Scritta da: Mela Favale
Quello a me sembra pari a un dio,
quello, se è lecito dirlo, superiore agli dèi,
che, seduto di fronte a te a te, senza interruzione
ti guarda e t'ascolta
mentre sorridi dolcemente,e ciò sottrae
a me infelice ogni sensazione: perché non appena,
Lesbia, ti guardo, non mi restano
più parole;
ma la lingua s'intorpidisce, una fiamma sottile
s'insinua nelle mie membra, di un suono interno
mi ronzano le orecchie, una duplice notte
sui miei occhi si stende.
L'ozio, Catullo, è per te dannoso:
per l'ozio ti esalti e sei troppo eccitato;
l'ozio ha mandato in rovina un tempo
re e città fiorenti.
Gaio Valerio Catullo
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    Scritta da: Valeria S

    Dammi mille baci

    Godiamoci la vita, o Lesbia mia, e i piaceri d'amore;
    a tutti i rimproveri dei vecchi, moralisti anche troppo,
    non diamo il valore di una lira.
    Il sole sì che tramonta e risorge;
    noi, quando è tramontata la luce breve della vita,
    dobbiamo dormire una sola interminabile notte.
    Dammi mille baci e poi cento,
    poi altri mille e poi altri cento,
    e poi ininterrottamente ancora altri mille e altri cento ancora.
    Infine, quando ne avremo sommate le molte migliaia,
    altereremo i conti o per non tirare il bilancio
    o perché qualche maligno non ci possa lanciare il malocchio,
    quando sappia l'ammontare dei baci.
    Gaio Valerio Catullo
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