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Le migliori poesie di Edgar Allan Poe

Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi e in Racconti.

Scritta da: Valeria S

Un sogno

In visioni di notturna tenebra
spesso ho sognato svanite gioie -
mentre un sogno, da sveglio, di vita e di luce
m'ha lasciato col cuore implacato.

Ah, che cosa non è sogno in chiaro giorno
per colui il cui sguardo si posa
su quanto a lui è d'intorno con un raggio
che, a ritroso, si volge al tempo che non è più?

Quel sogno beato - quel sogno beato,
mentre il mondo intero m'era avverso,
m'ha rallegrato come un raggio cortese
che sa guidare un animo scontroso.

E benché quella luce in tempestose notti
così tremolasse di lontano -
che mai può aversi di più splendente e puro
nella diurna stella del Vero?
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    Scritta da: Ombra Nella Notte

    Il verme conquistatore

    Guardate! È una serata di gala
    In questi ultimi anni desolati!
    Uno stuolo d'angeli alati!
    Tra i veli e sommersi dal pianto,
    A teatro siede a vedere
    Un dramma di speranze e timori,
    L'orchestra emette a tratti in sordina
    La musica delle sfere.

    Parodiando Iddio nel cielo, i mimi,
    Sottovoce borbottano, sussurrano
    E si gettano qua e là. Marionette
    Soltanto che vengono e vanno
    Al cenno di cose immense informi
    E spostano gli scenari avanti e indietro
    Scuotendo dalle loro ali di Condor
    L'invisibile Affanno!

    Un dramma così variegato, non temete,
    Non sarà scordato!
    Col suo Fantasma per sempre inseguito
    Da una folla che mai non l'afferra,
    In un cerchio che sempre ritorna
    Nello stesso identico punto,
    E molta Pazzia, e ancor più Peccato,
    E Orrore animano la trama.

    Ma guardate, tra la ridda dei mimi,
    S'insinua una forma strisciante!
    Una cosa rossosangue si snoda
    Sbucando dalla scena deserta!
    Si snoda! Si annoda! Tra spasmi mortali
    Suo cibo diventano i mimi,
    Singhiozzano i serafini ai denti del mostro
    Di sangue rappreso imbevuti.

    Spente, spente le luci, tutte spente!
    E sopra ogni forma fremente,
    Funebre sudario il sipario
    Vien giù con fragor di tempesta,
    E gli angeli pallidi esangui,
    Levandosi, svelandosi, dicono
    Che quella è la tragedia "L'Uomo",
    E il Verme Conquistatore, l'eroe.
    Composta martedì 22 marzo 2011
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      Scritta da: Silvana Stremiz
      Il giorno più felice
      Il giorno più felice - l'ora più felice
      questo mio inaridito cuore ha già conosciuto;
      ogni più alta speranza di trionfo e d'orgoglio
      sento ch'è fuggita via.

      Trionfo? Oh sì, così fantasticavo;
      ma da gran tempo svanirono ormai
      le visione di quel mio giovanile tempo -
      e sia pur così.

      E quanto a te, orgoglio, che dirti?
      Erediti pure un'altra fonte
      quel veleno che approntasti per me -
      Ora acquietati, o mio spirito.

      Il giorno più felice - l'ora più felice -
      che quest'occhi avrebbero visto - hanno già visto,
      il rifulgente sguardo di trionfo e d'orgoglio
      sento che è spento ormai.

      Ma mi fosse pur riofferta quella speranza
      di trionfo e d'orgoglio, e con la pena
      che allora avvertivo - quella fulgente ora
      io non vorrei riviverla:

      giacché oscure scorie erano su quelle ali
      e, al loro agitarsi, una maligna essenza
      ne pioveva - fatale per un'anima
      che già l'ha conosciuta.
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        Scritta da: Silvana Stremiz

        Inno

        Al mattino, al meriggio, al fosco crepuscolo -
        tu hai udito il mio inno, Maria!
        In affanno e letizia - nel bene e nel male -
        tu, madre di Dio, ancora rimani con me!
        Quando più liete per me scorrevan le Ore,
        e non una nuvola oscurava il mio cielo,
        la tua grazia trepida guidava a te
        l'anima mia perché non si smarrisse;
        e ora che il Destino per me più addensa
        le sue tempeste e in me confonde presente
        e passato, fa' che almeno risplenda il futuro
        e per me irraggi dolce speranza di te!
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