.
    Eppure tutte
    si assomigliano
    e tutte
    appartengono
    allo stesso albero.

    Danzano a fronde
    le verdi foglie sull'albero,
    accarezzate
    dal dolce e fresco
    vento primaverile,
    le stesse carezze
    che con mano furtiva
    le porterà via con se,
    mescolandole
    tra i caldi colori
    dell'autunno assonato.
    Siamo tutti foglie
    sullo stesso albero.
    Composta martedì 2 aprile 2013
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      Scritta da: Manuele Urru

      Aria

      Leggero il vento aprì la finestra,
      una carezza.
      L'aria portò con se il profumo
      della lavanda e del gelsomino,
      all'improvviso si diffuse la pace
      come se la più splendida musica
      suonasse abbracciata
      al contesto più appropriato.
      Il quadro e la cornice.
      Un istante.
      Mi pervase un'emozione
      pura e semplice
      come la goccia di rugiada
      che cade dalle verdi foglie
      quand'è mattino
      e poi sfuma come il sole quand'è sera
      e dall'orizzonte
      lascia il solo ricordo del suo calore.
      Resterò in silenzio,
      semplicemente ad ascoltare.
      Ricorda,
      I fiori non si vedono ad occhi chiusi.
      Composta giovedì 18 settembre 2014
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        Scritta da: Manuele Urru

        Non tu

        Come di sera,
        l'ombra di un pino
        trova la sua pace
        nei selciati
        trascinando con sé
        l'eco dell'anima
        nella quiete del riposo,
        atteso come la dolce morte
        per chi singhiozza da troppo
        l'aria che manca
        e tornare dove sereno fu il tuo volto
        che allo scuotere via il sonno
        come un sasso cade sordo.
        Nell'azzurro,
        dove si smarriscono i tuoi occhi
        si nasconde una lacrima
        senza ragione,
        ho perso il conto
        dei sospiri del mio cuore.
        Composta martedì 19 maggio 2015
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