Scritta da: mor-joy

Fantasia

Lascia sempre vagare la fantasia,
È sempre altrove il piacere:
E si scioglie, solo a toccarlo, dolce,
Come le bolle quando la pioggia picchia;
Lasciala quindi vagare, lei, l’alata,
Per il pensiero che davanti ancor le si stende;
Spalanca la porta alla gabbia della mente,
E, vedrai, si lancerà volando verso il cielo.
John Keats
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: Silvana Stremiz

    Al sonno

    O soave che balsamo soffondi
    alla quieta mezzanotte, e serri
    con attente e benevole le dita
    gli occhi nostri del buio compiaciuti,
    protetti dalla luce, avvolti d'ombra
    nel ricovero di un divino oblio.
    O dolcissimo sonno! Se ti piace
    chiudi a metà di questo, che è tuo, inno
    i miei occhi in vedetta, o attendi l'Amen
    prima che il tuo papavero al mio letto
    largisca in carità il suo dondolio.
    Poi salvami, altrimenti il giorno andato
    lucido apparirà sul mio guanciale
    di nuovo, producendo molte pene,
    salvami dall'alerte coscienza
    che viepiù insignorisce il suo vigore
    causa l'oscurità, scavando come
    una talpa. Volgi abile la chiave
    nella toppa oliata e dà il sigillo
    allo scrigno, che tace, del mio cuore.
    John Keats
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: Silvana Stremiz

      Le stagioni umane

      Quattro stagioni fanno intero l'anno,
      quattro stagioni ha l'animo dell'uomo.
      Egli ha la sua robusta Primavera
      quando coglie l'ingenua fantasia
      ad aprire di mano ogni bellezza;
      ha la sua Estate quando ruminare
      il boccone di miel primaverile
      del giovine pensiero ama perduto
      di voluttà, e così fantasticando,
      quanto gli è dato approssimarsi al cielo;
      e calmi ormeggi in rada ha nel suo Autunno
      quando ripiega strettamente le ali
      pago di star così a contemplare
      oziando le nebbie, di lasciare
      le cose belle inavvertite lungi
      passare come sulla siglia un rivo.
      Anche ha il suo Inverno di sfiguramento
      pallido, sennò forza gli sarebbe
      rinunciare alla sua mortal natura.
      John Keats
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: Silvana Stremiz

        Sulla Gloria

        Quale febbre ha mai l'uomo! Che guardare
        ai suoi giorni mortali con il sangue
        temperato non sa, che tutto sciupa
        le pagine del libro della vita
        e deruba virtù al suo buon nome.
        È come se la rosa si cogliesse
        da sé; o quand'è matura la susina
        la sua scura lanugine raschiasse;
        o a guisa di un folletto impertinente
        la Naiade oscurasse la splendente
        sua grotta di una tenebra fangosa.
        Ma sullo spino lascia sé la rosa,
        che vengano a baciarla i venti e grate
        se ne cibino le api: e la susina
        matura indossa sempre la sua veste
        bruna, il lago non tocco ha di cristallo
        la superficie. Perché dunque l'uomo,
        importunando il mondo per averne
        grazia, deve sciupar la sua salvezza
        in obbedienza a un rozzo, falso credo?
        John Keats
        Vota la poesia: Commenta
          Scritta da: Silvana Stremiz

          Lasciando alcuni amici di prima mattina

          D'oro una penna datemi, e lasciate
          che in limpidi e lontane regioni
          sopra mucchi di fiori io mi distenda;
          portatemi più bianca di una stella
          o di una mano d'angelo inneggiante
          quando fra corde argentee la vedi
          di arpe celesti, un'asse per scrittoio;
          e lasciate lì accanto correr molti
          carri color di perla, vesti rosa,
          e chiome a onda, e vasi di diamante,
          e ali intraviste, e sguardi penetranti.
          Lasciate intanto che la musica erri
          ai miei orecchi d'intorno; e come quella
          ogni cadenza deliziosa tocca,
          lasciate che io scriva un verso pieno
          di molte meraviglie delle sfere,
          splendido al suono: con che altezze in gara
          il mio spirito venne! Nè contento
          è di restare così presto solo.
          John Keats
          Vota la poesia: Commenta
            Questo sito contribuisce alla audience di