Poesie di Giuseppe Romano (Jioriu)

Nato lunedì 7 gennaio 1985 a Formia (LT) (Italia)
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Scritta da: Giuseppe Romano

Quello che sei per me

Cammino con passo deciso e cauto, percorro la strada da te indicata,
ed il cuore non tarda ad iniziare un canto di delirio
ricordando quello che sei per me in questa via desolata:
acqua che travolge delicatamente dissetando l'anima
fuoco che brucia dentro ed accende la passione
vento che spazza via la malinconia più infima
luce che illumina ed accompagna ogni mia apprensione.
Sono ormai giunto alla fine di questo sentiero,
i miei occhi ancora non ti vedono arrivare
e tutto intorno inizia a diventare cupo e nero
quando finalmente da lontano vedo la tua figura brillare.
Eccoti qui, bella da intimorire, dove sei stata tutto questo tempo?
Stavo quasi per andarmene lo sai? Ma il desiderio di te ha sconfitto la paura,
e sei apparsa proprio come quando nel cielo appare un lampo
ad illuminare le tenebre di una profonda notte scura.
Il tuo sguardo chiarisce ogni mio dubbio ed uccide ogni mio timore,
ora posso finalmente scorgere un orizzonte limpido e sereno
e insieme a te volerò in un cielo dove non esiste alcun dolore.
Giuseppe Romano (Jioriu)
Composta mercoledì 11 maggio 2011
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    Scritta da: Giuseppe Romano

    Caldi sospiri

    Si incrociano i nostri sguardi,
    sotto gli occhi attenti delle stelle
    e fanno presto le carezze
    a rendersi più audaci
    ed ecco le mie mani
    scivolare sulla tua pelle,
    la tua bocca sulla mia
    i nostri corpi uniti dal desiderio,
    più leggero nel suo abbraccio forte
    in questa danza di caldi sospiri
    solleva sempre più in alto l'anima
    distruggendo le sue malinconie
    con la furia della passione
    in questa notte di piacere.
    Giuseppe Romano (Jioriu)
    Composta venerdì 20 ottobre 2006
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      Scritta da: Giuseppe Romano

      Angelo decaduto

      Sotto lo sguardo di un cielo cupo e tempestoso
      ricalco il mio passato,
      cristalli di memoria rendono l'animo furioso
      ed il cuore travagliato,
      chi vive nel passato muore in un istante,
      poiché Crono non torna indietro
      e non mi resta che rimuovere la tua figura accecante
      sotto questo cielo tetro!
      Ormai da troppo la disperazione mi accompagna,
      lei insieme a te angelo decaduto,
      cadi come la pioggia che il mio viso bagna
      e richiami il dolore che per troppo ho conosciuto!
      Ecco cessare la tempesta
      e il cielo finita la sua danza
      abbandona la sua ira funesta
      mostrando luce di speranza.
      Come una fenice dalle proprie cenerei rigenerata
      volerò verso altri orizzonti lontani,
      dimenticando quello che sei stata
      accarezzando nuove mani!
      Giuseppe Romano (Jioriu)
      Composta giovedì 11 marzo 2004
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        Scritta da: Giuseppe Romano

        Notte

        Tuona la voce del cieco cielo
        anche egli simile a me
        privo d'ogni luce che porga zelo,
        odo la sua rabbia salire
        e par che mi voglia scuotere
        con un immenso ardire.
        Questa notte tempestosa e tetra
        penetra nel mio eterno oblio
        ove il passato rende il cuore pietra,
        cosi la tua figura prende vita
        nei meandri di quest'anima
        il tuo ricordo mi perseguita
        celando raggi d'amore,
        piccoli attimi d'abbandono
        che colmavano l'animo d'ardore,
        fin quando non fui il tuo predio
        per poi cadere in questo male
        a cui non esiste rimedio.
        Giuseppe Romano (Jioriu)
        Composta lunedì 26 aprile 2004
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