Poesie di Giampiero Iezzi

Questo autore lo trovi anche in Racconti.

Drammatica

Le cose ovvie si avverano per strette vie del
vedo, non vedo, rivedo nell'opale ricco di stelle
due giri a pugni di parole per descrivere nulla
dell'eccelsio male di troppo su tutto spalmato.
Ho comprato da una persona gassosa
futili energie di una sedia che mi guarda e
fà giocare i bambini. No problem, savio sono.
In vero, nell'io solo non ero.
Due erranti anime litigiose in un corpo condominante
sopravvive la mia immagine distrutta a una "Sola" per
la realtà da seguire.
Al sole si scalda della facciata la parte più bella.
Noi non solo danni, anche doni del Signore
siamo i suoi esempi di vita sulla terra.
Da copiare, non per viltà obbligati a essere osservati.
Panzanella gustati e, mangiati per fame, fregnacce al forno.
Con il di dietro ricco di fortuna nell'andare
l'avanti con la speranza coloriamo tutti i fiori
d'eventi belli senza eccezione alcuna.
È il dramma del dare fare per amare in cambio
senza nulla avere per il forziere dell'anima.
Giampiero Iezzi
Composta martedì 24 aprile 2012
Vota la poesia: Commenta

    Dov'è l'Italia

    Nel tre monti lombardo c'è il valico tra i monti
    dalle tre valli varesine la moneta che lega le idee
    a maree scappano al confine con poca fantasia.

    Vanno in svizzera dove hanno la dimestichezza
    bancaria che rende il danaro, illogico in italia,
    nel suo giusto valore è intrinseco lì rinfrancato.

    Neuro logico in banca svizzera la cassa canta
    pure gli alberghi sono più lussuosi con i
    soldi italiani dei ricchi frontalieri che fregano
    il risparmio del lavorato guadagno italiano
    lasciato... Lì a marcire.

    In Italia del resto
    rimangono le briciole quale somme di denaro consistente
    per pagare le tasse dei ricchi pagate dai poveri...
    da dare allo stato per non farlo fallire... anche nelle idee.

    Il tempo deroga e ride di noi ooh Italia.

    Nazione per caso: dei Ricchi, vola perché
    sono dei ricchi sempre più ricchi loro che sono il
    bel vestito della Domenica Italiana da mostrare
    per salvare la faccia all'Europa, e dei Poveri
    (non il complesso canterino).

    Sono i soliti ignoti che le tasse li pagano sempre
    più scemi diventano esodati a ricapare
    i centesimi dagli euro, gli spiccioli ripassati
    dal destino, sopravvivono più poveri di prima.

    Fregati nei meandri delle aliquote che gravano
    sulla speranza estiva di chi nel sogno vola suicida
    d'ebano in faccia incolori d'eboli di cuore con
    i crediti artigiani ammazzati pieni di debiti.

    Quelli incapaci di battiti d'ali ci lasciano le penne
    perdono la dignità come me aiutato da Dio
    salvato suicida dalla malattia disabile parkinsoniana
    che sempre m'accena la morte nel morire
    per fare sopravvivere l'italia degli increduli.
    Giampiero Iezzi
    Composta martedì 24 aprile 2012
    Vota la poesia: Commenta

      Didattica

      Mi rivolgo a te impalmato di grammatica... italiana.

      Privo di didattica, io per non dimenticare d'acchitto
      descrivo con senno l'interior nel vago aquiescenziale
      poi poesia, la mia, è un gregge di parole le migliori scritte
      con spiccata personalità parkinsoniana... Anche se in tre
      per due, sei uno che può ugualmente capirmi!

      ... Ooh mia testa dura, devi carpirmi nel cuore dentro
      l'anima stò in un bollore con emozione d'odori in reazione
      dove le parole è un pane raffermo bagnato alla fantasia
      dei sentimenti, in sogno un florilegio di aggettivi pescati
      con dei "Ti amo" pieno di vocalizzi squinternati.

      Giampiero! Le più belle d'interior nel contenuto
      le più dense di Scrivere a sangue su carne viva son le tue.
      Con o senza didattica letta più volte sazia la voglia tua,
      ooh lettore prolifico preso geroglifico a tradurre il mio
      dramma dalla prosa di vita quotidiana m'estrai estro di poesia
      d'intrecci con viltà di vittorie, d'incompiuta vita ricca di sconfitte.

      Ooh Dio io parlo ma, non ti sento vicino come sempre... scappi
      dimmi dove sei, io stramazzo inedia in questa valle di lacrime
      sono nella bolgia al collo d'esser fantasma allo sbaraglio
      di sogni sprecati all'avventura di un'anima offesa, io labirinto
      in uno specchio per rapirmi in qualche immmagine umana.
      Giampiero Iezzi
      Composta martedì 24 aprile 2012
      Vota la poesia: Commenta

        Cessate il fuoco!

        Mortale!
        Con la vita si nasce
        poi nel redimerla
        si muore. Mormora
        la morte tutti i dubbi
        toglie condivise alle certezze
        con l'aumentano delle incertezze...
        croniche!  
        Come i due serrati in un filo d'oro
        che si parlano da una vita vivono
        a strati in una vita soli la spendono
        senza vedersi mai per conoscenza.
        L'uno con l'altro... Per la vita!
        Nessuno muove ceppo per aiutare  
        non c'è coscienza di decidere
        alcunché di "Cessate il fuoco!"
        Per avere la pace nel corpo
        martoriato è un sogno
        di due assidue anime
        in una guerra fratricida
        senza regole non ci sono
        vinti per  i vincitori.
        Nè perette allo champagne
        che nell'attesa di sera
        s'annida un  movicol al dì
        nascosto al tempo peridon
        con la pioggia nelle nubi
        gravida sulla terra
        tintura di iodio
        la disputa  cicatrizza
        e lenisce le accese ferite.
        Giampiero Iezzi
        Composta martedì 24 aprile 2012
        Vota la poesia: Commenta

          Anima mia

          Dio dove vai! Io sto qui a pregare
          cercavo te per avere fede... ancora
          nel tempo della malattia.

          la vita è strana così come giunge
          quatto quatto se ne và con la salute,
          e mi lascia nella bugia.

          Al giusto in vicoli angusti svia
          della realtà mi allontana dalla
          diritta via ormai smarrita.

          Camminano con forza di volontà nel fare
          le parole insieme alle idee mie atrofizzate
          tuttavia non c'è più nulla di buono... Anima mia.
          Giampiero Iezzi
          Composta martedì 24 aprile 2012
          Vota la poesia: Commenta
            Questo sito contribuisce alla audience di