Scritta da: Gianni Berna

La luna blu di quella sera

Tuffato si era il sole dietro l'orizzonte
Ma ancora i suoi bagliori
Tingevano d'un diffuso rosso
Cielo mare e sabbia
Come a voler scaldare ancor la poca gente
Intenta a radunar svogliatamente le sue cose
Per prolungar la dipartita
E non abbandonar quel paradiso
Ma lentamente la spiaggia si fè vuota
Non si udì più parola
Solo il rumor di dolce onda
A carezzar la sabbia
Che attendeva a riva
Le mie braccia cingevano il tuo corpo ignudo
L'azzurro dei tuoi occhi
Fu lancia dentro i miei
E non vedemmo più
Neanche la notte che ci avvolse
Fin quando un più ardito alito di vento
Riportò il reale su di noi
Ridonando luce alle pupille nostre
Ci avvolgemmo allora
In quella piccola coperta
Stringendo ancor di più le nostre carni
A non lasciar fuggir quel tiepido calore
Che sulla nostra pelle
Ancora rimaneva
La notte era sparita
Un chiaror mai visto prima
La spiaggia intera illuminava
Volgemmo gli occhi al cielo
E quella luna blu
Con la sua luce ovattata nel silenzio
Inviava su di noi le sue carezze
Regalandoci quel senso della pace
Che invano ognor si cerca in questa terra
Un giorno dietro l'altro
Nel tempo già passato
E in quello che verrà.
Gianni Berna
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    Scritta da: Gianni Berna

    Era notte

    C'era buio nel mio cuore.
    Era notte.
    Certo ch'era notte!
    Dov'è finito il buio tetro
    Di quella notte ch'era il mio regno?
    Agli occhi miei,
    Aperti, eppur spenti,
    Non appariva forma alcuna.
    Giammai!
    Oggi... il miracolo!
    Ma... allora... i miracoli non sono solo storie?
    Ho visto occhi nuovi,
    Mai visti prima.
    Occhi sorridenti.
    Ma possono gli occhi sorridere?
    Io li ho visti...
    E sorridevano.
    Quegli occhi,
    Color d'un prato a primavera,
    Hanno donato battiti al mio cuore
    Ch'era immoto da tempo immemore.
    Han dato voce
    Alle mie labbra mute.
    I miei occhi
    Hanno risposto a quel sorriso...
    Li ho visti sorridere
    Specchiandosi in quegli altri.
    Durerà?
    Gianni Berna
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      Scritta da: Gianni Berna

      Qual è la via?

      Fischia forte il vento
      Gli alberi si curvano a toccar la terra
      Spacca un lampo il cielo ch'è in rivolta
      Scorre il sangue nelle fogne
      E quel fragile fuscello credeva nella vita
      È scritto in ogni dove
      Credete nella vita
      Menzognera invocazione
      Continua intanto il vento a fischiare inferocito
      E il gelo stritola le pietre
      Esce il fumo da un camino
      Anche il fumo è vita
      La nuvola che passa
      Il tuono che rimbomba
      Tutto è vita
      Dicono così
      Ma io guardo quel fuscello
      Pur'esso credeva nella vita
      Sento ancor quel vento che picchia corpi morti
      Vedo il gelo che stritola i macigni
      E fuori torturato il fumo del camino
      Sento ancor quell'urlo della vita
      Non so s'è il suo pianto o l'inno suo
      Gioia o funereo canto
      Tutto stride intorno a me
      Non trovo la mia via
      Se mai la via c'è
      Il grigio più balordo confonde ogni colore
      Chiusi o aperti gli occhi rimbalzano su me
      Ignorando il mondo e la sua vita
      Così
      Nel vortice del fondo
      Discendo la spirale.
      Gianni Berna
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        Scritta da: Gianni Berna

        La luna blu di quella sera

        Tuffato si era il sole dietro l'orizzonte
        Ma ancora i suoi bagliori
        Tingevano d'un diffuso rosso
        Cielo mare e sabbia
        Come a voler scaldare ancor la poca gente
        Intenta a radunar svogliatamente le sue cose
        Per prolungar la dipartita
        E non abbandonar quel paradiso
        Ma lentamente la spiaggia si fè vuota
        Non si udì più parola
        Solo il rumor di dolce onda
        A carezzar la sabbia
        Che attendeva a riva
        Le mie braccia cingevano il tuo corpo ignudo
        L'azzurro dei tuoi occhi
        Fu lancia dentro i miei
        E non vedemmo più
        Neanche la notte che ci avvolse
        Fin quando un più ardito alito di vento
        Riportò il reale su di noi
        Ridonando luce alle pupille nostre
        Ci avvolgemmo allora
        In quella piccola coperta
        Stringendo ancor di più le nostre carni
        A non lasciar fuggir quel tiepido calore
        Che sulla nostra pelle
        Ancora rimaneva
        La notte era sparita
        Un chiaror mai visto prima
        La spiaggia intera illuminava
        Volgemmo gli occhi al cielo
        E quella luna blu
        Con la sua luce ovattata nel silenzio
        Inviava su di noi le sue carezze
        Regalandoci quel senso della pace
        Che invano ognor si cerca in questa terra
        Un giorno dietro l'altro
        Nel tempo già passato
        E in quello che verrà.
        Gianni Berna
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