Il bello e la bestia

O Bestia non morire
- supplicava il Bello -
non è gentile accomiatarsi
interrompendo i giochi.
Amica dolcissima e tremenda
rude di tocco
soave di pensiero,
invertiamo le lune ed i concerti
del livido spirito del male.
Ti sfilerò le spine una ad una
né mi dovrai risarcimenti e pegni.
Libererò questo tuo corpo in scatola
la leggiadria che non traspira.
L ' amore dei dissimili
è il fiore più tenace
contro il vento.
Luciana Prisciandaro
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    The end

    Ospite in casa tua
    neanche lo specchio mi appartiene più
    langue il geranio
    l'alcova ha perso voluttà.
    Non c'è l'amore che le lance spezza
    ma la schizofrenia
    di quell'essere qui
    e sempre altrove.
    Non c'è l'amore che imprigiona in due
    ma la certezza
    che siamo andati ad inciampare.
    Tempo scaduto
    siamo fuori corso,
    l'onda sconnessa di una radio.
    Ma quanti scenari ti allestivo,
    quanto oro infondevo nel tuo the...
    Luciana Prisciandaro
    Composta martedì 30 novembre 1999
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      Gli parla di fiori
      e lui niente
      la carezza sfuma ogni mattina
      all'arrestarsi della serratura.
      Il giorno si sfarina
      in vani pensamenti senza succo
      inseguendo la polvere
      laddove va a morire,
      tra corde del bucato
      e un senso d ' incompiuto,
      legumi da sgranare come perle
      e una mela che non arriva al cuore,
      domani, forse, si dirà
      basta: e ' ora d ' andare,
      con un che d ' impetuoso
      e dolente,
      una mummia di piume
      sfonda i muri,
      esplode
      una testa di cristallo.
      Domani
      e si ripongono i pensieri
      dentro ai cassetti.
      Intanto torna il passo del comando
      i tacchi per le scale,
      si riavvita
      il corpo di fatica.
      Luciana Prisciandaro
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