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Poesie di Giuseppe Bartolomeo

Professore di lingue, nato venerdì 27 agosto 1943 a Cirigliano (MT) (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Frasi per ogni occasione e in Proverbi.

Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
Aspettiamo l'anno della grazia
con la faccia rivolta in alto,
le mani dipinte di bianco,
il fianco trafitto di speranza.

Camminiamo curvi sotto il sole
con la solitudine negli occhi.
La tristezza è rifatta amica
nelle pupille del vagabondo.

Arriverà il Cristo della croce
sui marciapiedi delle città:
sapremo riconoscerlo
quando ci guarda senza parlare?

Aspettiamo questa nuova pace
del millennio della fede,
quando i poveri saranno ricchi
di aurore senza tramonti.
Composta giovedì 31 marzo 2016
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    Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
    Un fiore rosso chiama l'aurora
    da un balcone con ringhiera rotta.
    Un cane randagio guarda la strada
    aspettando un padrone nascosto.

    È un mattino senza rumori
    questa domenica del Signore.

    Una campana elettrica rintocca
    svegliando una colomba al sole.
    Una persiana si apre al giorno
    ripulendo i sogni della notte.

    È un mattino senza tristezza
    questa domenica d'amore.

    Il gatto nero da un muro diroccato
    aspetta il suo boccone di turno.
    Inizia nel silenzio un nuovo giorno
    questo vecchio e allegro mondo
    riflesso nella luna che si nasconde.
    Composta lunedì 29 febbraio 2016
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      Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
      I miei amici hanno bruciato l'ultima sigaretta
      in questo mattino d'agosto pieno di spari
      con in mano maschere ironiche poco umane.

      Gli uomini ballano con la propria ombra,
      bisbigliano sotto archi di pietre antiche,
      mentre la musica continua il suo ritmo
      seguendo il corteo di maschere amiche.

      Un cane randagio abbaia sotto un balcone,
      le ombre del giorno muoiono sotto il sole:
      solo una radio lontana accende il silenzio
      con note allegre del "concerto rosso".

      Spegnete anche voi l'ultimo mozzicone
      respirando l'eterna sapienza del mondo
      nascosta in un sorriso ancora innocente
      di un bambino che non conosce tramonti.

      Il giorno avanza racchiuso in una linea di luce
      accesa da mani tremolanti ma piene di speranza.
      Il povero girovago stende la mano al passante
      aspettando la morte sotto semaforo a colori.
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        Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
        Signore, siamo uomini e tu lo sai.
        Non lasciarci in balia del vento
        come barche senza vela,
        astronauti senza nave,
        bimbi senza madre,
        vecchi senza più nipoti.

        Noi siamo sempre gli stessi:
        stelle del tuo firmamento,
        pianeti bizzarri nell'oscurità,
        lune vaganti e deboli
        attratte da molte pressioni
        e poca pietà.

        Signore, siamo le tue pupille
        piene di luce e tenebre.
        Siamo il tuo giorno
        e anche la tua notte.
        Lavaci nell'azzurro dei tuoi occhi:
        insegnaci a volare.

        Conosceremo i tuoi cieli nel tramonto
        riflessi negli occhi del vecchio.
        Ameremo le tue aurore silenziose
        nel sorriso delle donne.
        Cresceremo come tuoi figli
        senza paure né tristezze.

        Signore, siamo uomini e tu lo sai.
        Siamo gli alberi della tua terra,
        i fiori nati nel tuo giardino,
        i dolori struggenti dei tuoi parti,
        i sogni primaverili dei tuoi amori,
        la morte passeggera dei tuoi colori.

        Non abbandonarci sui marciapiedi
        del nostro tempo.
        Non farci distruggere dall'odio
        dei vari Caino senza senno.
        Noi siamo i tuoi menhir di sempre
        sotto i tuoi occhi eterni.
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          Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
          I miei sogni viaggeranno
          con le foglie d'autunno
          spinti dal vento delle illusioni
          in cieli maturi di stupore.

          Bruceranno al sole della vita
          su altari di boschi secolari,
          dove gli occhi saranno d'uccelli
          in continuo movimento.

          Navigheranno le mie ossa
          su barche di carta
          spinte da mani di bimbo.

          I miei sogni dondoleranno
          con le ninna nanne di mamme
          spingendo le culle della vita.

          Li appenderò a nuvole bianche
          aspettando che siano desideri
          di cuori con i piedi per terra.

          Viaggeremo liberi
          nell'universo pieno di stelle
          finché un bimbo ci darà la luce
          trasformandoci in lucciole eterne.
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