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Poesie di Enrico Danna

Consulente assicurativo - Poeta dell'anima., nato venerdì 27 agosto 1971 a Torre Pellice (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi e in Frasi per ogni occasione.

Scritta da: ENRICO DANNA

Come concerto di rose

Sento
quel vacuo senso d'infinito
che alimenta la marea del nulla
come fiore di ciliegio in attesa
d'una primavera che più non rifiorisce.

È l'apnea
il rifugio delle mie utopie
mentre il mondo scopre nuovi boia
ed i giorni
sono uteri feroci
che del mestruo han fatto il grido di battaglia.

Non ci sono rose
non ci sono giardini
solo le verdi lusinghe del petrolio
ad alimentare oasi di cemento
e tutto attorno
in astinenza d'ossigeno
lo sciamare di rifiuti animati
e cervelli inermi
in file disadorne
su propaggini di coscienze mute.

Sento
le tue mani su di me
mi accorgo d'esser vivo
in un contesto di paralisi
e
tutto attorno rinasce
l'euforia d'un canto nuovo
come concerto di rose
allo scoccar di mezzanotte.
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    Scritta da: ENRICO DANNA

    Nell'attesa d'un silenzio d'amore

    Si spegne il sorriso
    come luna celata ai corvi
    quando nel respiro si distingue l'affanno
    e le parole muoiono
    su rintocchi di fiato indeciso.

    Com'è dolce la tempesta
    se la osservi al tepore dell'anima.

    Si frantuma l'incantesimo
    in rigagnoli di gocce autoritarie
    che cancellano il sudore lieto
    e le labbra sono cantilene stanche
    d'una musica che non sa più suonare.

    Osserverò l'inverno
    aspettando un'altra primavera arida.

    Si scaglia l'oblio
    su quegli occhi infranti
    da lacrime senza vie d'uscita
    e falene caduche
    in attesa di resurrezione.

    Accoglierò l'estate
    nell'attesa d'un silenzio d'amore.
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      Scritta da: ENRICO DANNA

      Questa pioggia

      Questa pioggia
      che sbatte inesorabile
      contro finestre chiuse
      sgretola anime
      come argini il fiume
      e poi trasale

      questa pioggia
      che consuma tepori
      non sente il dolore
      ma denuda attimi
      e sparge morte
      su avanzi di strade.

      È un sottile disegno la vita
      una matita che si spezza
      su fogli che sanno d'incompiuto
      trenta secondi d'amplesso
      furiosamente rubati
      all'anoressia del tempo

      un giardino incolto
      d'un cimitero muto
      come la mia voce sola
      orgasmo strappato
      ad un amore folle
      che urla nel silenzio.
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        Scritta da: ENRICO DANNA

        Noi saremo

        Noi saremo
        il nostro tempo e oltre l'immaginario
        al riparo dagli occhi malevoli
        che con sospetto guarderanno al nostro amore
        con l'invidia del vorrei ma non posso
        al riparo dalle ingannevoli promesse
        da sospiri di lusinghe e percosse
        che come tempeste
        si abbatteranno sui nostri occhi
        tentando gli sguardi
        con squarci di oro riflesso.

        Noi saremo
        il presente e il quotidiano
        orme levigate dal vento
        e solchi imbrattati di scarpe
        su sentieri pronti all'asfalto
        noi saremo
        figli e padri di ventri e madonne
        figli e madri di stupri e ricatti
        ma non moriremo invano
        se ci saremo amati
        anche per un solo istante.

        Noi saremo
        il seme di Dio
        se sommeremo coscienze
        all'esistenza del Noi.
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          Scritta da: ENRICO DANNA

          La mia bocca trema al solo evocare il tuo nome

          Quanto rumore fa la notte
          quando i pensieri sono polluzioni di sogni
          e le incertezze gravitano nude
          tra le parentesi dell'infinito.

          L'amore sta
          su una panchina vuota
          come donna genuflessa al mattino
          al cospetto di Dio
          in sintonia di rosari e preghiere
          tra le labbra l'Ave Maria.

          E poi si scuote l'ombra
          dal vento dipinta di forme
          a riflettere coni d'anima
          sulla risacca di orme sospese.

          L'amore sta
          sul boulevard delle illusioni
          come donna genuflessa la sera
          al cospetto dell'eros
          in sintonia di amplessi e piacere
          tra le labbra il nettare proibito.

          Quanto rumore fa la notte
          quando risuona l'eco di orgasmi lontani
          e la mia bocca trema
          al solo evocare il tuo nome.
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