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Scritta da: margherita1

È un duro percorso

Ai piedi dell'invalicabile montagna,
piego le ginocchia stanche
come raccolta in preghiera,
la fronte sull'umido terreno.
Mi raggomitolo mimetizzandomi.
Voglio solo riposare
prima di tornare in piedi,
trovare la posizione originale.

L'ombra mi sovrasta
e incombe come grandine gelata
sulla mia pelle nuda.
Il cuore stretto in pugno
si nasconde per paura
di essere colpito ancora.
Ma il suo pulsare aritmico
amplifica il suono
e scoppia in un pianto di fango.

Mi accartoccio tra le braccia.
chiudo gli occhi per vedere
un altro buio colorato.
Vorrei scavare un fosso
come fanno i cani
e dormirci dentro.

Ma i piedi dolenti sotto il peso
non si arrendono e
muovono lenti.
Sarà un passo.
Poi un altro
e un altro ancora.
Composta lunedì 25 febbraio 2013
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    Scritta da: margherita1

    Un treno qualunque

    Quanta vita dentro una stazione,
    andirivieni di bagagli e cuori.
    Salgo, scelgo il sedile
    accanto al finestrino,
    mi piace guardare il mondo
    che scorre a sua insaputa.
    Un bimbo piange assonnato,
    un uomo legge il giornale,
    una ragazza sbatte le ciglia
    pensando a quel bacio
    salato di lacrime
    lasciato sui lucidi binari.
    Ora il treno muove lento.
    Stralci di figure
    si spezzettano tra la folla.
    Prende ritmo e corre.
    Gli occhi non fanno in tempo
    a fermare gli scorci di mare,
    le terre coltivate a viti,
    alti palazzi di periferia,
    piccole stazioni dove
    un uomo abbraccia
    quella figura vestita di rosso.
    Mentre il treno nella notte
    tenace macina le rotaie,
    teste si appoggiano al mento,
    altre reclinano su spalle dolenti.
    Ma il mio mento è fermo,
    lo sguardo è fisso,
    cullami treno, cantami quella
    canzone dei tempi andati,
    fammi sentire bambina
    in un giorno di festa,
    dimmi che mi porterai
    dove voglio andare,
    che sarà un viaggio
    di partenza e non di ritorno.
    Fa che questa notte
    sia lunga quanto basti
    perché questo viaggio
    possa non finire mai.
    Composta mercoledì 25 luglio 2012
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      Scritta da: margherita1

      Il passante

      Vaga un passante nella nebbia.
      Calza un cappello color solitudine
      il mento appoggiato al cuore
      pesante come i suoi pensieri.
      I passi lenti senza direzione
      incedono sotto il peso
      di un cappotto liso.
      Neppure lui sa il suo nome
      non sa dove alberga
      la dignità di quand'era uomo.
      Un attimo è l'incrocio
      di sguardi al passare.
      Negli occhi il vuoto acquoso
      di un mondo fallito,
      pochi spiccioli a far compagnia
      nelle tasche bucate.
      Basta poco a risalir la china
      ma ha piombo nel bagaglio
      di quel cuore consumato,
      chino il capo e lo sorpasso
      mentre la nebbia lo avvolge
      e scompare nella via.
      Composta sabato 19 gennaio 2013
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        Scritta da: margherita1

        Ti penso

        Ti penso spesso
        papà e ancora mi domando.
        Chi eri davvero?
        Cosa c'era dietro al
        gioco strano
        delle tue rughe?

        Quella faccia a cui
        ho rubato dettagli,
        quell'assomigliarti
        nei gesti e nei pensieri.

        L'ostinato combatterti
        da nemica a nemico,
        e allo stesso tempo
        sperare invano
        una parola sola.

        Illusione di sentire
        la tua mano stanca
        sui miei capelli.
        Ma quel gesto
        così semplice e
        appagante,
        era troppo gravoso
        per il tuo esser Uomo.

        Mentre io attendevo
        solo un Padre.
        Stanca di trovare
        in te solo rigida morale.

        Ora vorrei poter
        tornare indietro
        posare con forza
        la tua mano sul
        mio capo e dirti
        che se il ritegno
        impediva il gesto
        l'amore che ci univa
        poteva vincere
        l'inutile battaglia.

        Avrei voluto insegnarti
        ad amare chi ti è figlia,
        senza paura
        di quel sentimento,
        in cui vedevi debolezza.

        Ti avrei dato modo
        d'insegnarmi a crescere
        e diventare donna
        cosa che ancora oggi
        non ho imparato a fare.

        Franca Mercadante.
        Composta mercoledì 29 agosto 2012
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          Scritta da: margherita1

          Ciao Roby!

          Ti guardavo mentre
          in quell'angolo nella penombra
          della sera respiravi piano.
          I tuoi occhi non guardavano
          i miei forse avevi più paura
          del mio dolore che
          sentire il tuo,
          Ma anche così i nostri
          pensieri s'incrociavano
          ricordando quel prato
          in discesa dove
          chiamavo il tuo nome.
          La muscolatura snella
          scattava ad ogni movimento
          mentre facevi a gara
          con il vento.
          Ora di te mi restano
          i tuoi occhi velati dal tempo,
          tra le mie mani pietose
          vi cerco un anelito di vita,
          testarda non voglio arrendermi
          alla tua partenza.
          Non hai bagagli
          nulla da portare con te
          se non il mio ricordo,
          spero sia pesante perché
          ti porti via tanto di me.
          Amico più Amico di ogni Amico,
          se proprio devi allora vai,
          non ostinarti nella tua fedeltà,
          ci sono cose più importanti per me
          ed è la pace che troverai
          sotto il melo in fiore,
          accanto alla tua casa
          che ha visto il tuo tempo.
          Questo posso fare per te,
          nient'altro che questo poco.
          Ciao Roby!
          Composta mercoledì 1 agosto 2012
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