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Poesie di Franco Vitale

Operatore Socio Sanitario, nato lunedì 17 agosto 1964 a Torino (Italia)

Scritta da: Franco Vitale

Distratto

Distrazioni frequenti,
rifugi astratti,
fuga dal vero,
simboli riflessi al rovescio,
vapore di respiro caldo.

Distrazioni antiche,
ricordi di nebbia salata,
scalini di pietra
nascosti dai rovi,
cornici di vento
su quadri incompiuti.

Distrazioni d'orgoglio,
delirio di potenza,
frantumi di benessere,
lacrime di indifferenza,
fiamme di brina
leccano la schiena dell'anima.

Distrazioni invisibili,
pagine di amori inventati,
libri mai scritti
da scrittori mai nati,
estreme opinioni
nel vuoto di eventi.

Distrazioni congenite,
lussuose contaminazioni,
vizi immacolati,
sassolini di virtù,
l'odore del simile
scatena l'istinto.

Distrazioni d'inchiostro,
capriole di sfera
su tappeti di carta,
distratto dal nulla...
che parlo col tutto.
Composta mercoledì 27 ottobre 2010
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    Scritta da: Franco Vitale

    La voglia

    Nutriti di me,
    abbracciami a lungo,
    rubami il fiato,
    smarrisci le labbra
    ovunque,
    intorno al mio corpo.
    Indossami,
    cospargiti di me,
    affonda le unghie,
    smalto di fuoco
    increspa il mio mare.
    Lascia
    che schiuma salata
    mi bruci la bocca,
    schiaccia coi fianchi
    pudore e vergogna.
    Fatti arco
    che vibra
    sulla mia corda tesa.
    Regalami l'estasi,
    urlami all'anima,
    freccia guerriera...
    dentro di te.
    Composta mercoledì 27 ottobre 2010
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      Scritta da: Franco Vitale

      Segnali d'amore

      Segnali d'amore,
      sintomi di dignità sospesa
      piccoli guasti della mente,
      inclinazioni parallele.

      Recinti di verità negate,
      briciole di orgoglio sparse al vento,
      ansia positiva,
      possesso senza redini.

      Gesti rituali
      di piena essenza,
      silenzi che rotolano sull'anima,
      vento gelido su spalle ardenti,
      tempeste di brividi profondi.

      Vorrei che tutto questo
      mi facesse volare,
      vorrei la mia pelle
      sotto la sua pelle,
      vorrei lei fosse
      un campo di papaveri,
      su cui sdraiarmi
      e diventare lei,
      vorrei avvolgerla
      come ragnatela,
      vorrei cantarla
      con un filo di voce,
      vorrei che lei
      non uccidesse l'io,
      vorrei amarla...
      e impacchettare il tempo.
      Composta giovedì 6 maggio 2010
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