Poesie di Giampiero Iezzi

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Da lassù

Da lassù, guidaci con destrezza, ooh Dio!
Tu, nel gioco della vita umana
hai confuso in noi la ragione
le sensazioni si drogano alla pazzia
con il tuo infuso di sentimenti
è pura dopamina troppo tosta da digerire.
Scoppia d'impulso in noi umani
la psiche per reggere la tua celeste voglia,
d'emozioni alla follia è per due anime con il cuore
che battono all'unisono insieme innamorate
per concepire nel giusto il tuo credo d'amare
l'amore che da sempre è la trama di ogni storia di vita.
La testa bolle, i vapori conferiti di materia nigra
sfumano la mente del genere umano in sintonia d'amore
da secoli è in voga come atto fisico l'unico mimato,
il meglio più riuscito sul serio per conoscere te
ooh Signore che ci dai la nobile vita.
Molti di noi però sono confusi annoiati d'amore
in mondovisione è un campo minato nell'agire
con questo tuo sentimento più volte stuprato
travisato e malcapito nel nostro essere
per dare la concepita natalità... dà poca validità
alla nostra umanità vista in comunità.
Anche io amo la vita nel mio corpo da sempre
in carne ti cerco ti adoro, però non sento di te
preoccupato all'osso nell'anima decadi nel triste tutto sfili
e scappi via... mi rendi solo un parkinsoniano.
Ulula nel corpo
l'adirato dolore nel sofferente straziato
timida la speranza è una fievole fiamma accesa
di uno stoppino che avvolta c'era nel cuore
una volta dura con la tristezza saldata.
La natura s'infrange con il destino
giorno dopo giorno goccia dopo goccia
consuma e strae la salute nel tempo vano in cielo
speso in noi nel dispensarci le tue migliori diete
di emozioni per vivere il tuo soggetto di vita.
Sulla terra!
Sono solo pedina di una scacchiera
nell'immane soggiogata da insani gesti
estranei d'umanità che tristi nel realizzarsi
si dissipa il concetto di vita
eeh si resta disabili drogati di emozioni per vivere
esponenti di pietà in pietra marmarea come anime
ormai depresse senza un esempio di umanità.
Giampiero Iezzi
Composta venerdì 20 gennaio 2012
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    Dall'estremo guaire

    Questa avventura parkinsoniana
    è la stagione della vita che vive
    spontanea la sofferenza
    del male prematuro
    della negata giovinezza
    governando una esistenza
    rovinata senza esitazione e,
    da quel che era in mutande
    resta nudo la pelle dell'anima
    fredda, un mutante di vecchiaia.
    È ignobile ooh Dio mio!
    Nello sforzo di vivere la vita
    chi attende invano... canta
    per contare qualcosa in un quid
    esita e, rimane fregato.
    Eeh si ritrova ad acciaccare noci
    per il gusto di un destino ingrato.
    Imboscato dalla vita nel corpo
    in un guscio di noce l'anima
    mandorlata cinese da tempo
    parecchio attende per acciaccare.
    Le noci imboscate tra le foglie
    sui rami degli alberi che attendono
    come uccelli maturi nel tempo
    di migrare il momento mentale
    per discendere in testa alla gente
    che soffre nella vita.
    Dal cielo c'è un miracolo
    buono piccolo... per me?
    I tuoi ooh Dio li vedo passare
    a fiducia terrena attendo
    di essere colpito dalla fede
    per guarire dall'estremo guaire.
    Giampiero Iezzi
    Composta domenica 15 gennaio 2012
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      Le esse, s, sono lacrime

      Quando raro ti succede fallo andare Giampiero
      rendile libere a gocce di scorrere negli occhi pieni,
      trascritti, nel vederli scendere allo specchio...
      Le esse, svolto in un fiotto unico è:
      Un insieme meraviglioso.
      Come in lei è bello vederle in un ghirigori
      ruscellare d'emozioni odorose al rimmel
      nell'attraversare quelle gote lisce di creme
      per le rughe nel tempo al gusto pieno di miele
      per essere belle da sempre violate
      nello sguardo solo dall'amore sempre sincero.
      Eeh, lasciati andare! Circondati d'umanità
      per essere calamitata dal bene che verrà
      anche quando per attrito interiore a chi rosso
      gondolano veneziane idee in giornate pruriginose
      di abruzzesi poeti amatori di muse uggiose
      declinano sorrisi misto in acqua di rugiada
      con mestibile poesia al vetro vitreo è caldo
      poesiabile in un'impeto d'ammirazione.
      Chi ti ammira, non per isterico stuprar l'amore,
      si realizza d'impeto nel valutare la bellezza interiore.
      Non sono inservibile anima d'alluminio rivestita d'argento
      in cuore cromato bello ma, sono inossidabile acciaio caldo
      di conio colato per un temperato graffiti...
      per fare poesia
      di grafite resistente alle collisioni atee di cristiani
      eventi
      convulsi attoniti in una società micidiale contemporanea.
      Giampiero Iezzi
      Composta sabato 14 gennaio 2012
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        Giampiero!

        Si! è vero l'amore di chicchessia vorrei da poter armare
        di pazienza per amare la vita ancora in prospettiva
        come quando mamma mia era che aspettava...
        Invano! In dormiveglia. Purtroppo, da adesso
        in poi chi attende seduto dietro l'uscio, sono io.
        L'arrivo dalla mattina il sole della luna la sera
        l'idea della notte fosforescente clorofilla per cibare
        l'anima mia!
        Fauno in un vegetale che come un Dio, dia luce vera
        alla truce esistenza... sottovuoto in un corpo di solitudine.
        È noia l'immagine di una vita di ragnatele tessute nel rinchiuso
        di una stanza buia sopita all'aria della malinconia sempre in conio
        per studiare giochi con rabbia ed ira, odio verso una condizione
        che t'imprigiona nel malocchio le tradizioni... di cose normali
        estremamente più belle, anelate nel ricordo per non essere dimenticate.
        Li vorrei ancora vivere gli eventi belli della vita da postare ai posteri.
        Il non vissuto, non è un passatempo, non è un gioco dell'oca
        è un giocarsi la vita nel labirinto di un destino imposto.
        Non ti opprime il mondo lo fa comunque con te... Giampiero!
        che ti opprimi di sola inedia.
        Allo sfascio, oscuri l'anima che, d'intenzione fugge lontano crede
        di arrivare al giardino dei fiori belli... Mah, tutto è reciso!
        Deciso a priori scritto su pietra...
        Tutto appeso ad un filo teso dei sogni pronto con i pensieri
        per tornare alla realtà Buona triste giornata a te, Giampiero!
        Giampiero Iezzi
        Composta venerdì 13 gennaio 2012
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