Questo sito contribuisce alla audience di

Poesie di Dario Motti

Nato venerdì 1 settembre 1950 a milano (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Umorismo.

Scritta da: dax

Devo scendere

Devo scendere nell'abisso del male
per vedere l'orrore degli uomini.

Ho visto bambini straziati, prostituiti,
ho visto il veleno dell'ipocrisia contaminare
i cuori degli uomini, delle donne.

Ho visto il potere dell'oro abbagliare
gli occhi delle madri, ho visto l'odio
ergersi padrone dell'umanità.

Ho visto strappare la vita al pianeta.
Distruggere le sue foreste,
inquinare i suoi oceani, massacrare
gli anima-li, miei figli più amati.

Devo scendere nell'abisso del male
per vedere l'orrore degli uomini.

Per vedere volti disperati specchiarsi
nello specchio dei capelli strappati
della fine del tempo.

Per vedere il potere dell'uomo
ergersi dispensatore di morte.

Devo scendere nell'abisso del male
per vedere l'orrore degli uomini.
Composta nel settembre 2009
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: dax

    Il male

    Si lo sappiamo il male è vivo,
    case distrutte, umanità spaventata
    il sangue corroso come la pelle
    dal veleno creato dall'uomo.

    Abbiamo visto boschi bruciare,
    città crollare sotto bombe radioattive,
    campi cintati ingoiare inermi innocenti.

    La violenza c'entra nella pelle
    silenziosa e amara.

    Hanno ucciso per ideologia,
    per il nome d'una razza.
    Di democrazie pasciate di delitti.

    Non ci sarà speranza
    per questa umanità perseguitata
    solo la violenza vincerà

    La distruzione del creato
    è già cominciata.

    Dio aiuta questi uomini,
    questi mari inquinati
    queste campagne avvelenate,
    questa umanità prostituita.

    Aiuta noi bambini disperati,
    sfruttati da potenti senza onore
    senza giustizia, senza eternità.

    Spiri sulle nostre labbra,
    nei nostri polmoni la Tua
    Vitale Essenza, che dona
    eterno amore, libertà.
    Composta nel ottobre 1979
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: dax

      Affondate

      Hnno affondato nel nostro mare
      la loro malvagità.

      Veleni che lentamente corrodono
      l'acqua le sue creature,
      che inquinano il nostro sangue
      disfano il nostro DNA

      Innaturali tumori schiacceranno
      le vite dei nostri bambini, innumerevoli,
      le nostre piante i nostri animali massacrati,
      la fame apparecchierà il familiare desco,
      avremo come lugubre commensale
      nostra signora la morte.

      Tutto questo per pezzi di carta
      che oggi valgono, ma che domani
      saranno gettati nel fuoco,
      per metalli, per pietre ora preziosi
      ma che domani varranno meno
      della sabbia del deserto.

      Mentre i nostri figli giaceranno nella tomba
      assieme alla nostra codardia, alla nostra ignoranza,
      al nostro menefreghismo. Alla nostra empietà.
      Composta nel settembre 2009
      Vota la poesia: Commenta