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Poesie di Franco Vitale

Operatore Socio Sanitario, nato lunedì 17 agosto 1964 a Torino (Italia)

Scritta da: Franco Vitale

Appartenenza

Avvolgo i miei pensieri,
nell'essere minoranza,
fiero come una goccia,
tra nuvole di cervelli.

Solitudine e appartenenza,
briciole di coscienza,
diverto la mia ragione,
assorbo colori sfumati.

Quadrati di braccia nude,
circondano cerchi di opinioni,
pensieri ridotti a idee,
calpestano strade morbide.

Sorvolo l'apparten... enza,
ignoro misure e distanze,
demente, in un mondo ignobile,
trafiggo l'indifferenza.
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    Scritta da: Franco Vitale

    L'Esclusiva

    Un attimo,
    solo per un attimo,
    vorrei che Dio mi cedesse l'esclusiva.
    L'esclusiva, il privilegio,
    di sentire in me, contemporaneamente,
    tutte le emozioni, tutti i ricordi,
    di tutti gli uomini, le donne e i bambini
    del mondo.
    Di tutte le epoche,
    di tutte le razze,
    di tutte le religioni,
    di tutte le longitudini,
    di tutte le latitudini.
    Ogni singolo pensiero,
    dietro ogni singolo sguardo,
    i ricordi di tutti gli amori finiti,
    le speranze di tutti gli amori in corso.
    Le luci, i colori, le tenebre degli odii,
    i suoni degli addii,
    i profumi degli incontri casuali,
    i gusti di tutti i baci,
    il tatto dei pugni e delle carezze.
    Vorrei mi facesse partecipe
    di ogni singola parola spesa,
    di ogni gemito di passione,
    di ogni urlo di ribellione,
    di ogni grido di speranza.
    Vorrei tutto, per me,
    solo per un secondo,
    vorrei spegnere ogni cosa,
    tutto questo universo rumoroso,
    solo per un secondo,
    guardarmi intorno,
    nel silenzio assoluto...
    e dire ti amo...
    Composta mercoledì 7 aprile 2010
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      Scritta da: Franco Vitale

      Le Cose

      Ho preso le cose...
      le ho prese che era inverno,
      le ho messe in un sacco di tela,
      le avevo sulla pelle,
      divine e maledette,
      l'universo ed il granello di polvere,
      tutte in un sacco,
      ogni fotogramma dell'anima.
      Gli occhi abbagliati,
      da fate di paglia,
      da chiare lacrime salate,
      da ruvidi ricordi
      di stelle malate.
      Ho camminato,
      percorso corridoi cadenti,
      strisciato le spalle
      su porte consumate,
      sentito l'odore dei lavabi,
      aggiunto croci su muri di piombo,
      tolto croci da specchi rovesciati.
      Ho preso gli abiti di Dio,
      stretti da indossare,
      colori troppo forti,
      per occhi troppo aperti,
      per prati senza fiori,
      per folle senza bocca.
      Ho preso le cose,
      ne ho fatto fuoco e luce,
      fiamme dolci ed odorose...
      l'inverno era passato...
      Composta mercoledì 7 aprile 2010
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        Scritta da: Franco Vitale

        La stanza

        Contrasti di luce,
        scale di grigi,
        grumi di colori,
        stancano gli occhi.
        Li fisso sdraiato,
        mi tremano gli occhi,
        ma continuo a fissare...
        contando i dolori,
        cicatrici di orgasmi.
        C'è un cielo nascosto
        in ogni soffitto sbiancato,
        c'è un pezzo di anima
        in ogni sguardo nel vuoto.
        La vita mi scorre
        sincera e fedele,
        puttana e guerriera,
        minuti infiniti e decenni veloci.
        C'è un soffitto nascosto
        dietro ogni cielo...
        sopra ogni ricordo.
        Composta mercoledì 7 aprile 2010
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