Scritta da: Silvana Stremiz

Souplesse

Sotto zero,
sono le dieci e mezzo di sera;
fra poco andrò nel letto,
sotto la trapunta nuova.

Come ogni notte
disteso sul ventre
chiuderò gli occhi
nel nero niente del sonno.

E’ vero quel che si dice:
ho dormito un terzo
di mia vita, almeno,
ed ogni notte -

per tredicimila notti -
mi sono allenato
a un’idea di morte
che a questo somigli.

Eppure, dopo tanto
esercizio appropriato,
ancora non sono sicuro
di essermi abituato

la mente ancorché il corpo
al supremo ultimo sforzo.
Davide Riccio
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    Scritta da: Silvana Stremiz

    Soggettiva

    È inutile, se il meticcio alza la gamba
    e orina sullo zolfo del perimetro perbene.
    Le bottiglie d'acqua non le degna certo il padrone,
    si rovesciano per vari eventi
    ancora tappate e colme sul marciapiede o sulla strada.
    L'apposita appiccicosa forchettina di plastica
    si piega ma non s'infilza nella dura polpa zuccherina
    del dattero denocciolato, ed è sùbito da buttare.
    È inutile quando la primula bianca
    passa e s'increspa da se stessa che era in pattumiera;
    idem tutti i fiori che avrei potuto regalarle.

    I morsetti fermafogli sono da anni nella confezione,
    non hanno mai pinzato la mezzeria dell'apertura,
    non hanno mai tenuto uniti i fogli di un quotidiano.
    Anzi, il giornale comprato ogni giorno,
    certi giorni nemmeno riesco a sfogliarlo;
    finisce nella pila perfettamente piegato
    per un futuro raptus delle pulizie, ed è inutile.
    È inutile la nostalgia appassionata del fado:
    se non conosco il portoghese,
    e non lo conosco, mi annoia.
    Lo stesso potrei dire di altro ed altro ancora.

    Bassa pianura d'impermeabile mortale argilla
    dove arrivano il fiume e i suoi depositi,
    con poiesi e parole,
    vi sto forse tracciando le isoipse
    delle altitudini sognate, mancate?
    Nel lattice sottile
    ad oggi un altro figlio è in salvo da questo uomo.
    Davide Riccio
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      Scritta da: Silvana Stremiz

      Anteprima

      Pregusto la terza età
      Non è detto infatti che io vi arrivi
      Giocando a bocce e a scopa
      Fumando sigarette ultraleggere
      Tra le rose del giardino
      L'adorato bastardino

      Ho ricordi più nitidi d'infanzia
      E previsioni orrende sulla patria
      Perché sono a metà
      In cui si han tutte le età

      Non è triste l'invecchiare
      Al solitario
      Ma la fragranza estiva di un viale
      D'ibridi platani dopo la pioggia.
      Davide Riccio
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        Scritta da: Silvana Stremiz

        36 metri quadrati

        Ho 36 anni e un minialloggio.
        Ingresso tinello e cucinino
        una camera con divano letto
        un bagno cieco e due balconi,
        36 metri quadrati calpestabili in tutto
        insopportabili ormai, un metro quadro
        per ogni anno di mia vita.

        Non è nemmeno detto
        che per la stessa misteriosa legge
        100 metri quadrati
        li avrò almeno a cent'anni.
        A cent'anni poi mi basteranno
        due metri di lunghezza
        per novanta centimetri di larghezza.
        Davide Riccio
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