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Scritta da: Gabriella Stigliano

Alla finestra

Si piegano i pini ad ascoltare i mormorii del vento autunnale
che i neri pioppi fa agitare in un isterico riso
mentre la casa del giorno lentamente chiude le sue imposte
orientali.
In fondo alla valle, confusamente le lapidi del cimitero - lontane
si raggruppano, avvolgendo la loro vaghezza nel grigio sudario
della nebbia,
ormai che nel crepuscolo i lampioni all'improvviso hanno
iniziato a sanguinare.
Fuori dalla finestra volano le foglie e passando una parola
pronunciano al viso che fissa l'esterno, guardando
se soffia la notte un pensiero o un messaggio sui vetri.
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    Scritta da: Silvana Stremiz

    In Barca

    Vedi le stelle, amore,
    Ancor più chiare nell'acqua e splendenti
    Di quelle sopra a noi, e più bianche
    Come ninfee!

    Ombre lucenti di stelle, amore:
    Quante stelle sono nella tua coppa?
    Quante riflesse nella tua anima?
    Solo le mie, amore, le mie soltanto?

    Guarda, quando i remi muovo,
    Come deformate s'agitano
    Le stelle, e vengon disperse!
    Perfino le tue, lo vedi?

    Rovesciano le stelle le acque
    Acque povere, inquiete, abbandonate...!
    Dici, amore, che non viene scosso il cielo
    E immobili son le sue stelle?

    Là! hai visto
    Quella scintilla volare su di noi? Le stelle
    In cielo neanche son sicure.
    E di me, che sarà, amore, di me?

    Cosa sarà, amore, se presto
    La tua stella fosse lanciata sopra un'onda?
    Sembrerebbero le tenebre un sepolcro?
    Svaniresti tu, amore, svaniresti?
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      Scritta da: Silvana Stremiz

      Gioventù vergine

      Di quando in quando
      Tutto m'ansima il corpo
      E la vita mi appare negli occhi,
      Tra essi vibrando e la bocca
      Giù selvatica discende per le membra
      Lasciando gli occhi miei svuotati tumultuanti
      E il petto mio quieto colma d'un fremito e un calore;
      E giù per le snelle ondulazioni sottostanti
      Che onde diventan pesanti, di passione gonfie
      E il ventre mio placido e sonnolento
      All'istante ribelle si desta bramoso,
      Eccitato sforzandosi e attento,
      Mentre le tenere braccia abbandonate
      Con forza selvaggia s'incrociano
      A stringere - quel che non hanno stretto mai.
      E tutto io vibro, tremo e ancora tremo
      Finché la strana potenza che il corpo mi scuoteva
      Non svanisce
      E nobile non risorge l'ininterrotto fluire della vita
      Nella durezza implacabile dei miei occhi,
      Non risorge dalla bellezza solitaria del corpo mio
      Esausto e insoddisfatto.
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        Scritta da: Silvana Stremiz

        Previsione

        Pazienza, piccolo Amore!
        Una donna dal petto pesante, calda come giugno entrerà
        Un giorno e chiuderà la porta, per restare.

        E quando l'animo tuo, oppresso, avrebbe reclamato
        Una fresca notte solitaria, il suo petto la notte coprirà
        pendente nella stanza tua come una coppia di gigli tigrati,
        che i loro petali oro-pallido schiudono con ferma intenzione
        E soffocano le tenebre blu con acre profumo, fiaccando
        Il tuo corpo con la spinta dei suoi capezzoli, finché
        Freschezza bramerai con una forte sete.

        E ti ricorderai allora, con desiderio vero
        Per la prima volta, quel che ero per te.
        Così profondamente sogna un narciso selvatico
        E ti attende attraverso l'oscurità
        Fredda ed azzurra, brillando allegramente
        Ai tuoi piedi come piccola luce.

        Pazienza, piccolo Amore! Negli anni a venire
        Io sarò felice per te, nella memoria.
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