Area Riservata

Poesie di Jacques Prévert


poesia postata in Poesie (Poesie d'Autore)

Per ridere in società

Ha messo la sua testa il domatore
nella gola del leone
io
ho infilato due dita solamente
nel gargarozzo dell'Alta Società
Ed essa non ha avuto il tempo
di mordermi
Anzi semplicemente
urlando ha vomitato
un po' della dorata bile
a cui è tanto affezionata
Per riuscire in questo giuoco
utile e divertente
Lavarsi le dita
accuratamente
in una pinta di buon sangue
a ognuno la sua platea.
-- Jacques Prévert (scheda)




poesia postata da: Eclissi, in Poesie (Poesie d'Autore)

Lo sforzo umano

Lo sforzo umano
non è quel bel giovane sorridente
ritto sulla sua gamba di gesso
o di pietra
e che mostra grazie ai puerili artifici dello scultore
la stupida illusione
della gioia della danza e del giubilo
evocante con l'altra gamba in aria
la dolcezza del ritorno a casa
No
Lo sforzo umano non porta un fanciullo sulla spalla destra
un altro sulla testa
e un terzo sulla spalla sinistra
con gli attrezzi a tracolla
e la giovane moglie felice aggrappata al suo braccio
Lo sforzo umano porta un cinto erniario
e le cicatrici delle lotte
intraprese dalla classe operaia
contro un mondo assurdo e senza leggi
Lo sforzo umano non possiede una vera casa
esso ha l'odore del proprio lavoro
ed è intaccato ai polmoni
il suo salario è magro
e così i suoi figli
lavora come un negro
e il negro lavora come lui
Lo sforzo umano no ha il savoir-vivre
Lo sforzo umano non ha l'età della ragione
lo sforzo umano ha l'età delle caserme
l'età dei bagni penali e delle prigioni
l'età delle chiese e delle officine
l'età dei cannoni
e lui che ha piantato dappertutto i vigneti
e accordato tutti i violini
si nutre di cattivi sogni
si ubriaca con il cattivo vino della rassegnazione
e come un grande scoiattolo ebbro
vorticosamente gira senza posa
in un universo ostile
polveroso e dal soffitto basso
e forgia senza fermarsi la catena
la terrificante catena in cui tutto s'incatena
la miseria il profitto il lavoro la carneficina
la tristezza la sventura l'insonnia la noia
la terrificante catena d'oro
di carbone di ferro e d'acciaio
di scoria e polvere di ferro
passata intorno al collo
di un mondo abbandonato
la miserabile catena
sulla quale vengono ad aggrapparsi
i ciondoli divini
le reliquie sacre
le croci al merito le croci uncinate
le scimmiette portafortuna
le medaglie dei vecchi servitori
i ninnoli della sfortuna
e il gran pezzo da museo
il gran ritratto equestre
il gran ritratto in piedi
il gran ritratto di faccia di profilo su un sol piede
il gran ritratto dorato
il gran ritratto del grande indovino
il gran ritratto del grande imperatore
il gran ritratto del grande pensatore
del gran camaleonte
del grande moralizzatore
del dignitoso e triste buffone
la testa del grande scocciatore
la testa dell'aggressivo pacificatore
la testa da sbirro del grande liberatore
la testa di Adolf Hitler
la testa del signor Thiers
la testa del dittatore
la testa del fucilatore
di non importa qual paese
di non importa qual colore
la testa odiosa
la testa disgraziata
la faccia da schiaffi
la faccia da massacrare
la faccia della paura.
-- Jacques Prévert (scheda)

poesia postata da: Luisa, in Poesie (Poesie d'Autore)

Brutta serata

L'uomo è la
contro un muro
vicino a un armadio
sul tavolo c'è un portacenere
l'omo è là
e c'è contro di lui la sofferenza
l'angoscia
c'è anche una donna
che è là
gli amici se ne sono andati
altre donne se ne sono andate
un gatto
contraddizioni come zanzare
e fa una strana faccia
l'uomo che guarda la donna che lo guarda
sa certe cose
indovina
e dice
eccoci qua
sto per soffrire terribilmente
non c'è niente da fare
è cotto
sorride
ma ha almeno 250 di febbre
un dolore da bambino
come un maneggio
con gli anelli da infilare a ogni curva
senza riuscirci
un dolore d'uomo
cupo paesaggio
cose già viste
e che ritornano dicendo
non è lo stesso
è molto meglio
orchestra singhiozzi
fantasmi con la faccia di cuore
sorridenti certezze d'infelicità
lamenti
deliziosi sorrisi
bisturi...
dolore d'uomo
irrisoria romanza sanguinante
storie di calendario
velocità degli anni
cognome Dicembre
nome Giovedì
matricola 23
l'anno scorso
quest'anno
l'anno venturo
e l'uomo si dice
quando si ha mal di denti
si va dal dentista
per i piedi c'è il pédicure
contro l'angoscia e la sofferenza
che posso fare
sono ancora una volta
del tutto perduto...
ancora una volta mi porto dietro
qualcuno nella mia caduta
ecco che torna la nebbia l'amore gli uccelli della felicità
che nebbia schifosa
e che schifosi uccelli
grandi volatili sentimentali
uccelli dallo sguardo piangente
andate a picchiare nel muro
battete le ali
picchiate contro i mobili
sudici uccelli di polvere
cantate falsi la canzone stonata
falsi volate
piangete falsi
impagliati
automi
antiquari
colombi da cartolina
uccelli con la faccia da ubriacone
avete nel becco di cartone
la lettera anonima dell'amore
uccelli di tutti i paesi
uccelli di tutti i rami di tutti gli alberi di tutti i paesi
usignoli de Giappone
unitevi
uccelli del paradiso
uccelli mosca
uccelli rapaci
pellicani
pinguini
passerotti
unitevi
pavoni gridate come pavoni
uccelli cantate a squarciagola in tutto il mondo
aquile marine gridate da aquile marine
e tu bozzagro
fai il verso del bozzagro
usignolo
l'uomo ti ha cavato gli occhi
perché tu canti meglio
ma questo ci apre gli occhi
l'uomo è un bel coglione
con la sua bella cartolina in mano
l'uomo che recita il suo monologo da piccione
amore sempre
lo stesso amore
l'uomo che vuole vedere vecchio l'amore
uccelli migratori
fermate i vostri viaggi
uccelli blu
cucù
gridate cucù
gridate a squarciagola
unitevi
il mondo deve sapere
che l'amore non deve più
l'amore possedere
fermate i simulacri
uccelli notturni
uccelli diurni
un uccello non appartiene a un altro uccello
la donna non appartiene all'uomo
né l'uomo alla donna
cucù gridate a squarciagola e dite
mescolate le uova
cambiate nido
fuori la testa dalla sabbia struzzi
dite quel che avete da dire
l'uomo
gli uomini non hanno l'aria
di voler smettere di soffrire
e io sono uno di loro
gli uomini non hanno l'aria
di voler smettere di far soffrire
ma che cos'ha dunque nel corpo
tutta questa gente...

Nel fondo
tutto ciò che racconto
uccelli che non mi sentite
è per passare il tempo
per nascondermi un po'
e l'uomo continua vicino al suo armadio
silenzioso
lancia ridicoli appelli
grida aiuto senza parlare
ha pensato uccello
s'aggrappa agli uccelli
se avesse pensato sedia supplicherebbe i mobili
tocca gli oggetti
li accarezza
la scatola dei fiammiferi
il portacenere
perde la bussola
perde la testa
la sofferenza è pronta
sta per annegarlo...
si è fatta molto bella
per venire a cercarlo
ha la faccia della giovinezza
e piccolissimi piedi
e anche lei soffre
si lamenta...
ed è un lamento vero
ma è stato imparato
e c'è qualcosa che zoppica in quel lamento
l'uomo si aggrappa ai mobili
la sofferenza si attacca a lui e ride
immediatamente subito
l'uomo per farla tacere
cerca di farla soffrire...
-- Jacques Prévert (scheda)

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