Poesie di Luigi Principe
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4 gocce perfette cadute nel mare
Quanta grazia nei miei occhi
quanta forza nel tuo stomaco
ciò che prendi è sempre meno di ciò che già mi hai dato
e se prendi così tanto
io non mi lamento.
Non ho scordato chi sono
da dove vengo
tutti i tuoi doni e i secoli di prosperità.
Io
il tuo popolo
so che le mie azioni ti rappresentano
e non ho mai perso la mia identità.
Giuro sul mio onore
sarai fiera di me!
Identità (quello che non ho)
Quello che non ho
m'impedisce di desiderare altro
e di fare promesse.
Quello che non ho
mi basterebbe!
Se poi volessi altro
non lo chiederei a nessuno.
Quello che non ho
mi direbbe chi sono
cosa mi spetta
e quanto mi tocca fare per meritarlo.
Quello che non ho
non ha un popolo
o forse si.
Un popolo inquinato, plagiato, snaturato
lui stesso stenta a riconoscersi
tanto è diventato stolto e senza memoria.
Ferito a morte
da anni di bugie e omertà.
Mi brilla negli occhi
Che sia nel sangue
nella testa
oppure incastonata in petto.
Quando lentamente ti svesti,
la tua Anima
a mo del sole
quando fa capolino
fra le ultime nuvole a fine tempesta
mi brilla negli occhi
e infiamma la mia.
Dà consenso all'ingegno
linfa alla fantasia
vigore ai muscoli.
Si mescola al sudore
al respiro
ai battiti del mio cuore.
Il piacere connesso alla coscienza ( parte terza )
Non voglio il tuo perdono
mi rimarrebbe senza fiato
del dolore che ti ho inflitto
ne avevamo bisogno
entrambi
in ugual misura.
Non voglio promesse
il ricordo dei nostri orgasmi
guideranno le nostre prossime scelte.
salutandoti
ti osservai i piedi
sicuri, curati, fieri
è merito mio
se oggi hanno tanto carisma.
Il piacere connesso alla coscienza ( parte seconda )
Non sei più malinconica...
stasera ti lecchi i baci di farfalla
ora che sai chi sei...
ami l'estate che ti spoglia
e indossi tutti i baci e le infinite carezza con smisurata fierezza.
È passato del tempo
non hai cambiato i tuoi sogni con degli spiccioli
e hai custodito la fiamma per poi lasciarla nuda adesso
sai che anche questa notte manterrò la promessa.
Io come l'ago e il cucchiaio
tu il mio denaro, Il mio rifugio.
Rieccoci al confine
sempre nuovo
sempre lo stesso per entrambi.
Nel tepore della brezza
stai vagando cieca
su questo pavimento che ti appartiene
è il tuo tesoro...
lo cerchi e lo abbracci come se fosse amore
è il tuo patibolo, la tua culla
tua madre e tuo figlio.
La musica, il profumo, le mie mani
note di pura e desiderata follia
che s'impadroniscono della tua mente
mentre il mio corpo si prende la tua pelle infuocata
e i seni desiderosi di baci di farfalla e carezze.
Ora
ancora una volta
Il tuo affanno...
l'eco impazzito è la mia dipendenza
non c'è droga più dolce
nulla mi eleva di grado
come l'averti vicino.