Le migliori poesie di Don Juan

Nato a Cosenza (Italia)
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Scritta da: Don Juan
Serpenti tra le mani
che azzannano le vene
e gonfiano di veleno i polsi
fino a paralizzare il cuore.
Crampi in petto strozzano
il fiato e ogni parola,
cresce da dentro la rabbia
come un ruggito profondo
che sale dagli inferi
e atterrisce l'anima.
Vorrei urlare ma non so più farlo,
e cerco pace ma non la trovo
e più la cerco e più muoio dentro,
vorrei correre senza dovermi fermare
neanche per respirare o dover guardare.
Solo, ad un passo dall'inferno,
senza il coraggio di avanzare
né la forza di ritornare.
Don Juan
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    Scritta da: Don Juan
    Credo al mio cuore
    quando mi urla di dormire
    di mettere a tacere
    tutto quanto quel dolore
    che ogni giorno sembra ingigantire.
    Credo alla mie mani
    che indicano un domani
    senza fulmini né tuoni.
    Credo ai tuoi discorsi
    sui miei giorni persi
    in un angolo senza luce
    nel silenzio senza pace.
    Credo ancora nell'amore
    nonostante viva nel terrore
    che per colpa di un errore
    possa un giorno smettere d'amare.
    Don Juan
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      Scritta da: Don Juan
      Paura d'amare,
      paura di un cuore
      che impazzisce d'un tratto
      e decide la sua strada.
      Paura di un futuro
      che come una lente appannata
      offusca la vista,
      paura di un cielo
      improvvisamente più blu,
      paura di viver davvero.
      Ma tu prendi per mano la paura,
      non respingerla e diventerà
      la spalla che sorreggerà
      ogni tuo mancamento,
      la guardia alta che incasserà
      il colpo diretto all'anima.
      Lascia entrare il sole,
      lascia correre il cuore,
      lascia fiorire l'amore...
      ... lo meriti!
      Don Juan
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        Scritta da: Don Juan

        Sassi

        Scavo dentro a mani nude,
        strappo radici che sono andate troppo giù,
        e tolgo sassi che tagliano come lame,
        ma non ho il coraggio di buttarli
        perché quei sassi sono parte di me,
        e li ricopro di nuovo,
        e riscavo di nuovo
        per poterli anche solo guardare,
        così ogni notte, così ogni giorno.
        Li nascondo al mondo,
        e a quella parte orgogliosa di me
        che fa a pugni col cuore.
        Quei sassi mi uccidono,
        e mi tengono in vita,
        mi fanno respirare e mi strozzano,
        quei sassi profumano di lei.
        Affondo le narici negli odori che mi ha lasciato,
        ma anche quelli ora stanno volando via,
        con la stessa leggerezza
        del vento che ha portato via lei.
        Stringe un nodo in gola ogni
        respiro maledetto che ho afferrato
        da quando non ho più lei,
        e in petto corre a vuoto il cuore
        ora che ho perso la bussola.
        Risuona stanco l'eco di quell'amore
        tra le pagine di un quaderno sbiadito,
        e le righe di una lettera datata,
        ed io lentamente scivolo via dalla mia vita,
        senza batter ciglio o porre freni,
        nell'attesa di un profumo nuovo,
        che mi aiuti a cancellare le tracce
        di quello che un tempo chiamavo
        "amore" ed ora non so più cos'era.
        Don Juan
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          Scritta da: Don Juan
          Come grano d'inverno
          cado al volere del tempo,
          cedo al passare del vento,
          e raccolgo petali strappati
          da una mano sconosciuta.
          Un vecchio albero affonda stanche
          le radici nella terra nera,
          un vecchio canuto siede lento
          su una panchina solitaria,
          un bimbo corre seguendo l'istinto,
          un fiore sboccia all'ombra di un melo,
          una nuvola insegue un gabbiano,
          la mia mano scrive,
          il mio cuore corre lontano.
          Don Juan
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