Scritta da: Elisa Iacobellis

Ho pena delle stelle

Ho pena delle stelle
che brillano da tanto tempo,
da tanto tempo...
Ho pena delle stelle.

Non ci sarà una stanchezza
delle cose,
di tutte le cose,
come delle gambe o di un braccio?

Una stanchezza di esistere,
di essere,
solo di essere,
l'essere triste lume o un sorriso...

Non ci sarà dunque,
per le cose che sono,
non la morte, bensì
un'altra specie di fine,
o una grande ragione:
qualcosa così, come un perdono?
Fernando Pessoa
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    Scritta da: Elisa Iacobellis

    Orizzonte

    Mare anteriore a noi, le tue paure
    avevano corallo e spiagge e alberete.
    Sbendate la notte e la caligine,
    le tormente ppassate e il mistero,
    si apriva in fiore la Lontananza, e il Sud siderale
    splendeva sulle navi dell'iniziazione.

    Linea severa della riva remota:
    quando la nave si approssima, s'alza la costa
    in alberi ove la lontananza nulla aveva;
    più vicino, s'apre la terra in suoni e colori:
    e, allo sbarco, ci sono uccelli, fiori,
    ove era solo, di lontano, l'astratta linea.

    Il sogno è vedere le forme invisibili
    della distanza imprecisa, e, con sensibili
    movimenti della speranza e della volontà,
    cercare sulla linea fredda dell'orizzonte
    l'albero, la spiaggia, il fiore, l'uccello, la fonte:
    i baci meritati della Verità.
    Fernando Pessoa
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      Scritta da: Elisa Iacobellis
      Dietro quella finestra
      la cui tenda non muta
      situo la vista di lei
      che l'anima studia in sé stessa
      nel desiderio che la rivela.

      Non ho difetto d'amore.
      Chi m'ami non manca.
      Ma altro sapore avrebbe,
      se ciò accadesse all'interno
      di quella alta finestra.

      Perché? Se sapessi, avrei
      tutto che avere desidero.
      Amai un tempo la Regina,
      e c'è sempre nella mia anima
      un trono da occupare.

      Ogni volta che posso sognare,
      ogni volta che non vedo, situo
      il trono in quel luogo;
      oltre la tenda il focolare,
      oltre la finestra il sogno.

      Così, passando, intreccio
      l'artificio della strada
      e un poco di me m'oblio.
      Poi più nulla chiedo alla vita,
      tranne d'esserne il vicino.
      Fernando Pessoa
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        Scritta da: Marilù Rossi

        Prendemmo la città dopo un intenso bombardamento

        Il bambino biondo
        giace sul selciato.
        Ha le viscere fuori
        e legato a uno spago
        un trenino ignorato.

        È un fascio il suo volto
        di sangue e di niente.
        Luccica un pesciolino
        un pesciolino di vasca da bagno
        accanto al marciapiede.

        Sulla strada viene sera.
        Un chiarore sullo sfondo
        annuncia un futuro che sorge.

        E quello del bambino biondo?
        Fernando Pessoa
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