Scritta da: Gerlando Cacciatore

Il maiale

Una strada infangata;
delle case diroccate;
un maiale.
I miei passi scricchiolando,
si accostano con delicatezza,
non conoscendo,
la forza inumana della bestia.
Tento di trascinarla fuori,
a respirare
l'igienica aria di campagna.
La bestia sa!
L'ora è scoccata.
Fa appello alla sua forza.
Tre persone,
con rabbia,
con furore,
beffandosi ironicamente
della povera bestia,
la trascinano fuori.
Una vecchia,
a fatica si tiene in piedi.
In mano un coltello.
La bestia al patibolo,
si presta involontariamente,
all'atroce fine.
Le sue grida disperate,
impallidiscono il mio essere.
Sorse in me, l'impressione:
Non esiste morte,
ancor più atroce
della stessa morte.
Disperatamente
la bestia, invocava
la stessa gente,
"che aveva, portato Gesù alla croce";
di salvarlo.
Il corpo inerte.
Un secchio pieno di sangue;
servito per fare
del sanguinaccio.
Gerlando Cacciatore
Composta domenica 19 settembre 1976
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    Scritta da: Gerlando Cacciatore

    Il Buio

    Era buio;
    c'era del buio dentro di me.
    Tanto che, non riuscivo a vedere,
    ciò che la vita di bello ci sa dare.
    Era buio.
    Un buio così fitto,
    da non riuscire a capire,
    ciò che è bello, e ciò che è brutto.
    Era buio.
    Ma come in un sogno,
    svegliandosi, tutto svanisce,
    così quei momenti, che
    rendevano me indifferente,
    svanirono.
    E ritornai a vivere.
    Gerlando Cacciatore
    Composta venerdì 30 novembre 1979
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      Scritta da: Gerlando Cacciatore

      Ipocrisia

      Dopo una lunga corsa,
      ebbi di fronte,
      una palla di fuoco.
      Tentai di superarla.
      Mi ritrovai, completamente
      carbonizzato.
      Allora avrei voluto,
      non averla superata.
      Avrei voluto,
      non aver fatto
      quella lunga corsa.
      Avrei voluto,
      restare inerte.
      Avrei voluto,
      restare fuori da questo mondo.
      Avrei voluto,
      non aver conosciuto una parola:
      Ipocrisia.
      Gerlando Cacciatore
      Composta mercoledì 30 novembre 1977
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        Scritta da: Gerlando Cacciatore

        Il defunto amico

        Eri,
        sei un amico.
        Per l'ultimo viaggio,
        ti prepari, definitivamente,
        abbandonandoti
        alle tenebre del sonno eterno.
        La gente,
        non bizzarra si veste.
        La gente in festa non è.
        Ti segue,
        con il capo inclinato,
        verso il basso,
        con la faccia dell'addolorato.
        Ipocriti e astrusi,
        sono coloro
        che accompagnano te,
        senza una briciola di dolore;
        approfittando del tuo ultimo
        viaggio,
        per abbacare
        con altri ipocriti beceri.
        Tu sai,
        per l'ultimo viaggio
        si prepareranno;
        altri ipocriti,
        accompagneranno loro
        come loro accompagnarono.
        Gerlando Cacciatore
        Composta mercoledì 11 aprile 1973
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