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Poesie di Don Juan

Nato a Cosenza (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi e in Frasi per ogni occasione.

Scritta da: Don Juan
Seduto e a gambe ciondolanti
perso nella meravigliosa luce di un'alba
ho versato una lacrima che dedico
ad ogni momento felice della mia vita,
ad ogni sorriso che ho regalato sinceramente,
ad ogni cuore che ha incrociato il mio
e l'ha graffiato regalandomi brividi a fior di pelle.
A te dedico le mie notti insonni,
a te dedico i miei battiti irregolari,
a te lo spazio vuoto, che vuoto rimarrà.
Composta martedì 2 giugno 2009
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    Scritta da: Don Juan
    Serpenti tra le mani
    che azzannano le vene
    e gonfiano di veleno i polsi
    fino a paralizzare il cuore.
    Crampi in petto strozzano
    il fiato e ogni parola,
    cresce da dentro la rabbia
    come un ruggito profondo
    che sale dagli inferi
    e atterrisce l'anima.
    Vorrei urlare ma non so più farlo,
    e cerco pace ma non la trovo
    e più la cerco e più muoio dentro,
    vorrei correre senza dovermi fermare
    neanche per respirare o dover guardare.
    Solo, ad un passo dall'inferno,
    senza il coraggio di avanzare
    né la forza di ritornare.
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      Scritta da: Don Juan
      Ho sprecato tanto tempo
      a correr dietro il vento,
      ed ora spreco carta e inchiostro
      a fissar parole negli spazi del dolore.
      Chiuso in una scatola
      senza la voglia di tirarmi fuori,
      lividi notturni cerchiano sguardi
      persi nelle memorie bruciate,
      ripetitivi ticchettii crepano
      le deboli pareti di una forza apparente.
      Continuo il mio cammino
      senza sapere quale strada camminare,
      vivo una vita che non mi appartiene,
      dipingo giorni incolori.
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        Scritta da: Don Juan
        L'odore intenso della strada,
        il rumore cupo della pioggia che batte,
        gli occhi arrossati dal vento,
        le mani fredde nelle tasche,
        il palpitare frenetico e ritmato del cuore
        che spinge per venir fuori ed urlare.
        Poi un'ombra, uno sguardo,
        due semplici, fredde parole
        e poi il buio profondo,
        una caduta libera senza atterraggio,
        un volo negli abissi più neri
        che non conosce fine.
        Un sussulto e riapro gli occhi,
        prendo fiato e respiro lento:
        era un sogno, un brutto sogno
        che ripercorre i sentieri
        di quel maledetto giorno,
        quando calò il sole
        e su di me non nacque più.
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