Scritta da: Giuseppe Romano

Ascoltami

Ora che sei qui davanti a me ascoltami,
vorrei parlare al tuo cuore
poi forse andrò via con aria indifferente
oppure portandoti di nuovo con me.
Sei uscita dai labirinti del passato,
li hai attraversati senza mai perderti,
delicata ed impercettibile come un alito di vento
oscura ed astuta come un demone,
guidata dal filo dei ricordi
di cui non ci si libera mai
sei giunta nel presente così improvvisamente,
simile ad un fulmine quando squarcia il cielo...
Non sono mai stato libero dal tuo ricordo
che come un fantasma si divertiva a torturare l'anima,
ho cercato in tutti i modi di cacciarlo via
ma non se ne è mai andato
fino a quando non sei arrivata tu,
oh ragazza lui è stato più forte
della mia volontà ed ancor di più
della bellezza delle altre,
della mia rabbia per la tua perdita
e soprattutto del tempo trascorso senza te,
ora tu mi domandi cosa mi piace così tanto di te
ma non so darti ancora una risposta.
Ho diverse cose da capire,
ad esempio vorrei sapere del perché
nasce un brivido sulla mia pelle
quando mi guardi con quello sguardo
velato da una particolare tristezza,
non capisco come mai tremano le mie mani
appena mi accingo a stringerti tra le mie braccia,
ma ancora di più non comprendo
come mai sento il fuoco divampare dentro me
quando le mie labbra si uniscono alle tue...
Cosa potrà mai essere tutto questo?
Paura di averti, paura di perderti... Paura di amarti?
Se ne sei capace dimmelo, parlami,
dammi quello che provi, che senti...
Forse tu non lo sai ma una tua parola
può farmi precipitare in un abisso di dubbi e paure
oppure darmi il coraggio per fare qualsiasi cosa,
non parli sei silenziosa...
Ti sto confondendo?
Ecco come immaginavo,
stai per scomparire di nuovo
ma non è colpa tua questa volta
sono io che scelgo di andarmene,
il tuo ricordo non mi fa più paura
se tornerà a farmi visita
verrà divorato dalla mia rabbia
e se nella mia mente compariranno
di nuovo le tue dolci parole
saranno cancellate dalle mie lacrime.
Se è vero che non vuoi perdermi
fammi sentire il brivido
del tuo abbraccio, dovrà essere forte
come una catena che non mi permetta
di scappare via e voglio i tuoi baci e
le tue carezze di un tempo
saranno di nuovo la mia droga
da cui non mi disintossicherò,
non so se tu sei un angelo o un demone e
mi sento uno stupido nel dirti queste cose
ma alla fine tutto quello che ti chiedo
è di essere di nuovo mia.
Composta domenica 6 settembre 2009

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