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Poesie di Dante Castellani

Nato martedì 16 giugno 1959 a milano
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Racconti, in Frasi per ogni occasione e in Diario.

Scritta da: dantino

Dialogo con Guglielmo, amico prete e filosofo

Se non hai di che dargli da mangiare
non chiudere nel pollaio il cane

Ancora tanto ignoro in questo mondo
Però conosco il gallo che mi sveglia
E il topo che mi ruba tutti i giorni il grano
Certo lo lascio fare ma non sempre,
A volte è bello vederlo anche scappare
Conosco il vento e lo sento nelle piante respirare
E poi di notte osservo
I passi della volpe e del cinghiale
Per poi lasciarmi abbandonato andare sopra un prato
A far che sia la luna nuova a ritornarmi il seminato

Ignoro ancora tanto, per questo è mia attenzione
Pesare della vita il vivere in comune
Non in misero modo o per qual sia dolore
Cercando l'assoluto, lontano è il materiale
E nel cercare l'essere perfetto
Cioè colui che non può nuocere e non può creare male
Penso al falcone che per nutrirsi e per nutrir la prole
Costringe negli artigli il suo cibare
E pur la mucca, oziosa, lenta e svoglia
Non toglie anch'essa vita per mangiare?
Ed arrivando all'uomo, l'essere più innaturale
Che uccide addirittura per giocare

Che mondo strano è questo, dove i viventi
Non son costretti solo a respirare
A patir di stenti ed a goder di cose vane
Ma a togliere altra vita, peggio, a trasformarla,
In feci da evacuare
Partecipando alla carneficina di un banchetto nuziale
Dove chi vive si sposa con chi muore
E c'è sempre vita nuova da sacrificare
E non si venga a dire che è un passaggio, che il tutto è naturale
Ma un giuoco si, che non vorremmo fare

Proprio per questo mi rivolgo a Dio,
Come potrò mai entrare nel tuo cuore
Far parte del tuo "immenso amore"
Se mi costringi a procurar dolore
A nuocere e a partorire il male?

Se nasco ancora voglio aver le foglie
E come cibo solo cose morte
Ma forse ignoro che le piante anch'esse
Hanno degli altri vivi stessa sorte.
Composta sabato 16 giugno 2001
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    Scritta da: dantino

    Per il vostro pensiero (voi che ignorate la vita, come ignorate la morte)

    È il navigare
    per continui giorni la tempesta
    che della terra ferma scordo
    e tra le ore e i fiordi
    lo spumeggiar del mare
    il vento porta trasformati i volti
    ed i ricordi muti
    confusi e spenti
    così insolitamente fermi
    che della scialuppa
    l'oscillare lento e vorticoso, assorbo
    così m'inebrio
    calando dietro me
    nel vostro quieto mare morto
    come sgualcite reti, stanche
    i versi...
    un coricar parole
    come povere vele ad asciugare
    nei sontuosi e freddi
    vostri porti.
    Composta nel 1995
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      Scritta da: dantino

      Come un grillo morto

      Come un grillo morto, che ho incontrato
      mentre mi adoperavo con la scopa
      fermo, lì sdraiato
      troppo distratto io, lui...
      troppo assopito, ho pensato
      non è mai intenzione mia disturbare, giuro!
      Non è abitudine e, troppo è il rispetto
      per chi mi vive attorno
      e nello stesso spazio condiviso mi sopporta
      chissà per quanto hai osservato il mio continuo e,
      distratto camminare
      ed io che mai ho udito, o mai voluto udire... il tuo cantare
      essere distratti in questo mondo,
      è un male grande grande
      si perdono gli amici più importanti.
      Composta nel 2000
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        Scritta da: dantino

        Per te raccolgo un fiore

        Vorrei cogliere un fiore ma... ho paura
        di piangere nel vederlo quando muore
        perciò ti dono ciò che ho dentro il cuore
        un mondo terso di sereno e sole
        oppure il freddo il ghiaccio e, poi la neve
        lo so ch'è poco, perciò ti do anche il mare
        quello in tempesta o quello fatto per cullare
        ciò che ho incontrato nel mio girovagare
        ma anche i monti verdi, austeri e presuntuosi
        poi tristi e soli, quasi lentamente fossero a morire
        io nel cuore ho un mondo di ricordi
        che sento non voler dimenticare
        come sentire bimbi capricciosi
        che han fame ma... rifiutano il mangiare
        lo so ch'è ancora poco, ma il giardino che coltivo
        a volte... è incapace di fiorire
        quando della vita vincono le guerre, la fame e l'ingiustizia
        se ti do il mio cuore in cambio del tuo amore
        ti prego, non buttarlo
        tienilo sul palmo della mano
        affinché io possa...
        ancora un poco amare.
        Composta mercoledì 30 novembre 1994
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