Poesie di Dario Motti

Nato venerdì 1 settembre 1950 a milano (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Umorismo.

Scritta da: dax

Così parla

Come il Cristo ripete da duemila anni
il suo incessante grido d'amore,
dal potere tradito, asservito
a interessi economici, di classe.

Ma dove nel mondo altre religioni,
filosofie tengono fede
ai fondatori, ai loro martiri? Nessuna.

Solo pochi eroi innalzano
in mezzo all'orgia per il potere
la fiaccola dell'umana pietà,
della giustizia che sono costanti
espressioni del pensiero umano.

Così parla il profeta.

Chiunque uccide distrugge
non è della Mia Casa,
chiunque non rispetta la vita,
il lavoro degli uomini
non è della Mia Casa,
chiunque non ama l'amore
non è della Mia Casa
chiunque non rispetta la terra
non è della mia casa.

Così parla il profeta.

Accorriamo alle Sue Mura, sgraviamoci
dai nostri peccati dissetiamoci alla fonte
dell'acqua sorgiva gratuitamente donata.

Riempiamo otri per i figli lontani,
per i figli che vivono nel deserto,
per i figli che non sanno dell'amore,
per tutti coloro che hanno conosciuto
la fame il disprezzo, l'orrore.

Irrighiamo il loro campo,
la vigna, che producano frutti
per saziare gli ultimi, i più poveri.

Questa è la via, la strada da percorrere,
la strada da ricostruire sul pianeta
per ritrovare noi stessi, la libertà.

Per raggiungere nel profondo
delle nostre anime il Dio che vive in Noi.
Dario Motti
Composta nel agosto 2009
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    Scritta da: dax

    Insetti

    Tra i rami e le foglie,
    nel sottobosco fervente si vita.

    Piccoli esseri quasi invisibili.
    Sembrano inutili all'occhio superficiale.

    Ferventi lavoratori permettono
    a tutti noi uomini di vivere,
    ai poeti d'ispirarsi, agli scienziati
    di svelare i segreti dell'universo,
    ai santi di scrutare i piani di Dio.

    Permettono agli artisti di creare,
    alle madri di partorire nuovi figli.

    Tutto partendo da voi minuscole indifese,
    a volte ripugnanti creature, piccoli mattoni
    della vita, indispensabili essenziali amici.
    Dario Motti
    Composta nel agosto 2009
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      Scritta da: dax

      Nella notte

      Nella notte il silenzio,
      un brusio in microsolco
      penetra nelle orecchie insistente,
      è il tempo che passa, che fugge
      verso il futuro verso l'illusione del domani.

      Il domani che subito diventa ieri,
      quasi all'improvviso rendendo
      le giornate improvvisamente logore.

      Ma la memoria rimane integra,
      aliena da rimaneggiamenti,
      da rinnegamenti, la memoria è la roccia
      su cui fondare il futuro, la casa che non crolla.

      Passato e avvenire si fondono,
      si rincorrono in un carosello epocale.

      Risorgono gli uomini, le situazioni
      si rinnovano, i volti, si riconoscono,
      l'eterno rincorrere della vita,
      il gran cerchio dell'esistenza incisa.

      Inciso nelle anime, nella natura
      nelle nuvole: negli astri
      creatori e signori del tempo.
      Dario Motti
      Composta nel luglio 2009
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        Scritta da: dax

        Insonnia

        Notte afosa di Luglio
        che cacci il sonno
        dagli occhi dei dormienti.

        Che silenziosa costringi
        il pensiero a ritrovare i ricordi,
        il passato che ritorna, i volti
        di chi si è perso nel tempo.

        La vecchia cartella di scuola.
        I libri spiegazzati, i quaderni
        sgualciti, vecchi ricordi di ragazzi
        ormai trasformati in delusi uomini.

        Il fantasma del vecchio maestro
        ancora passa tra i banchi,
        silenzioso, cercando i suoi alunni
        che ormai non esistono più.
        Dario Motti
        Composta nel luglio 2009
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          Scritta da: dax

          Cosa resterà

          Cosa resterà di me,
          quando il mio corpo
          sarà consumato da fuoco purificatore.

          Quando la mia carne sparita,
          le mie ossa polverizzate,
          disperse nel bosco della mia giovinezza.

          Quando il mio ricordo non susciterà
          una lacrima, un sorriso,
          quanto al mio nome, dimenticato,
          perso nell'oblio del tempo.

          Rimarrai tu mia piccola
          sgangherata poesia
          tenermi compagnia nel vento
          terso della notte.

          Contempleremo la Luna
          e le immortali stelle.
          Dario Motti
          Composta nel luglio 2009
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            Scritta da: dax

            Libertà

            Sul mio cuore spezzato
            ho tracciato sentieri di speranza,
            sul mio cuore d'adolescente invecchiato
            ho composto le mie liriche d'amore.

            Sul mio cuore esausto ho graffiato
            con unghie feroci il tuo nome,
            disperatamente trattenendo il fiato.

            Il nome che sazia i continenti,
            che illumina i tempi,
            che nutre i sentimenti,
            un nome che ancora fa paura,
            Libertà! Libertà! Libertà!
            Dario Motti
            Composta nel luglio 2009
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              Scritta da: dax

              Vecchio amore

              Io canto la nostra canzone
              ricordando il tuo viso
              il tuo profumo,
              la tua ribelle sensualità.

              Amore che non sfuma
              che non si dimentica
              che entra nella mente
              nel profondo,
              come una spada
              dall'amaro sapore.

              Io canto la nostra canzone
              fissando la tua fotografia
              la bacio teneramente;
              e la sputazzo di tutto cuore
              vecchia bagasciona.
              Dario Motti
              Composta nel giugno 2009
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                Scritta da: dax

                Il ritorno

                Voce di popolo
                che giace nella polvere.

                Voi che udite, ascoltate
                il galoppo dei cavalli
                del Gran Re che viene,
                ascoltate i latrati dei suoi segugi,
                il suono delle trombe,
                lo sferragliare delle armature.

                Voi che vedete, guardate i colori,
                i suoi stendardi garrire al vento,
                il suo sguardo altero virile,
                esultate nei vostri cuori.

                Voi che avete robuste gambe, accorrete
                stendete i vostri mantelli sulla sua strada,
                imbandite di fiori la sua via.

                Voi che avete forti braccia cogliete
                rami d'olivo, intrecciate
                corone d'alloro per il Gran Re Vittorioso.

                Voi che avete voce gagliarda gridate
                il vostro giubilo, la gioia della risurrezione.

                Voce di popolo
                che giace nella polvere.

                Noi ch'eravamo terra ora siamo carne
                eravamo persi, ci siamo ritrovati
                noi ch'eravamo morti ora siamo risorti.

                Ecco il Gran Re è tornato,
                le porte della Città Santa aperte
                pronte le dimore per i suoi figli.

                Fuori la morte sconfitta,
                dispersa per sempre nel nulla,
                ecco la morte della morte.

                Voce di popolo
                che giace nella polvere.
                Dario Motti
                Composta nel luglio 2009
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                  Scritta da: dax

                  Voi che vivete

                  Voce di popolo che grida dalle tenebre
                  abbiamo mancato alla Misericordia
                  del nostro Dio, infangato i suoi sentieri,
                  oltraggiato le sue vie, nascosto
                  i nostri delitti davanti i Suoi Occhi.

                  Non abbiamo creduto alla Sua Misericordia,
                  abbiamo gettato le nostre vite nel niente
                  confuso i nostri giudizi, bestemmiato
                  il Suo Santo Nome.

                  Voce di popolo che grida dalle tenebre
                  una grande luce c'ha abbagliato,
                  ma noi nella nostra stoltaggine
                  l'abbiamo rifiutata, abbiamo rincorso
                  obiettivi umani ch'erano miraggi,
                  cose illusorie di materia mortale.

                  Abbiamo rifiutato l'immortalità
                  per il godimento di un minuto
                  per un soffio d'amore perso,
                  dimenticato in un momento

                  Voce di popolo che grida dalle tenebre
                  ascoltate la nostra voce voi che vivete,
                  raddrizzate le vostre azioni,
                  percorrete il sentiero della rettitudine,
                  del vero amore che non deperisce,
                  che non muore che si rigenera
                  eternamente, che sale verso il cielo,
                  verso le stelle, verso la Stella che illumina
                  il nuovo mattino, per l'umanità redenta.

                  Voce di popolo che grida dalle tenebre
                  una gran luce v'abbaglierà
                  non cacciatela abbandonatevi ad Essa
                  come il bimbo s'abbandona al sonno
                  tra le braccia della madre,
                  come il fiore s'abbandona al sole nascente,
                  come il giusto s'abbandona sereno
                  all'oceano dell'eternità.
                  Dario Motti
                  Composta nel luglio 2009
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